Mantiene vivo lo spirito dell’Ulivo: Sandra Zampa

09-cartolina-civoti-zampa-vertRag­giun­gia­mo San­dra Zam­pa, depu­ta­ta del Par­ti­to Demo­cra­ti­co e por­ta­vo­ce di Roma­no Pro­di, in una pio­vo­sa dome­ni­ca bolo­gne­se. Da qual­che gior­no è nel­le libre­rie il suo volu­me “I tre gior­ni che scon­vol­se­ro il PD”, e i quo­ti­dia­ni di oggi tra­boc­ca­no del­la scel­ta del Pro­fes­so­re di non pren­de­re la tes­se­ra nè par­te­ci­pa­re alle immi­nen­ti pri­ma­rie. «È il par­ti­to a esse­re usci­to da Pro­di, non il con­tra­rio», com­men­ta Zam­pa con ama­rez­za. «Nel discor­so di ieri, il pro­fes­so­re ha det­to anche “Spe­ro vada­no a vota­re in tan­ti, l’8 dicem­bre”: è con­vin­to che il pro­get­to non abbia per­so le sue ragio­ni, ma che solo una nuo­va gene­ra­zio­ne lo pos­sa e lo deb­ba ripren­de­re. Lui si ritie­ne ingom­bran­te, per­ché nei gior­ni del Qui­ri­na­le abbia­mo veri­fi­ca­to esse­re esi­sti­te alcu­ne ven­det­te incro­cia­te, ogni vol­ta si è mos­sa una orga­niz­za­zio­ne. Sa di non esse­re un cit­ta­di­no qua­lun­que, e di influen­za­re: il mes­sag­gio che lan­cia ai gio­va­ni è “con­ti­nua­te a com­bat­te­re, la bat­ta­glia che io non ho vin­to”». Tor­nan­do a quel­le ter­ri­bi­li 72 ore di apri­le, in una inter­vi­sta a La Stam­pa, San­dra Zam­pa ricor­da che Ber­lu­sco­ni a Bari riem­pì di con­tu­me­lie il fon­da­to­re del­l’U­li­vo, irri­den­do­lo assie­me alla fol­la sul model­lo “Gesù o Barab­ba”: «E il PD è sta­to muto di fron­te agli attac­chi che gli sono sta­ti por­ta­ti, non solo in quel­l’oc­ca­sio­ne. Pro­di in que­sti anni è sta­to lascia­to mol­to solo. Ad esem­pio, da gen­na­io ad apri­le i quo­ti­dia­ni del­la destra han­no scrit­to oltre tren­ta arti­co­li con­tro una sua can­di­da­tu­ra ven­ti­la­ta, sono anda­ti addi­rit­tu­ra in cer­ca nel­le uni­ver­si­tà ame­ri­ca­ne, per sape­re se fos­se sta­to lui in per­so­na, con 31 lau­ree hono­ris cau­sa, a invia­re un cur­ri­cu­lum. Non ho mai capi­to per­ché i demo­cra­ti­ci non die­de­ro dei segni, davan­ti a fat­ti che non pote­va­no esse­re tol­le­ra­ti, nep­pu­re duran­te la vicen­da che por­ta Ber­lu­sco­ni a giu­di­zio per la com­pra­ven­di­ta dei sena­to­ri: lascia­no che la destra spa­ri a zero sul gover­no del 2006, sen­za che nem­me­no chi vi face­va par­te lo difen­da. Qual è la col­pa di Pro­di? Quel­la di aver vin­to due vol­te le ele­zio­ni?».

l43-prodi-occupypd-130616190749_bigA tut­ti i livel­li, mili­tan­ti, elet­to­ri e sim­pa­tiz­zan­ti chie­do­no sia fat­ta luce sui 101, di cono­sce­re i loro nomi e le moti­va­zio­ni, sen­to­no come una feri­ta anche per­so­na­le la sor­te toc­ca­ta al Pro­fes­so­re: la stes­sa Rosy Bin­di ha ammes­so come rela­ti­va­men­te a quel­l’e­pi­so­dio non vi sia sta­ta un’a­na­li­si seria, con auto­cri­ti­ca e assun­zio­ne di respon­sa­bi­li­tà. «Evi­den­te­men­te quel fon­da­to­re non era sen­ti­to come tale da tut­ti», con­ti­nua Zam­pa. «Per­ché non sia­mo un par­ti­to, una comu­ni­tà coe­sa, ma una fede­ra­zio­ne di cor­ren­ti, e que­sto por­ta a divi­der­si anche in meri­to agli aspet­ti essen­zia­li. Cia­scu­no ha con­ti­nua­to a tene­re addos­so la pro­pria magliet­ta iden­ti­ta­ria». A far­ne le spe­se, il con­cet­to di Uli­vo, come tes­su­to uni­ta­rio del­le cul­tu­re labu­ri­ste del Pae­se ‑socia­li­sta, cat­to­li­ca pro­gres­si­sta, ambien­ta­li­sta, lai­ca e azio­ni­sta, refe­ren­da­ria per i dirit­ti- in un pro­gram­ma che tene­va assie­me la voca­zio­ne euro­pea di mol­ta bor­ghe­sia isti­tu­zio­na­le (si pen­si ai mini­stri eco­no­mi­ci del gover­no del 1996, Ciam­pi in pri­mis) e la desi­sten­za degli anta­go­ni­sti. «Cre­do sia anda­ta per­sa la spe­ran­za e la fre­schez­za di quel pro­get­to, che è sta­to usa­to come navi­cel­la per met­ter­si in sal­vo dal­le tem­pe­ste mari­ne, sen­za che ci si cre­des­se dav­ve­ro. Ciò ha crea­to dan­ni gran­dis­si­mi».

09-cartolina-civoti-zampa  Al con­gres­so la depu­ta­ta bolo­gne­se ha deci­so di soste­ne­re il docu­men­to e la can­di­da­tu­ra di Giu­sep­pe Civa­ti a segre­ta­rio: «Ho medi­ta­to lun­ga­men­te e sono sta­ta mol­to atten­ta, sape­vo per cer­to chi non avrei vota­to. Pip­po mi pia­ce per­ché è per­so­na auten­ti­ca, che si bat­te con le pro­prie for­ze e sa riac­cen­de­re la spe­ran­za. Con la sua sobrie­tà, non è mai venu­to a chie­der­mi nien­te, rispet­tan­do sem­pre la mia incer­tez­za e la neces­si­tà di pren­de­re del tem­po per medi­ta­re bene il da far­si. Mi pia­ce la sua capa­ci­tà di tra­smet­te­re entu­sia­smo ai gio­va­nis­si­mi, come i miei nipo­ti che da subi­to mi han­no det­to “zia, devi sta­re con Civa­ti per­ché lui è bra­vo dav­ve­ro”. La mia scel­ta per lui è deter­mi­na­ta anche dal fat­to che ci sono temi a cui è mol­to sen­si­bi­le, e guar­da con gli occhi di chi met­te al pri­mo posto più giu­sti­zia socia­le, nei dirit­ti, più pos­si­bi­li­tà e oppor­tu­ni­tà. L’I­ta­lia ha tra­di­to i gio­va­ni e non solo loro, per­so­ne che han­no lavo­ra­to una vita per poi esse­re eso­da­te, trat­ta­te come uno strac­cio: c’è chi vuol taglia­re le pen­sio­ni di 3100 euro men­si­li quan­do esi­sto­no quel­le di 30mila. Ecco, la lot­ta per l’e­gua­glian­za ci vede vici­ni: ci vor­rà l’im­pe­gno e la leal­tà di tut­ti per non ripe­te­re gli erro­ri che abbia­mo visto. Abbia­mo ammaz­za­to il par­ti­to con le nostre mani, lo pos­so­no costrui­re dav­ve­ro solo i nati­vi a tut­ti gli effet­ti, sen­za il con­di­zio­na­men­to e il peso del­le vec­chie gene­ra­zio­ni: il PD è sta­ta la mia uni­ca tes­se­ra, capi­sco bene il pro­ble­ma». San­dra Zam­pa sta per usci­re, diret­ta al cir­co­lo San Dona­to dove discu­te­re con gli iscrit­ti e gli elet­to­ri di qua­le sarà il futu­ro del PD, il par­ti­to che tut­to­ra ha ai pie­di del sim­bo­lo un ramo d’U­li­vo: «Chi ha dato ‑sen­za vin­ce­re, e facen­do in modo che si per­des­se anche quan­do si ave­va vin­to- ora pas­si il testi­mo­ne».

#Civo­ti 09: San­dra Zampa

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