Legittima difesa: la versione condominiale della “difesa dei confini”

Prepariamoci perché con il mese di settembre Salvini tornerà a picchiare duro sulla legittima difesa. Del resto anche tutta la sua retorica sui migranti, che chiama sempre clandestini, è funzionale alla difesa personale e all’uso delle armi, solo in chiave privatistica invece che pubblicistica.
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Prepariamoci perché con il mese di settembre Salvini tornerà a picchiare duro sulla legittima difesa. Del resto anche tutta la sua retorica sui migranti, che chiama sempre clandestini, è funzionale alla difesa personale e all’uso delle armi, solo in chiave privatistica invece che pubblicistica.

Lui sostiene di difendere i confini della Nazione con l’uso della forza, e pretende che anche i semplici cittadini possano difendere i confini della loro proprietà nello stesso modo, con le armi. È esattamente lo stesso concetto, che parte da un presupposto mediatico, cioè aver convinto molti italiani che ogni migrante che arriva sia un potenziale delinquente.

Se non riesce a fermarli lui, i “delinquenti”, perché il suo ruolo ha qualche limite (che ha ampiamente superato, peraltro) i sovranisti dovranno farlo da soli a casa propria, anche se pare si stiano allenando già ora per le strade con mezzi di fortuna.

Lo sforzo immane che ci attende è cambiare a monte questa percezione, dando invece la visuale corretta, quella della realtà.

Ogni migrante è un potenziale rifugiato, garantito dall’art. 10 della Costituzione, e quasi certamente se arriva dall’Africa è stato torturato e stuprato.

Se delinque va trattato come tutti quelli che delinquono, sempre come da Costituzione, dopo che il reato è stato accertato, e va espulso o incarcerato. Ora, è chiaro che più tempo passa fra lo sbarco, la domanda di asilo o di protezione internazionale e una decisione definitiva sullo status del richiedente, più è facile per le orde razziste organizzate del web far passare la prima percezione.

Ed è altrettanto chiaro che se invece l’Italia, magari con l’aiuto economico dell’Europa investisse davvero su prima accoglienza e su un sistema giurisdizionale garantista e rapido sulle domande di asilo e protezione, e questo prima ancora della riforma di Dublino, la prima percezione non avrebbe più diritto di esistere.

Tempi brevi per tre gradi di giudizio (senza eliminare l’appello come ha fatto la sciagurata maggioranza precedente che solo oggi, arrivando ultima persino dopo Papa Francesco, scopre le torture libiche) sarebbero una tutela prima di tutto per chi ha i requisiti di rifugiato, e indirettamente per tutti i cittadini europei, non solo italiani.

È per questi motivi che con i leghisti al governo questo non accadrà mai, perché a loro conviene, letteralmente, fare di tutta l’erba un fascio. È per questo che la nostra ferma condanna della politica razzista sui rifugiati, come splendidamente rappresentata da Piazza San Babila ieri a Milano, deve accompagnarsi a proposte altrettanto legalitarie e costituzionalmente orientate perché tutti siano tutelati, e l’unica tutela che conosciamo è quella giurisdizionale.

È per questi motivi che le orde razziste organizzano ronde illegittime e vorrebbero subappaltare la difesa dei confini a tanti piccoli microstati condominiali garantiti da una pistola in un cassetto, senza curarsi dei danni collaterali inevitabili.

È per questo che la riforma (“difesa sempre legittima”) come pensata (finora male, ma vediamo il testo definitivo) dalla Lega ha un chiaro sottotesto razzista.

Faremo di tutto per denunciare e opporci democraticamente a questo spin off del razzismo salviniano, perché è sempre e solo la stessa minestra riscaldata. Siamo noi a dire che è sempre legittimo difendersi, e difendere gli ultimi, dai razzisti, con i mezzi democratici che ci fornisce la Costituzione.

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