“L’approvazione della legge elettorale al Senato, in attesa del nuovo passaggio alla Camera, non è una buona notizia per il Paese. Ancora una volta la maggioranza di governo si arrabatta per cambiare le regole del gioco a fine legislatura. E il risultato rischia di nuovo di essere una legge complicata, difficile da spiegare, che accentua storture già presenti.”
Lo dichiara Francesca Druetti, Segretaria Nazionale di Possibile.
“Questa legge elettorale cerca di introdurre nei fatti il premierato, introduce un premio di maggioranza enorme, sull’altare della stabilità sacrifica il principio di rappresentanza, in un momento in cui è proprio la rappresentanza a essere in grave crisi. La maggioranza gioca con le regole della democrazia in una maniera molto autoreferenziale, per regolare conti interni al proprio campo. Ci si aspetterebbe di meglio, su una questione così seria, da chi guida e si ricandida a guidare di nuovo il Paese. Se possibile, dal passaggio in Senato la legge esce ancora peggiorata: mentre l’introduzione delle preferenze è una presa in giro all’elettorato (visto che saranno al massimo due o tre i partiti che potranno eleggere parlamentari che non faranno parte dei capilista bloccati) l’aumento delle firme necessarie perché chi è fuori dal Parlamento possa presentare una lista è l’indegna chiusura dell’indegno percorso di questa indegna legge. Pretendere che siano cartacee — mentre la firma digitale è già accettata per referendum e leggi di iniziativa popolare — è un’ulteriore assurdità che dimostra la volontà di chiudere gli spazi di partecipazione nel Paese.”









