Giornata mondiale delle api: cosa sono gli sfalci tardivi e perché aiutano gli impollinatori

api

Da molti anni si osserva un fenomeno di eccesso di mortalità delle colonie di api. La rarefazione in certi habitat delle loro risorse alimentari, polline e nettare prodotti dai fiori contribuisce al declino degli insetti impollinatori. In alcune condizioni, le parti verdi potrebbero costituire uno spazio favorevole agli insetti impollinatori e di conseguenza partecipare alla loro preservazione.

In questo contesto di indebolimento e di eccesso di mortalità delle colonie di api, dovuti in parte a una mancanza di risorse alimentari, il ministero dell’ambiente francese si è impegnato nel 2010 a mettere in atto una sperimentazione che mirava a esaminare differenti modalità di gestione delle pertinenze verdi a fine di migliorare l’attrattività delle zone lungo le vie di comunicazione per gli insetti impollinatori.

Lanciata dalla direzione delle infrastrutture e dei trasporti, questa sperimentazione è stata condotta per tre anni su più di 250 km di rete stradale non in concessione, ripartita su sei direzioni interdipartimentali delle strade (i dipartimenti corrispondono circa alle nostre province, ma sono amministrativamente più importanti delle regioni). Si trattava da un lato di adattare le modalità di manutenzione delle parti a verde al fine di favorire la fioritura di piante propizie agli insetti impollinatori, d’altra parte di procedere alla semina di specie mellifere.

L’analisi dei risultati della sperimentazione durata 3 anni su più tronchi della rete stradale nazionale non dati in concessione ha dimostrato un reale interesse di tale gestione di sfalcio tardivo. In effetti, anche se dovesse essere più diversificata, la produzione floreale è molto più abbondante se si pratica lo sfalcio tardivo, soprattutto tra i mesi di maggio e giugno. Il risultato è che queste zone, sfalciate tardivamente, sono state oggetto di attrattività maggiore da parte degli insetti impollinatori, che hanno potuto trovare più risorse alimentari.

Nel quadro del piano nazionale di azione, “France, terre de pollinisateurs” presentato nel consiglio dei ministri del 20 maggio 2015, diverse misure faro sono state presentate al grande pubblico, tra cui soprattutto un’azione concernente la pratica di sfalcio tardivo adottata da alcune direzioni interdipartimentali delle strade, in seguito alla sperimentazione. Gli altri operatori di infrastrutture sono invitati a sviluppare nello stesso modo queste pratiche favorevoli agli insetti. Di fatto, tutti i comuni procedono allo sfalcio tardivo delle proprie aree verdi.

Il piano di azione, poi, definisce meglio quali sono le aree interessate allo sfalcio tardivo per i concessionari di infrastrutture e si tratta, oltre che delle dipendenze delle vie di comunicazione, anche di tutti i campi non destinati a uso agricolo, compresi i terreni su cui si stendono le reti elettriche, del gas, gli aeroporti, i capannoni, ecc, anche se temporanei.
Aggiunge inoltre che la prima azione è repertoriare tutte queste zone e successivamente provvedere a integrare l’azione di sfalcio tardivo ad altre azioni a favore degli insetti impollinatori, quali l’abbandono dei pesticidi, la semina e la conservazione di flora selvatica locale favorevole agli insetti impollinatori, soprattutto nel caso di cantieri che prevedano anche la realizzazione o sistemazione di spazi verdi, il coinvolgimento di altri attori in questa azione e la valutazione socio economica di questa pratica.
Più in generale, gli attori sono invitati a mettere in pratica lo sfalcio tardivo perché favorisce la fioritura. Inoltre devono osservare che le specie introdotte nella piantumazione (non locali, che poi elencano) non siano nocive per gli insetti impollinatori e, nel caso, bandirle.

Il risultato di questa sperimentazione iniziata nel 2015 è riportato il 18 maggio 2018 dal Ministero dell’ecologia e della transizione energetica il 18 maggio 2018, esaminando gli effetti dello sfalcio tardivo sulla biodiversità e sul ripopolamento degli insetti impollinatori:

Lo Stato deve essere di esempio nella preservazione delle specie impollinatrici selvatiche: applicherà progressivamente lo sfalcio tardivo sui 12000 km di strade nazionali non date in concessione e sui campi fioriti sui terreni verdi di competenza. Dopo una sperimentazione di 3 anni, questa buona pratica ha mostrato un aumento del 30% di diverse specie di insetti impollinatori.

Questa sperimentazione dunque va generalizzata. Gli altri gestori (cioè le ferrovie, la rete autostradale, le prefetture, gli enti proprietari delle strade e dei campi non dei privati cittadini) sono stati sollecitati ad applicare questa buona pratica, partendo dalla guida appositamente pubblicata.

Questa azione è integrata nel piano nazionale di azione “France, terre de pollinisateurs” (Francia, terra di impollinatori”, presentato nel Consiglio dei ministri il 20 maggio 2015.

Il piano di azione della direzione delle infrastrutture e dei trasporti a favore degli insetti impollinatori, insieme alla diminuzione dell’uso di prodotti fitosanitari (piano Ecophyto 2018) e alla lotta contro le specie esotiche infestanti, partecipa a un piano globale di preservazione della biodiversità lungo le infrastrutture e le vie di comunicazioni.

L’esperimento di sfalcio tardivo a favore degli impollinatori sulle dipendenze verdi della rete di vie di comunicazione ha dimostrato un forte successo per gli impollinatori selvatici.

Silvia Rossini
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