L’Italia retrocede sui diritti LGBTI

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Come ogni anno la Rainbow Map (https://www.rainbow-europe.org/) di ILGA Europe descrive il panorama dei diritti LGBTI in 49 Paesi dell’area europea che sono sotto osservazione dall’organizzazione europea. La Mappa del 2019 è un grido d’allarme che segnala un generale arretramento sul terreno dell’uguaglianza a testimonianza che esiste davvero un vento nero che attacca i diritti delle donne e della comunità LGBTI.

L’Italia, in solo un anno, scende di due posizioni attestandosi al 34esimo posto con un risultato pari solo al 21,5% in merito agli indicatori che vengono presi in considerazione per stilare la graduatoria. Ne traspare un quadro allarmante ma di cui eravamo consapevoli con l’ascesa del governo Giallo-Verde-Nero, la nomina di Ministri contrari ai diritti, l’organizzazione di eventi liberticidi come il Congresso delle Famiglie di Verona, e la presenza sempre più sdoganata dei movimenti neofascisti da nord a sud. Non bastano più nemmeno le leggi già approvate, come quella delle Unioni Civili, per mantenere la posizione 2018 per il nostro Paese.

Il clima che circonda la comunità LGBTI italiana è carico di odio e discriminazione ed è preoccupante che una certa politica cavalchi tutto ciò. Siamo al 17 Maggio, giornata internazionale contro l’omobitransfobia, e dobbiamo constatare, di nuovo, un silenzio inquietante dalla politica ed il vuoto normativo, anche questo anno, di una legge che contrasti la LGBTIfobia.

Con questo spirito partecipiamo alla stagione dei Pride, iniziata sabato scorso a Vercelli, ribadendo chiaramente che saremo al fianco della comunità LGBTI in una battaglia intersezionale che tocca i diritti e l’uguaglianza e che rappresenta la Resistenza dei nostri tempi contro le destre radicali e che si fonde necessariamente con l’Antifascismo, principio centrale della nostra storia democratica.

Dobbiamo raddoppiare gli sforzi a partire dai territori e dai consigli comunali per contrastare la deriva e difendere i diritti conquistati e portare avanti la lotta.

Un impegno che chiediamo al Parlamento italiano, seppur consci della sua composizione orientata a destra, e che in prima persona ci siamo assunti a livello europeo tramite i nostri candidati per Europa Verde che hanno sottoscritto le richieste di ILGA Europe (https://www.comeout.eu/), riportate anche sulla piattaforma italiana Voto Arcobaleno (https://europee2019.votoarcobaleno.it/).

Questa è una battaglia che guarda alla società che vogliamo costruire.

Una sfida di futuro; un futuro che sia inclusivo e sicuro per tutte e tutti e che passa dal riconoscimento dei diritti e della dignità di tutte le soggettualità, dall’abrogazione di norme ingiuste, come il Decreto Sicurezza, dall’affermazione dell’autodeterminazione per le persone trans e di tutti i genere, anche quelli non binari, da politiche femministe.

In questi anni abbiamo fatto una scelta di campo netta che ogni giorno portiamo avanti certi che questa sia non una battaglia ma LA battaglia. Oggi, ancor più determinati ed orgogliosi di ieri, resistiamo, con i nostri corpi e le nostre storie.

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