Il rendiconto quasi-economico di una meravigliosa campagna

SalvadanaioÈ sempre difficile riuscire a tramutare dei freddi numeri in qualcosa di più caldo e comprensibile, ma in questo caso è avvenuto esattamente il contrario. Infatti mi sono trovato quasi per caso ad essere il tesoriere nazionale della più calda e, per me, meravigliosa campagna che abbia mai visto in vita mia. Prima decine, poi centinaia poi migliaia di persone che hanno deciso di dedicare passione, competenze, tempo e soldi per cercare di realizzare un desiderio, quello di sentirsi nuovamente partecipi di un’idea collettiva, del fare Politica assieme, senza interessi particolari, ma solo generali, senza chiedere niente in cambio, ma dando tantissimo.

Gran parte di quello che abbiamo realizzato è stato fatto grazie ad un lavoro collettivo, dove ognuno ha messo le proprie competenze e le proprie idee, soltanto per la gioia di poter contribuire. Non abbiamo utilizzato né un’agenzia di comunicazione, né una web-agency, ma abbiamo letteralmente costruito la nostra agenzia andando a scovare moltissime persone attraverso la loro passione: insieme a lor abbiamo realizzato tutto quello che avete potuto vedere in questi mesi.

Abbiamo avuto oltre 1.600 persone (le società sono state giusto due o tre, per meno di 1.000 €) che hanno donato quello che hanno potuto, come hanno potuto. C’è stato il pensionato con la minima che non avendo un conto corrente ci ha chiesto se potevamo andare a casa sua a prendere 10 €, e noi ci siamo andati (ma solo perché lui ha tanto insistito). Lo studente che ha rinunciato ad uscire per due mesi nel fine settimana e ci ha dato 150 €. La casalinga single che ha deciso per due mesi di fare la spesa al discount e donarci quello che avrebbe risparmiato. Conosco persone che per due mesi hanno rinunciato a diverse ore di sonno, altri che hanno smesso di fumare, altri ancora che pur di dare il loro contributo hanno lavorato di più nella loro attività ed hanno donato il ricavato di questo lavoro.  Ed io li voglio ringraziare nuovamente tutti, ad uno ad uno, con il cuore.

Poi ci sono state le iniziative di autofinanziamento dei vari gruppi locali, le classiche cene, ma anche gli aperitivi aperti, fatti al bar o in case private, con attiviste/i che passavano i pomeriggi a preparare il cibo “fatto in casa”. C’è stato il mitico “Ciwino” bottiglie di ottimo vino appositamente preparate dagli amici piemontesi, e poi dai toscani, per portare qualche soldo alla causa. E poi le magliette, le spillette e molto altro ancora, tutte attività che ci hanno davvero emozionato, perché pensate e portate avanti in totale autonomia per raggiungere un obiettivo comune, una cosa di cui si sentiva e si sente davvero un disperato bisogno, la realizzazione di un’idea di comunità.

Veniamo alle spese, a parte l’elenco degli eventi di cui trovate un apposito rendiconto diviso per evento, il resto delle somme raccolte sono state dedicate a rimborsare le spese di trasferta, telefoniche, di vitto e alloggio per le tantissime persone che hanno girato l’Italia per raccontare la nostra idea di partito dentro e fuori dai circoli, oltre a remunerare, anche se in minima parte, il lavoro di chi per due mesi ha dedicato ogni minuto del suo tempo a questo progetto, a chi ha fatto parte dello staff “nazionale”, a chi ha creato e gestito il sito web, civati.it, ed ovviamente alle società che ci hanno fornito i servizi professionali che non siamo riusciti a sviluppare internamente (pochi a dire la verità, ma qualcuno c’è stato). Poi ci sono state le spese per la stampa dei volantini che i nostri sono andati a distribuire nelle piazze, nei mercati e nel nostro porta a porta.

Ecco, la campagna più pazza e più bella a cui io abbia mai partecipato si è svolta così: senza fondazioni nascoste o contributi occulti, senza utilizzare strutture o personale del partito, fatta eccezione per le due stanze che gentilmente ci sono state dedicate e in cui abbiamo stabilito la sede del nostro comitato, in via Tomacelli.

Ringrazio Civati per avermi dato la possibilità di provare questa esperienza, ringrazio tutto lo staff e tutti i referenti regionali che ho in questi mesi “stressato” per avere fatture, ricevute e rendiconti, ma ringrazio soprattutto tutte le persone che hanno contribuito con quello che hanno potuto per realizzare questa meravigliosa campagna, cioè tutti noi e tutti voi. GRAZIE.

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