Migranti, Civati-Maestri: Minniti vuole rifarsi verginità, ma firmò memorandum con Libia

Min­ni­ti ten­ta di rifar­si una ver­gi­ni­tà sui migran­ti e sul­la Libia. Par­te­ci­pa ai talk show e rila­scia dichia­ra­zio­ni come se lui non aves­se mai avu­to alcun ruo­lo. Ma a tut­to c’è un limi­te, di decen­za e di veri­tà: da ex mini­stro del­l’In­ter­no è cor­re­spon­sa­bi­le di ciò che acca­de ai migran­ti nei cen­tri di deten­zio­ne libi­ca e in mare. È sta­to pro­prio Min­ni­ti a pre­pa­ra­re il memo­ran­dum, fir­ma­to dal­l’al­lo­ra pre­si­den­te del Con­si­glio Pao­lo Gen­ti­lo­ni nel feb­bra­io 2017. Un memo­ran­dum che non è mai pas­sa­to in Par­la­men­to, nono­stan­te le nostre richie­ste”. Lo dichia­ra­no Giu­sep­pe Civa­ti, fon­da­to­re di Pos­si­bi­le, e Andrea Mae­stri, del­la segre­te­ria nazio­na­le di Possibile.

“In que­sto cli­ma di fin­ta amne­sia col­let­ti­va — aggiun­go­no Civa­ti e Mae­stri — è neces­sa­rio ricor­da­re che anche allo­ra la Libia era un Pae­se insi­cu­ro. Anche quan­do Min­ni­ti pre­pa­ra­va gli accor­di non c’e­ra alcu­na garan­zia per i migran­ti, visto che Tri­po­li non ha mai rati­fi­ca­to la Con­ven­zio­ne di Gine­vra del 1951 sul­la pro­te­zio­ne dei rifugiati”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

AIUTACI a scrivere altri articoli come quello che hai appena letto con una donazione e con il 2x1000 nella dichiarazione dei redditi aggiungendo il codice S36 nell'apposito riquadro dedicato ai partiti politici.

Se ancora non la ricevi, puoi registrarti alla nostra newsletter.
Partecipa anche tu!

Ultimi articoli

Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: "La vaccinazione è un dovere morale e civico. La libertà è condizione irrinunciabile ma chi limita oggi la nostra libertà è il virus, non gli strumenti e le regole per sconfiggerlo".
Per il oltre il 5% della popolazione italiana l’accesso a scuola, lavoro, vita sociale, affettività, sessualità può essere precluso da ostacoli più o meno concreti che vanno dalle barriere architettoniche all’inadeguatezza delle norme che, anche quando presenti spesso non vengono rispettate e a quello più insidioso: la discriminazione.
Vede, caro ministro, per noi il punto fondamentale è proprio questo: la qualità delle intese sul clima, ormai, non la fanno tanto i contenuti quanto le tempistiche per raggiungere gli obiettivi.