Il voto nelle Regioni: ricchi premi e cotillons

Set­te siste­mi elet­to­ra­li per set­te Regio­ni. Quel­le in cui si vote­rà il 31 maggio.

Tut­te, tran­ne la Ligu­ria (che con­ti­nua a vota­re con il vec­chio Tata­rel­lum, cioè la leg­ge n. 43 del 1995), si sono dota­te del pro­prio siste­ma elet­to­ra­le, come pre­ve­de l’arti­co­lo 122 del­la Costi­tu­zio­ne.

In pros­si­mi­tà del voto, tut­te han­no intro­dot­to modi­fi­che del­la pre­ce­den­te leg­ge elet­to­ra­le, tal­vol­ta del tut­to limi­ta­te (come in Cam­pa­nia), altre vol­te assai signi­fi­ca­ti­ve (si pen­si a Umbria e Puglia), altre anco­ra con una leg­ge nuo­va di zec­ca (Tosca­na).

Cosa han­no in comune?

Tut­te pre­ve­do­no l’elezione del Pre­si­den­te e del Con­si­glio e sono tut­te a base pro­por­zio­na­le con pre­mio di mag­gio­ran­za, soglie di sbar­ra­men­to e scel­ta dei can­di­da­ti con voto di pre­fe­ren­za. In tut­te le leg­gi regio­na­li sono pre­vi­ste le coa­li­zio­ni di liste (che inve­ce l’ultima ver­sio­ne dell’Italicum eliminerebbe).

Tut­ti que­sto ele­men­ti, però, risul­ta­no diver­sa­men­te arti­co­la­ti del­le diver­se Regio­ni. Vediamoli.

 

Il pre­mio di maggioranza

a) A chi è attribuito?

Alla lista o la coa­li­zio­ne col­le­ga­ta al can­di­da­to che, aven­do ripor­ta­to più voti, è elet­to Presidente.

In un uni­co tur­no di vota­zio­ne – in tut­te le Regio­ni, tran­ne che in Toscana.

In que­sto caso, la recen­te leg­ge n. 26 set­tem­bre 2014, n. 51 ha pre­vi­sto che se nes­su­no ha otte­nu­to il 40% dei con­sen­si si pro­ce­da al bal­lot­tag­gio tra i due can­di­da­ti più vota­ti e che chi ottie­ne un voto in più sia elet­to Pre­si­den­te, tra­sci­nan­do­si die­tro un pre­mio del 57,5%. Una spe­cie di Ita­li­cum (si sa che la Tosca­na fa da apri­pi­sta: era già suc­ces­so con il Por­cel­lum), miglio­re, però, alme­no in un aspet­to: qui al secon­do tur­no si vota qual­co­sa, anzi qual­cu­no: il Pre­si­den­te; men­tre nell’Italicum si ha un con­fron­to tra due sim­bo­li vuo­ti (o alme­no appa­ren­te­men­te vuo­ti, visto che si potreb­be sur­ret­ti­zia­men­te con­si­de­ra­re quel voto per il “capo del­la lista” e quin­di per un can­di­da­to occul­to – nel sen­so che sul­la sche­da non com­pa­re – alla Pre­si­den­za del Consiglio).

In nes­su­na Regio­ne il pre­mio si deve meri­ta­re. Esso vie­ne attri­bui­to al pri­mo, a pre­scin­de­re dal risul­ta­to, con la sola ecce­zio­ne del­le Mar­che. E infatti…

b) Quan­do scatta?

Pra­ti­ca­men­te sem­pre. Nes­su­na Regio­ne ha pre­vi­sto una soglia mini­ma, tran­ne le Mar­che. Qui, in base alla leg­ge 20 feb­bra­io 2015, n. 5, se nes­su­na lista o coa­li­zio­ne di liste ha otte­nu­to alme­no il 34% dei voti tut­ti i seg­gi sono attri­bui­ti con il siste­ma proporzionale.

Con quest’ultima ecce­zio­ne, quin­di, non è pre­vi­sta una soglia minima.

A que­sto pro­po­si­to dob­bia­mo ricor­da­re che la Cor­te costi­tu­zio­na­le, nel­la sen­ten­za n. 1 del 2014, ha dichia­ra­to inco­sti­tu­zio­na­le il pre­mio di mag­gio­ran­za pre­vi­sto dal­la leg­ge n. 270 del 2005 (Por­cel­lum), pro­prio per­ché man­ca­va una soglia mini­ma per la sua attri­bu­zio­ne. Un pre­mio sen­za soglia mini­ma è incostituzionale.

La vio­la­zio­ne peral­tro può risul­ta­re anco­ra più gra­ve dove è pre­vi­sto il voto disgiun­to (Vene­to, Tosca­na, Cam­pa­nia e Puglia). In que­sto caso, infat­ti, il pre­mio è attri­bui­to alla lista o coa­li­zio­ne col­le­ga­te al can­di­da­to più vota­to come Pre­si­den­te, che però potreb­be non esse­re la più votata.

La Ligu­ria si tro­va in una situa­zio­ne par­ti­co­la­re per­ché, in vir­tù del­la leg­ge n. 43 del 1995, il pre­mio scat­ta sem­pre, ma potreb­be non esse­re ido­neo ad assi­cu­ra­re la mag­gio­ran­za. Infat­ti il 20% dei seg­gi vie­ne asse­gna­to “in pre­mio” alla lista o coa­li­zio­ne con il miglior risul­ta­to, per inte­ro, se i voti con­se­gui­ti sono infe­rio­re al 50%; per metà (10%), se i voti sono alme­no pari al 50%. Ma se ciò non bastas­se comun­que a far otte­ne­re il 55% in Con­si­glio è pre­vi­sto che ven­ga­no asse­gna­ti seg­gi aggiun­ti­vi fino al con­se­gui­men­to di det­ta mag­gio­ran­za (insom­ma, una mag­gio­ran­za a tut­ti i costi). Ora, però, il d.l. 138 del 2011, nel­la logi­ca di con­te­ni­men­to dei costi, ha pre­vi­sto limi­ti al nume­ro dei con­si­glie­ri regio­na­li che sono sta­ti rece­pi­ti dagli sta­tu­ti. Poi­ché lo sta­tu­to ligu­re già pre­ve­de il nume­ro mas­si­mo (tren­ta), la non attri­bui­bi­li­tà di seg­gi aggiun­ti­vi potreb­be pri­va­re del­la mag­gio­ran­za in Con­si­glio il Pre­si­den­te elet­to.

In que­sto caso, quin­di, non solo il risul­ta­to potreb­be esse­re for­te­men­te alte­ra­to, ma ciò potreb­be avve­ni­re sen­za rag­giun­ge­re lo sco­po di assi­cu­ra­re una mag­gio­ran­za di gover­no. Si veri­fi­che­reb­be cioè una situa­zio­ne rap­por­ta­bi­le a quel­la che con il Por­cel­lum si pote­va deter­mi­na­re in Sena­to, ciò aven­do deter­mi­na­to un ulte­rio­re moti­vo di inco­sti­tu­zio­na­li­tà.

c) Che dimen­sio­ne ha il premio?

Sem­pre in gra­do di assi­cu­ra­re in ogni caso la mag­gio­ran­za (majo­ri­ty assu­ring), sal­vo quan­to appe­na det­to per la Liguria.

Ma dipen­de. In alcu­ne Regio­ni il pre­mio è fis­so al 60% (Umbria e Cam­pa­nia), men­tre nel­le altre cre­sce al cre­sce­re dell’effettivo risul­ta­to (in due fasce in Tosca­na, in tre in Vene­to, Cam­pa­nia e Puglia), sal­vo quan­to det­to per la Liguria.

In alcu­ne Regio­ni è pre­vi­sta una riser­va di seg­gi per l’opposizione, pari al 35% in Tosca­na e Cam­pa­nia e al 40% in Umbria.

 

Le soglie di sbarramento

a) Ci sono?

Sono pre­vi­ste in tut­te le Regioni.

b) E qua­li sono?

Nor­mal­men­te pre­sen­ta­no dif­fe­ren­zia­zio­ni tra liste coa­liz­za­te (per le qua­li si pre­ve­de una per­cen­tua­le più bas­sa), non coa­liz­za­te e coalizioni.

Le per­cen­tua­li oscil­la­no tra il 2,5% (Umbria) e l’8% (in Puglia per le liste non coa­liz­za­te e le coalizioni).

 

Quin­di la scel­ta dei candidati

a) Come sono indi­vi­dua­ti i col­le­gi o circoscrizioni?

Nor­mal­men­te sono pro­vin­cia­li. Tran­ne in Umbria che ha un’unica cir­co­scri­zio­ne regio­na­le. In Tosca­na è pre­vi­sta la pos­si­bi­li­tà per cia­scu­na lista di pre­sen­ta­re fino a tre can­di­da­ti regio­na­li (cioè ugua­li in tut­to il ter­ri­to­rio regionale).

b) Ci sono le pre­fe­ren­ze?

In tut­te le Regio­ni, alme­no per i seg­gi attri­bui­ti nel­le cir­co­scri­zio­ni pro­vin­cia­li (ad esem­pio, in Tosca­na sono bloc­ca­ti gli even­tua­li can­di­da­ti regio­na­li, in Ligu­ria il listi­no regio­na­le). La Cam­pa­nia, la Tosca­na e l’Umbria pre­ve­do­no la dop­pia pre­fe­ren­za di gene­re, negli altri casi è pre­vi­sta la pre­fe­ren­za unica.

leggi regionali-01

AIUTACI a scrivere altri articoli come quello che hai appena letto con una donazione e con il 2x1000 nella dichiarazione dei redditi aggiungendo il codice S36 nell'apposito riquadro dedicato ai partiti politici.

Se ancora non la ricevi, puoi registrarti alla nostra newsletter.
Partecipa anche tu!

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Il salario. Minimo, indispensabile. Una proposta di legge possibile.

Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sin­da­ca­ti. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popolare.

500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di italiani.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

La can­na­bis riguar­da 5 milio­ni di con­su­ma­to­ri, secon­do alcu­ni addi­rit­tu­ra 6, mol­ti dei qua­li sono con­su­ma­to­ri di lun­go cor­so che ne fan­no un uso mol­to con­sa­pe­vo­le, non peri­co­lo­so per la società.
Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto provarci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

La prio­ri­tà deve esse­re met­te­re al sicu­ro le per­so­ne e non può esse­re mes­sa in discus­sio­ne da rim­pal­li tra pae­si euro­pei. Il dirit­to d’asilo è un dirit­to che in nes­sun caso può esse­re sot­to­po­sto a “vin­co­li quan­ti­ta­ti­vi”. Ser­vo­no cor­ri­doi uma­ni­ta­ri, e cioè vie d’accesso sicu­re, lega­li, tra­spa­ren­ti attra­ver­so cui eva­cua­re più per­so­ne possibili. 

Firenze, una cosa è certa: non si è trattato di un errore umano

Nel­l’at­te­sa di rice­ve­re noti­zie chia­re e cir­co­stan­zia­te sul­la dina­mi­ca di quan­to avve­nu­to in via Mari­ti a Firen­ze, una cosa si deve dire: non si è trat­ta­to di un erro­re umano.

E que­sto, nono­stan­te le insi­nua­zio­ni dei tito­li dei gior­na­li, arri­va­te appe­na pas­sa­to lo shock ini­zia­le, è neces­sa­rio dir­lo con chiarezza.

Vertice Italia-Africa: a chi serve?

Lune­dì 29 gen­na­io si è tenu­to a Roma, nell’aula del Sena­to, il ver­ti­ce “Ita­lia-Afri­ca. Un pon­te per una cre­sci­ta comu­ne”, per la pri­ma vol­ta “ele­va­to a ran­go di Ver­ti­ce di Capi di Sta­to e di Gover­no” come ha sot­to­li­nea­to Melo­ni. A chi e a cosa è servito?