Il futuro è verde

Il futuro è verde oppure, banalmente, non sarà. L'emergenza climatica è la questione delle questioni, che contiene tutte le altre e dalla quale tutte le altre dipendono, a partire dalla nostra lotta per l'uguaglianza. Una questione attorno alla quale poter costruire - cosa che sta già avvenendo, a dir la verità - programmi coerenti di governo, parole e discorsi nuovi, priorità chiare e riconoscibili.

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Il futu­ro è ver­de oppu­re, banal­men­te, non sarà. L’e­mer­gen­za cli­ma­ti­ca è la que­stio­ne del­le que­stio­ni, che con­tie­ne tut­te le altre e dal­la qua­le tut­te le altre dipen­do­no, a par­ti­re dal­la nostra lot­ta per l’u­gua­glian­za. Una que­stio­ne attor­no alla qua­le poter costrui­re — cosa che sta già avve­nen­do, a dir la veri­tà — pro­gram­mi coe­ren­ti di gover­no, paro­le e discor­si nuo­vi, prio­ri­tà chia­re e riconoscibili.

For­tu­na­ta­men­te, il voto ver­de espres­so per le ele­zio­ni euro­pee ci resti­tui­sce spe­ran­za. Ci resti­tui­sce spe­ran­za per­ché i Ver­di Euro­pei han­no amplia­to la loro rap­pre­sen­tan­za al Par­la­men­to Euro­peo (da 50 elet­ti a 69) e han­no otte­nu­to amplis­si­mi con­sen­si pro­prio tra colo­ro che han­no il futu­ro davan­ti, e cioè i più gio­va­ni. Un suc­ces­so let­te­ral­men­te trai­na­to dal voto dei più gio­va­ni, che si sono reca­ti alle urne per la pri­ma vol­ta. In Ger­ma­nia, dove i Ver­di sono la secon­da for­za del pae­se, si par­la di un ter­zo dei gio­va­ni tra i 18 e i 24 anni.

Una ulte­rio­re con­fer­ma del suc­ces­so del voto ver­de tra i gio­va­ni arri­va dal voto este­ro: nono­stan­te il risul­ta­to ita­lia­no non sia in linea con quel­lo dei pae­si pre­ce­den­te­men­te cita­ti, il voto degli ita­lia­ni all’e­ste­ro sì, con il voto del 10% di loro.

E in Ita­lia? In Ita­lia la lista che face­va rife­ri­men­to ai Ver­di Euro­pei — soste­nu­ta da Pos­si­bi­le e dal­la Fede­ra­zio­ne dei Ver­di — ha otte­nu­to il 2,3% dei con­sen­si. Un risul­ta­to, come dice­va­mo, non in linea con quel­lo di altri pae­si, ma che — è neces­sa­rio sot­to­li­near­lo — è sta­to con­se­gui­to par­ten­do da per­cen­tua­li estre­ma­men­te più bas­se (e le can­di­da­te e i can­di­da­ti di Pos­si­bi­le sono sta­ti deter­mi­nan­ti per rag­giun­ge­re que­sto obiet­ti­vo: pri­ma di noi si par­ti­va da per­cen­tua­li poco supe­rio­ri allo zero) e si è mani­fe­sta­to su cifre leg­ger­men­te supe­rio­ri rispet­to ai sondaggi.

Il voto ver­de non è un voto per l’am­bien­te. E’ un voto per far fron­te all’e­mer­gen­za cli­ma­ti­ca, per lot­ta­re con­tro le disu­gua­glian­ze, per la tute­la dei dirit­ti uma­ni, per una mag­gio­re inte­gra­zio­ne euro­pea. E’ un voto per il futuro.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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