Le mani avanti

Pare che il ragionamento conduca a questa conclusione: "I cittadini italiani non sono in grado di esprimersi su una questione complessa come la riforma costituzionale; dunque il referendum di ottobre sarà inutile e il suo risultato viziato dalla loro ignoranza e dal populismo".

All’in­do­ma­ni del refe­ren­dum ingle­se, il nostro sin­da­co Gior­gio Gori ne ha com­men­ta­to l’e­si­to con un edi­fi­can­te tweet:

gori

Poi, sol­le­ci­ta­to dal­le “viva­ci rea­zio­ni” di chi ha frain­te­so, “bana­liz­zan­do e distor­cen­do” il suo pen­sie­ro (a pro­po­si­to: ma come si fa a non bana­liz­za­re un con­cet­to espres­so in 140 carat­te­ri?), Gori ha ripre­so l’ar­go­men­to in un post di FB.

Ha spie­ga­to che il pun­to non era “pro­por­re restri­zio­ni del suf­fra­gio uni­ver­sa­le”, ma sot­to­li­nea­re che l’a­nal­fa­be­ti­smo fun­zio­na­le degli elet­to­ri (“meno di un ter­zo del­la popo­la­zio­ne ita­lia­na avreb­be i livel­li di com­pren­sio­ne del­la scrit­tu­ra e del cal­co­lo neces­sa­ri per orien­tar­si nel­la vita di una socie­tà moder­na”) gene­ra mostri; in par­ti­co­la­re uno, il popu­li­smo, che “sem­pli­fi­ca le real­tà, eli­mi­na la com­ples­si­tà, par­la all’emotività e alla pan­cia dei cittadini”.

La col­pa del­la “demo­cra­zia disin­for­ma­ta”, che “pro­du­ce disa­stri epo­ca­li”, non è insom­ma tan­to del­la poli­ti­ca o dei media che non infor­ma­no: “il pun­to è il livel­lo di alfa­be­tiz­za­zio­ne com­ples­si­va del­la popolazione”.

In poche paro­le, noi ita­lia­ni non capia­mo un acci­den­ti. E’ inu­ti­le far­ci l’e­sa­me di cit­ta­di­nan­za: non com­pren­de­rem­mo le doman­de. E’ per il nostro bene che ci han­no scon­si­glia­to di vota­re al refe­ren­dum sul­le tri­vel­le: il que­si­to era trop­po dif­fi­ci­le per i nostri angu­sti cervelli…

Non so a voi, ma ai nostri angu­sti cer­vel­li pare che il ragio­na­men­to con­du­ca a que­sta con­clu­sio­ne: “I cit­ta­di­ni ita­lia­ni non sono in gra­do di espri­mer­si su una que­stio­ne com­ples­sa come la rifor­ma costi­tu­zio­na­le; dun­que il refe­ren­dum di otto­bre sarà inu­ti­le e il suo risul­ta­to vizia­to dal­la loro igno­ran­za e dal populismo”.

Met­te­re le mani avan­ti rispet­to a un futu­ro risul­ta­to elet­to­ra­le che si pre­an­nun­cia sfa­vo­re­vo­le è una fur­bi­zia da bam­bi­ni; ma l’ar­go­men­to usa­to per far­lo in que­sto caso è vera­men­te meschi­no e peri­co­lo­so, per­ché dele­git­ti­ma l’es­sen­za stes­sa del­la demo­cra­zia.

Sia­mo con­vin­ti inve­ce che chiun­que può capi­re per­ché la scel­ta miglio­re al refe­ren­dum di otto­bre è il “no”: basta che ci sia qual­cu­no di capa­ce e volon­te­ro­so a spie­gar­lo. E’ pro­prio per que­sto che ci tro­ve­re­te in piaz­za, ai ban­chet­ti infor­ma­ti­vi: per­ché, su que­sto il sin­da­co ha ragio­ne, la “demo­cra­zia infor­ma­ta” è cer­ta­men­te la miglio­re.

Comi­ta­to Ber­ga­mo Pos­si­bi­le “I Bastio­ni di Orione”

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