L’Italia continuerà a finanziare la Guardia costiera libica

Non ci stancheremo mai di dirlo: per allontanare Salvini dal governo bisogna prima di tutto allontanare le sue politiche. I decreti sicurezza, certamente, ma anche l'intera disciplina della gestioni delle migrazioni a partire dalla Bossi-Fini e, ovviamente, le politiche che inevitabilmente comportano gravi violazioni dei diritti umani, come lo scellerato memorandum con la Libia voluto dal ministro Minniti.

Ses­san­ta­cin­que per­so­ne in peri­co­lo. Anco­ra una vol­ta, nel mar Medi­ter­ra­neo. Li chia­ma­no “migran­ti”, eppu­re — secon­do le infor­ma­zio­ni dispo­ni­bi­li al momen­to — non sareb­be­ro altro che ragaz­zi. Alme­no ven­ti sareb­be­ro infat­ti mino­ri eri­trei. Tut­ti, sen­za alcun dub­bio, sono in fuga dal­l’in­fer­no libi­co, dove le per­so­ne migran­ti ven­go­no siste­ma­ti­ca­men­te sot­to­po­ste a tut­to quel che ben sap­pia­mo: deten­zio­ne arbi­tra­ria, stu­pri, tor­tu­re, ucci­sio­ni. Miglia­ia di per­so­ne, ormai da anni, subi­sco­no tut­to ciò. E noi lo sap­pia­mo.  In que­ste stes­se ore, la Came­ra sta dan­do il via libe­ra al decre­to mis­sio­ni, sen­za gran­di pro­ble­mi di tenu­ta. Ven­ti­due depu­ta­ti han­no rot­to il fron­te del­la mag­gio­ran­za — a dir la veri­tà, come dice­va­mo, sen­za com­pro­met­te­re l’i­ter del­la nor­ma — in disac­cor­do sul rifi­nan­zia­men­to del­la cosid­det­ta Guar­dia costie­ra libi­ca. I con­ti li ha fat­ti Vita.it: «Per la Libia è sta­to pre­vi­sto lo stan­zia­men­to di oltre 58 milio­ni di euro, di cui 10 andran­no alla mis­sio­ne bila­te­ra­le di assi­sten­za alla guar­dia costie­ra libi­ca (3 milio­ni in più rispet­to all’anno scor­so). Con tali fon­di si arri­va a una cifra di oltre 22 milio­ni spe­si dal­la fir­ma del Memo­ran­dum nel 2017 diret­ta­men­te in sup­por­to alla guar­dia costie­ra libi­ca, a cui si devo­no aggiun­ge­re quel­li stan­zia­ti nell’ambito del­le altre mis­sio­ni». Il risul­ta­to otte­nu­to gra­zie a que­sto sfor­zo poli­ti­co ed eco­no­mi­co del nostro Pae­se è l’a­ver inter­cet­ta­to e respin­to oltre 40mila per­so­ne in fuga, oltre 9mila nel solo 2019. Non ci stan­che­re­mo mai di dir­lo: per allon­ta­na­re Sal­vi­ni dal gover­no biso­gna pri­ma di tut­to allon­ta­na­re le sue poli­ti­che. I decre­ti sicu­rez­za, cer­ta­men­te, ma anche l’in­te­ra disci­pli­na del­la gestio­ni del­le migra­zio­ni a par­ti­re dal­la Bos­si-Fini e, ovvia­men­te, le poli­ti­che che ine­vi­ta­bil­men­te com­por­ta­no gra­vi vio­la­zio­ni dei dirit­ti uma­ni, come lo scel­le­ra­to memo­ran­dum con la Libia volu­to dal mini­stro Min­ni­ti.

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Dopo il NO, le idee. Il fronte progressista si unisca sulle cose da fare

Quel­lo che l’I­ta­lia chie­de, e che noi dob­bia­mo saper ascol­ta­re, è un con­fron­to serio sui con­te­nu­ti, che coin­vol­ga tut­te le for­ze che voglio­no costrui­re un’al­ter­na­ti­va al gover­no Melo­ni. Un con­fron­to che abbia al cen­tro la Costi­tu­zio­ne, che anco­ra una vol­ta si è rive­la­ta la bus­so­la intor­no a cui il Pae­se sa ritro­var­si. Per­ché la Costi­tu­zio­ne non è solo il testo che abbia­mo dife­so al refe­ren­dum, è l’o­riz­zon­te di un Pae­se più giu­sto che non abbia­mo anco­ra costrui­to.

Congresso 2024: regolamento congressuale

Il con­gres­so 2024 di Pos­si­bi­le si apre oggi 5 apri­le: dif­fon­dia­mo in alle­ga­to il rego­la­men­to con­gres­sua­le ela­bo­ra­to dal Comi­ta­to Orga­niz­za­ti­vo.

Il salario. Minimo, indispensabile. Una proposta di legge possibile.

Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sin­da­ca­ti. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popo­la­re.

500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di ita­lia­ni.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

La can­na­bis riguar­da 5 milio­ni di con­su­ma­to­ri, secon­do alcu­ni addi­rit­tu­ra 6, mol­ti dei qua­li sono con­su­ma­to­ri di lun­go cor­so che ne fan­no un uso mol­to con­sa­pe­vo­le, non peri­co­lo­so per la socie­tà.
Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto pro­var­ci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

La prio­ri­tà deve esse­re met­te­re al sicu­ro le per­so­ne e non può esse­re mes­sa in discus­sio­ne da rim­pal­li tra pae­si euro­pei. Il dirit­to d’asilo è un dirit­to che in nes­sun caso può esse­re sot­to­po­sto a “vin­co­li quan­ti­ta­ti­vi”. Ser­vo­no cor­ri­doi uma­ni­ta­ri, e cioè vie d’accesso sicu­re, lega­li, tra­spa­ren­ti attra­ver­so cui eva­cua­re più per­so­ne pos­si­bi­li.

Il DDL caccia è un attacco senza precedenti alla fauna e alla natura

Cosa ha fat­to di male il mon­do del­l’a­vi­fau­na per meri­ta­re l’o­dio da par­te del Mini­stro Lol­lo­bri­gi­da e del gover­no?
Sia­mo in parec­chi a chie­der­ce­lo, soprat­tut­to per­ché si fa fati­ca a com­pren­de­re la ratio di una leg­ge, il DDL 1552, che è una vera e pro­pria assur­di­tà da un pun­to di vista scien­ti­fi­co, giu­ri­di­co e nor­ma­ti­vo.

Druetti-Marro: ministro Nordio, le carceri che non rieducano creano ulteriore insicurezza 

Un pre­si­dio a Roma per riba­di­re l’ov­vio: se le car­ce­ri non rie­du­ca­no, ma disu­ma­niz­za­no ed emar­gi­na­no ulte­rior­men­te le per­so­ne dete­nu­te, a cosa ser­vo­no se non a crea­re ulte­rio­re insi­cu­rez­za e con­di­zio­ni inso­ste­ni­bi­li per dete­nu­ti e per­so­na­le car­ce­ra­rio?

DDL Romeo, al Municipio XIII di Roma una mozione contro una norma liberticida

È sta­ta depo­si­ta­ta al Con­si­glio del Muni­ci­pio XIII Aure­lio di Roma la mozio­ne con­tro il DDL n. 1004, a pri­ma fir­ma del sena­to­re Mas­si­mi­lia­no Romeo. L’atto è sta­to pre­sen­ta­to dai con­si­glie­ri muni­ci­pa­li di Aure­lio in Comu­ne ed Euro­pa Ver­de, Mari­stel­la Urru e Loren­zo Iani­ro, in col­la­bo­ra­zio­ne con Pos­si­bi­le, che a livel­lo nazio­na­le ha pro­mos­so una rac­col­ta fir­me con­tro il prov­ve­di­men­to, rac­co­glien­do oltre 21mila ade­sio­ni.