L’ignoranza è forza

Il ministro Minniti ha davvero presentato un protocollo attraverso il quale la Polizia Postale, che fa capo al suo Ministero, che fa capo al Governo, deciderà cosa sia vero e cosa sia falso.

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Il rife­ri­men­to a Orwell e al suo capo­la­vo­ro 1984 può sem­bra­re scon­ta­to e bana­le ma sta suc­ce­den­do dav­ve­ro. Il mini­stro Min­ni­ti ha dav­ve­ro pre­sen­ta­to un pro­to­col­lo attra­ver­so il qua­le la Poli­zia Posta­le, che fa capo al suo Mini­ste­ro, che fa capo al Gover­no, deci­de­rà cosa sia vero e cosa sia fal­so.

Il Mini­ste­ro del­la Veri­tà, o Mini­ver, diven­ta rea­le e si iden­ti­fi­ca con il Mini­ste­ro dell’Interno, e gli agen­ti del­la Poli­zia Posta­le, come tan­ti Win­ston e Julia, su segna­la­zio­ne dei soler­ti cit­ta­di­ni, avran­no dav­ve­ro il com­pi­to di “qua­li­fi­ca­re con la mas­si­ma cer­tez­za con­sen­ti­ta” una noti­zia “come fake news”.

La “mas­si­ma cer­tez­za”, cer­ti­fi­ca­ta da un team di “esper­ti”, deri­ve­rà da ele­men­ti come “pre­sen­za di smen­ti­te uffi­cia­li, fal­si­tà del con­te­nu­to già com­pro­va­ta da fon­ti obiet­ti­ve; pro­ve­nien­za del­la pre­sun­ta fake da fon­ti non accre­di­ta­te o cer­ti­fi­ca­te”, tut­ti asso­lu­ta­men­te sog­get­ti­vi e discrezionali.

La cer­ti­fi­ca­zio­ne avrà ad ogget­to non la sus­si­sten­za di un rea­to, come l’ingiuria o la dif­fa­ma­zio­ne, cioè banal­men­te gli insul­ti in rete, che pure dovreb­be­ro esse­re accer­ta­ti in altre sedi ma che potreb­be­ro astrat­ta­men­te esse­re ogget­to di prov­ve­di­men­ti sui social quan­do sono pale­si, ma il vero o il fal­so.

Lo sco­po è quel­lo, “accer­ta­ta” la fake news, “di vira­liz­za­re la con­tro­nar­ra­zio­ne isti­tu­zio­na­le, affin­ché il cit­ta­di­no pos­sa gio­var­si di una più com­ple­ta descri­zio­ne del fat­to o del feno­me­no, e riap­pro­priar­si, in tal modo, di quel­la liber­tà di scel­ta nega­ta­gli da un’informazione ten­den­zio­sa­men­te fal­sa o par­zia­le”, con la pub­bli­ca­zio­ne del­la smen­ti­ta sui cana­li uffi­cia­li.

Ma non è finita.

“Ove neces­sa­rio, infi­ne, la Poli­zia Posta­le, for­te del­la pro­fes­sio­na­li­tà acqui­si­ta nel cor­so degli anni, potrà for­ni­re even­tua­le ausi­lio al cit­ta­di­no desti­na­ta­rio del­la fake news, gui­dan­do­lo nell’interlocuzione con le mag­gio­ri piat­ta­for­me social ed indi­riz­zan­do­lo nel­la pro­po­si­zio­ne di richie­ste di rimo­zio­ne dei con­te­nu­ti rite­nu­ti lesi­vi, richie­ste le qua­li, in ogni caso, dovran­no esse­re suc­ces­si­va­men­te valu­ta­te dal sin­go­lo social network”. 

Quin­di sarà lo Sta­to a gui­da­re le richie­ste di rimo­zio­ne di con­te­nu­ti ai sin­go­li social net­work, i qua­li rimar­ran­no per cari­tà auto­no­mi, ma si tro­ve­ran­no di fron­te lo Sta­to, che in via media­ta, attra­ver­so il Pin­co Pal­li­no di tur­no, chie­de una rimozione.

Faci­le imma­gi­na­re il mar­gi­ne di autonomia.

Così affer­ma il pro­to­col­lo pub­bli­ca­to per ora sul­la pagi­na isti­tu­zio­na­le del Com­mis­sa­ria­to del­la Poli­zia Posta­le Online.

Che sia que­sta la mira­bo­lan­te nor­ma­ti­va con­tro le fake news annun­cia­ta qual­che mese fa alla Leo­pol­da da uno che se ne intende?

Un pro­to­col­lo ope­ra­ti­vo che non pas­sa dal­le Came­re, peral­tro sciol­te, a un mese dal­le ele­zio­ni poli­ti­che, e che inci­de sul­la liber­tà di espres­sio­ne sen­za nean­che ci sia sta­ta la pos­si­bi­li­tà di discu­ter­lo e votar­lo in parlamento?

Non so se sono abba­stan­za chia­ri i pre­sup­po­sti e le con­se­guen­ze di un simi­le pro­get­to, sareb­be un discor­so mol­to ampio e com­ples­so, per quan­to intui­ti­vo, con rife­ri­men­to alle liber­tà indi­vi­dua­li, alla tute­la del sin­go­lo cit­ta­di­no e a tan­to altro.

Vali­gia Blu, come spes­so acca­de, sol­le­va il tema e ne discu­te ad esem­pio qui. Ma vedia­mo di spie­gar­lo sin­te­ti­ca­men­te, solo con qual­che esempio.

L’intervento ita­lia­no in Niger, appe­na vota­to dal­la Came­ra, pro­po­sto dal­lo stes­so mini­stro Min­ni­ti, è una mis­sio­ne di pace o di guerra?

Ser­ve, come è sta­to moti­va­to dai pro­po­nen­ti, ad adde­stra­re trup­pe loca­li con­tro il ter­ro­ri­smo, oppu­re, come soste­nu­to da auto­re­vo­li testa­te, a difen­de­re l’estrazione di ura­nio fran­ce­se e a bloc­ca­re i migran­ti entro quel­le frontiere?

E anco­ra, gli accor­di che sem­pre il mini­stro Min­ni­ti ha affer­ma­to aver pre­so in Libia, han­no avu­to come con­tro­par­ti i “sin­da­ci” libi­ci o le ban­de di traf­fi­can­ti di uomi­ni, e com­por­ta­no un trat­ta­men­to dei migran­ti con­for­me ai dirit­ti uma­ni o pri­gio­nia, stu­pri e omi­ci­di sen­za con­trol­lo, con la com­pli­ci­tà dei gover­ni euro­pei fra cui quel­lo ita­lia­no, come sostie­ne Amne­sty International?

Chi deci­de­rà, attra­ver­so la Poli­zia Posta­le? Lo stes­so mini­stro Min­ni­ti.

Peral­tro, con­tem­po­ra­nea­men­te mini­stro e can­di­da­to alle immi­nen­ti ele­zio­ni in un par­ti­to poli­ti­co, che a que­sto pun­to dovre­mo chia­ma­re Socing.

Ricor­dan­do che La guer­ra è pace, la liber­tà è schia­vi­tù ma soprat­tut­to l’ignoranza è for­za.

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