No, Pisapia non ha strappato. È lontano da tempo ma se ne sono accorti in pochi.

Giu­lia­no Pisa­pia, dopo mesi alla ricer­ca del­l’om­bra per non dover­si schie­ra­re o comun­que per schie­rar­si poco, oggi rila­sci un’in­ter­vi­sta a Repub­bli­ca in cui dichia­ra che non vote­rà no. Dice l’ex sin­da­co di Milano:

«Nes­su­na apo­ca­lis­se sia che vin­ca il No, sia che vin­ca il Sì. E mi sem­bra che sia­no ormai ben pochi quel­li che paven­ta­no tale rischio. Io però non cre­do che, in caso di vit­to­ria del No, avrem­mo un anno di tre­gua nel qua­le sarà pos­si­bi­le lavo­ra­re per rior­ga­niz­za­re il pae­se; vedo inve­ce un Par­la­men­to anco­ra più divi­so, para­liz­za­to e un perio­do di insta­bi­li­tà poli­ti­ca che non fareb­be bene al paese».

Repub­bli­ca non per­de l’oc­ca­sio­ne e tito­la tut­to maiu­sco­lo: Lo strap­po di Pisa­pia: “Refe­ren­dum, con il ‘No’ Ita­lia instabile”

Ora, al di là del tito­lo spa­ra­to su una scel­ta bisbi­glia­ta, for­se sareb­be anche arri­va­to il tem­po di pren­de­re atto di un fat­to poli­ti­co ormai asso­da­to: Pisa­pia (ma mi pren­do il rischio di aggiun­ger­ci Zed­da che si acco­de­rà nei pros­si­mi gior­ni) ha “strap­pa­to” (tan­to per cita­re Repub­bli­ca) fin da quan­do ha aper­to le por­te alla svol­ta di un PD inten­to a met­te­re in atto poli­ti­che non più di sini­stra. Pisa­pia ha “strap­pa­to” quan­do di intrup­pa­to per ren­de­re pota­bi­le Bep­pe Sala come suo suc­ces­so­re; Pisa­pia ha “strap­pa­to” quan­do non ha volu­to espor­si per il refe­ren­dum sul­le tri­vel­le; Pisa­pia ha strap­pa to ogni vol­ta che s’è tenu­to in gola un giu­di­zio su Jons Act e Buo­na Scuola.

C’è sta­ta un’e­po­ca qui da noi in cui qual­cu­no è riu­sci­to ad atti­va­re anten­ne a sini­stra che sem­bra­va­no spen­te per poi infi­lar­ci i sem­pre­ver­di mode­ra­ti ten­den­ti a destra. Baste­reb­be chie­de­re agli ami­ci di Sini­stra Ita­lia­na e di SEL oppu­re ai cit­ta­di­ni mila­ne­si che non sono tor­na­ti a vota­re. Se ne sono accor­ti qua­si tut­ti. Tran­ne Repubblica.

AIUTACI a scrivere altri articoli come quello che hai appena letto con una donazione e con il 2x1000 nella dichiarazione dei redditi aggiungendo il codice S36 nell'apposito riquadro dedicato ai partiti politici.

Se ancora non la ricevi, puoi registrarti alla nostra newsletter.
Partecipa anche tu!

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Congresso 2024: regolamento congressuale

Il con­gres­so 2024 di Pos­si­bi­le si apre oggi 5 apri­le: dif­fon­dia­mo in alle­ga­to il rego­la­men­to con­gres­sua­le ela­bo­ra­to dal Comi­ta­to Organizzativo.

Il salario. Minimo, indispensabile. Una proposta di legge possibile.

Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sin­da­ca­ti. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popolare.

500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di italiani.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

La can­na­bis riguar­da 5 milio­ni di con­su­ma­to­ri, secon­do alcu­ni addi­rit­tu­ra 6, mol­ti dei qua­li sono con­su­ma­to­ri di lun­go cor­so che ne fan­no un uso mol­to con­sa­pe­vo­le, non peri­co­lo­so per la società.
Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto provarci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

La prio­ri­tà deve esse­re met­te­re al sicu­ro le per­so­ne e non può esse­re mes­sa in discus­sio­ne da rim­pal­li tra pae­si euro­pei. Il dirit­to d’asilo è un dirit­to che in nes­sun caso può esse­re sot­to­po­sto a “vin­co­li quan­ti­ta­ti­vi”. Ser­vo­no cor­ri­doi uma­ni­ta­ri, e cioè vie d’accesso sicu­re, lega­li, tra­spa­ren­ti attra­ver­so cui eva­cua­re più per­so­ne possibili. 

Nasce il coordinamento dei comitati di Possibile del sud

 Oggi a Napo­li sono sce­se in piaz­za le asso­cia­zio­ni riu­ni­te ne La via mae­stra, per sol­le­va­re l’al­lar­me sul disa­stro­so pro­get­to dell’autonomia dif­fe­ren­zia­ta e l’attenzione sui

17 maggio, non c’è nulla da festeggiare

Crea­re un cli­ma di sospet­to, dif­fi­den­za e pau­ra ha l’effetto deva­stan­te di sfo­cia­re in odio che si tra­du­ce in vio­len­za, spes­so fisi­ca, a sca­pi­to di per­so­ne che vor­reb­be­ro solo vive­re la pro­pria vita come tut­te le altre sen­za nega­re nul­la nessuno.