Fermare gli sbarchi non è razzismo? Ancora?

Quando si parla di “fermare gli sbarchi” mescolando le carte con l’accoglienza, e ancor peggio con la pandemia, si è probabilmente razzisti (asintomatici, per carità, ma il test è sempre lo stesso: leggeremmo le stesse cose se i profughi fossero biondi norvegesi?) e altrettanto probabilmente in mala fede. 

Lo hanno sempre sostenuto prima di tutto Salvini, Meloni, Fontana e tutta la peggiore destra italiana.

Ma lo diceva anche Renzi, prima di cambiare leggermente registro, e oggi ce lo ripete sul maggior quotidiano nazionale, il Corriere, Aldo Cazzullo.

 

Ma non solo, perché proprio Salvini (come aveva fatto a suo tempo con Renzi) ne fa un meme e lo diffonde sui suoi profili social. 

Fermare gli sbarchi non è razzismo.

(…) Per poterne discutere liberamente, dobbiamo innanzitutto liberarci da un ricatto morale inaccettabile. Essere contro gli sbarchi, combattere gli scafisti, sostenere la chiusura delle rotte illegali nel Mediterraneo e il controllo dell’immigrazione, non significa essere razzisti. Certo, il razzismo esiste. Nella società, e pure tra i politici. L’allarme immigrazione è stato strumentalizzato e usato a fini propagandistici, con toni a volte inaccettabili e forzature che non hanno giovato. Ma non è scritto da nessuna parte che si debba accogliere chiunque voglia venire in Italia. Vanno accolti i lavoratori di cui si ha bisogno e che si possono integrare; anche con i ricongiungimenti familiari. 

Le vite umane vanno salvate; sempre. Ma un Paese ha il diritto e il dovere di difendere le proprie frontiere, di stabilire chi può entrare e chi no. A maggior ragione se sono frontiere europee. A maggior ragione se è un Paese indebolito e impoverito da una pandemia, in cui è tuttora complicato fare un tampone.   

Che fatica dover rispondere sempre le stesse cose, ma di fronte all’ennesima distorsione mediatica non ci si può sottrarre.

L’artifizio retorico, quello del ricatto morale inaccettabile, è sempre lo stesso, perché nessuno ha mai detto che dobbiamo “accogliere tutti” e soprattutto non tutti vogliono essere accolti qui.

Quando si parla di sbarchi non si parla di accoglienza definitiva, sono due cose completamente diverse.

Quindi, sì, quando si parla di “fermare gli sbarchi” mescolando le carte con l’accoglienza, e ancor peggio con la pandemia, si è probabilmente razzisti (asintomatici, per carità, ma il test è sempre lo stesso: leggeremmo le stesse cose se i profughi fossero biondi norvegesi?) e altrettanto probabilmente in mala fede. 

Gli “sbarchi” sono persone che hanno diritto a che sia esaminata la loro posizione ai sensi dell’art. 10 comma 3 della Costituzione (sì, c’è scritto da qualche parte, Cazzullo) e quindi dobbiamo non solo salvarli ma anche assisterli e operare questa verifica, che una classe politica più saggia e lungimirante, che usciva da una guerra mondiale, ha stabilito come necessaria e indefettibile:

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.  

E ne parliamo proprio ora, quando il Parlamento vota il rifinanziamento della guardia costiera libica, quella che a nostre spese riporta i migranti nei lager libici, dove vengono torturati, stuprati e uccisi, a proposito di diritti umani.

Poi ci sarebbe anche l’art. 32 primo comma quello che dice:

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. 

Diritto dell’individuo, non del cittadino italiano, a tutela della collettività. Se sbarca un malato lo curiamo, perché lo dice sempre la Costituzione. Solo successivamente si può ragionare sul lavoro e sulle politiche migratorie (a proposito, quando mancava l’insalata sulla tavola qualche mese fa quelli sopra citati erano molto più dialoganti) ma prima vengono i diritti umani, e sarebbe proprio ora di cambiare la Bossi Fini per consentire al nostro Paese di ripartire, perché abbiamo visto molto bene che certi lavori non li vogliamo proprio fare.

Non le piace la nostra Costituzione e non le piacciono i suoi principi fondamentali e loro etica, Cazzullo?

Cambi Paese, lei non avrà problemi. 

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