I moderati e gli esclusi

Dobbiamo intervenire sulle ragioni profonde che portano a optare per proposte politiche che intervengano radicalmente sulle disuguaglianze e sulla mancanza di prospettive che riguardano parte consistente della popolazione.
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In Germania gli elettori hanno premiato l’ultradestra dove ci sono meno immigrati, ma dove ci sono più poveri e impoveriti. Il primo dato non sorprende: capita puntualmente e bene lo sa chi si occupa di immigrazione. Il secondo elemento, invece, obbliga a più di una riflessione.

Se vogliamo ridurre lo spazio in cui queste forze crescono, non possiamo affidarci a bonus lotteria, a misure parzialissime sulla povertà, a strategie elettorali di emergenza, a toni trionfalistici per una ripresa che queste persone le riguarda pochissimo e per cui non sentono alcun beneficio.

Dobbiamo certo fare una campagna culturale e politica, come la nostra #antifa, ma dobbiamo soprattutto intervenire sulle ragioni profonde che portano a optare per proposte politiche che intervengano radicalmente sulle disuguaglianze e sulla mancanza di prospettive che riguardano parte consistente della popolazione.

In Germania si suol dire che le larghe intese portano a destra. Qui hanno portato all’ultradestra e a sinistra a un indebolimento ulteriore dei socialdemocratici a favore della Sinistra. Come è accaduto in Francia, non è affatto detto che se non ci fossero stati Mélenchon o la Linke quei voti sarebbero andati ai socialdemocratici e non proprio alla principale forza anti-sistema, peggiorando la situazione che ora commentiamo.

Non è peraltro l’esistenza di un’alternativa credibile a sinistra a far crescere la destra, ma le cose che sono state fatte o non fatte in questi anni da chi ha governato «a tutti i costi» (anche e soprattutto quelli sociali). In uno schema proporzionale l’appello al voto utile del «dentro tutti» – da Pisapia a Alfano e oltre – è controproducente, perché la richiesta è evidentemente quella di sentirsi rappresentati, non di sostenere un blocco di potere centrosinistradestra che poi finisce a destra. Più che dei moderati dovremmo preoccuparci degli esclusi.

Il fatto che ciò sia accaduto in Germania, dove è più doloroso per ragioni storiche e più importante per ragioni politiche, deve far riflettere sull’Europa e sul suo destino.

Il dato di AfD è, peraltro, inferiore a quello del FN e delle ultradestre italiane. Se si vuole respingere l’attacco che proviene da queste forze, non è sufficiente dire che sono pericolose, bisogna dimostrare che si può fare di più e di meglio per quegli esclusi e per le ragioni di quell’esclusione, che costituiscono le vere ragioni di quell’affermazione.

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