10 agosto. L’entusiasmo del pubblico si trasforma in una serie di domande precise. Civati, nel rispondere, esalta il ruolo del PD come “unico posto dove si può discutere”. Un posto dove non c’è solo un leader, ma una testa, dei valori, un dibattito organizzato. “Ci dicono che non ci sono alternative. Non è vero. Noi della “Sinistra di governo” dobbiamo conoscere tutte le alternative ad una ad una, ascoltare tutti coloro che hanno un’idea di cambiamento. Solo cosi il PD diventa un Partito rappresentativo”. Per fare questo Civati richiama il problema del linguaggio e la necessità di un ritorno alla semplicità. Il nostro deve essere un Partito che accende la luce sui problemi, che indica per esempio dove c’è la corruzione. “Voglio un Partito che tolga lavoro alla Gabanelli, che arrivi prima di Report”. Le domande si susseguono, fino a quando alle richieste di soluzioni Civati risponde con decisione: “Il PD siete voi”. Il pubblico mugugna. “Si si,non fatevi fregare, il PD non è Franceschini, Renzi, Civati,il PD siete voi. I 101 sono una minoranza”. Il pubblico annuisce. E’ un richiamo alla battaglia politica e all’attivismo. Denuncia poi l’eccessiva gerarchia del Partito, auspicando un PD fatto di una rete di competenze e di persone che si occupa di temi specifici. “Bisogna mettere insieme internet e i circoli. Per organizzare una democrazia deliberativa dobbiamo utilizzare tutti gli strumenti a disposizione”

Dopo il NO, le idee. Il fronte progressista si unisca sulle cose da fare
Quello che l’Italia chiede, e che noi dobbiamo saper ascoltare, è un confronto serio sui contenuti, che coinvolga tutte le forze che vogliono costruire un’alternativa al governo Meloni. Un confronto che abbia al centro la Costituzione, che ancora una volta si è rivelata la bussola intorno a cui il Paese sa ritrovarsi. Perché la Costituzione non è solo il testo che abbiamo difeso al referendum, è l’orizzonte di un Paese più giusto che non abbiamo ancora costruito.










