L’Italia Possibile

Abbiamo macinato chilometri continuando a ribadire (inascoltati e vilipesi) che intorno al nostro No alla revisione costituzionale c’era un moltitudine di Sì. Nel momento in cui ci siamo opposti a provvedimenti del governo abbiamo studiato, scritto e pubblicato una controproposta, una nostra possibile soluzione, una lettura di quello che avremmo fatto e come farlo.

Nonostante la “disattenzione” di molti Possibile è, prima di tutto, un’idea di Paese: un’Italia che applichi la Costituzione intervenendo sulle diseguaglianze che continuano a segregare gli ultimi tra gli ultimi, un’Italia che la smetta di essere prepotente con i fragili e che abbia piuttosto la forza di pretendere dai prepotenti il rispetto dalle regole, un’Italia che non minimizzi le mafie e che sia intransigente con i loro tentacoli politici e imprenditoriali, un’Italia che la smetta di lisciare i grumi finanziari in cerca di impunità fiscale, un’Italia che si allei con i lavoratori piuttosto che i lucratori, un’Italia che finisca una volta per tutte di vedere la scuola come un enorme consiglio di amministrazione, un’Italia che chiuda con gli slogan e si concentri sull’ascolto, un’Italia che abbia il coraggio di applicare la progressività del prelievo fiscale, un’Italia che barrichi le barricate tra gli episodi di cui vergognarsi, un’Italia che non intenda la cura e la salute come un servizio appaltabile, un’Italia che si occupi delle persone e non di come arginarle, un’Italia insofferente alle impunità, un’Italia di merito e nel merito ma davvero.

Un’Italia Possibile. Scritta con serietà e responsabilità. In giro per l’Italia, come abbiamo sempre fatto, come sappiamo fare. Questa è la nostra priorità: scriverla, raccontarla, aggiustarla e discuterla. E in questi mesi in cui ci siamo spesi per raccontare il nostro No all’idea di Costituzione (e di Paese) che stava nella riforma abbiamo incontrato migliaia di persone che hanno avuto l’urgenza di dire No ma sono pieni di Sì. Noi torniamo da loro, vogliamo sederci con loro per discutere insieme di cosa vogliamo fare insieme, convinti che una comunità non si costruisca con una foto di gruppo dei testimonial di una campagna referendaria ma con la fiducia dell’unico capitale politico possibile: i militanti e gli elettori. Noi, ora, ci occupiamo di loro, facciamo fare a loro. E lo facciamo come sempre mettendoci la nostra faccia, le nostre strade e le nostre storie con l’impegno di aggiungerne e moltiplicarle.

Dice qualcuno: sì, ma il leader? Il leader no, grazie, anche no. C’è chi s’è portato sulle spalle questi mesi di mare mosso e s’è speso: Pippo Civati è la voce (e lo scudo) di questa comunità.

Sì ma, dice qualcuno, le alleanze? Le alleanze sono congiunzioni, convergenze, naturali evoluzioni. Ma davvero crediamo che sia credibile firmare contratti di vicinanza senza contenuti? Ancora? Ma davvero possiamo credere che i congressi degli altri, le “mossette” di chi vuol decidere se essere essere stampella e equivoco di questo PD e i personalismi di chi ha sempre perso negli ultimi quindici anni possano essere più importanti (e funzionanti) dei bisogni del Paese? No, grazie. Grazie, no. Le alleanze, quando la politica si fa chiara nei suoi intenti, naturalmente succedono e noi non mancheremo di coltivarle. Gli accrocchi preventivi quelli no. Grazie, no.

  •  
  •  
  •  
  •  

AIUTACI a scrivere altri articoli come quello che hai appena letto con una donazione e con il 2x1000 nella dichiarazione dei redditi aggiungendo il codice S36 nell'apposito riquadro dedicato ai partiti politici.
Se ancora non la ricevi, puoi registrarti alla nostra newsletter. Partecipa anche tu!

Iscriviti alla newsletter di Possibile

Please wait

Post Correlati