Mestre, 27 agosto. Giuseppe Civati è invitato ad inaugurare la locale Festa Democratica, con una serata all’insegna del rinnovamento del Partito. Il format prevede, infatti, la discussione con due giovani iscritti al Partito Democratico, intervenuti a nome dei Giovani Democratici di Mestre. Le loro due prime domande centrano altrettanti temi caldi, sia per quanto riguarda l’organizzazione del Partito, sia per quanto riguarda il suo posizionamento politico. Si parte dai circoli, dagli iscritti, dagli organi territoriali e dalle proposte che Civati pensa siano utili per valorizzarli. E si parte dal posizionamento politico, da quanto dobbiamo essere di sinistra o meno, da quanto possiamo essere liberisti. I giovani, quelli veri, i ventenni, si interrogano anche su questo.

Dopo il NO, le idee. Il fronte progressista si unisca sulle cose da fare
Quello che l’Italia chiede, e che noi dobbiamo saper ascoltare, è un confronto serio sui contenuti, che coinvolga tutte le forze che vogliono costruire un’alternativa al governo Meloni. Un confronto che abbia al centro la Costituzione, che ancora una volta si è rivelata la bussola intorno a cui il Paese sa ritrovarsi. Perché la Costituzione non è solo il testo che abbiamo difeso al referendum, è l’orizzonte di un Paese più giusto che non abbiamo ancora costruito.








