Il dibattito su una realtà che non esiste

Oggi Gof­fre­do De Mar­chis sve­la su Repub­bli­ca quel­lo che san­no un po’ tut­ti anche se fin­go­no di non saper­lo: Mat­teo Ren­zi (e quin­di per la leg­ge dei nume­ri e dei rego­la­men­ti, nono­stan­te i pare­ri di Emi­lia­no) pun­ta deci­so sul­le ele­zio­ni a giu­gno (dirà apri­le per ave­re un mar­gi­ne di tran­quil­li­tà) con que­sta leg­ge elet­to­ra­le ritoc­ca­ta pro domo sua (ha biso­gno di met­te­re “i suoi” anche al Sena­to, come si con­vie­ne a un lea­der scon­fit­to che fin­ge di ave­re impa­ra­to la lezio­ne ma in real­tà con­ti­nua ad arroc­car­si) e, come si leg­ge su Repub­bli­ca, «Pisa­pia e Bol­dri­ni li can­di­de­rà il Pd».

Ci stu­pi­sce? No, cer­to. Stu­pi­sce, piut­to­sto, che un pez­zo di dibat­ti­to poli­ti­co si osti­ni a insce­na­re pos­si­bi­li­tà che non si sono mai aper­te e non si apri­ran­no sicu­ra­men­te nei pros­si­mi mesi. Pisa­pia (con Bol­dri­ni e altri) par­la di “allar­ga­men­to a sini­stra” ma inten­de se stes­so e i suoi come soste­ni­to­ri sini­stri del­lo sche­ma che Ren­zi ha in men­te con la spe­ran­za (bon­tà sua) di con­di­zio­na­re un mec­ca­ni­smo che per mil­le gior­ni ha por­ta­to que­sto gover­no nel­le palu­di del­la destra; D’A­le­ma minac­cia il PD di uscir­ne per pren­der­si i voti uti­li a con­ta­re anco­ra den­tro il PD e poi gover­nar­ci insie­me; Emi­lia­no (e gli eter­ni mal­pan­ci­sti che mal­pan­cia­no ma non agi­sco­no) aspet­te­rà il suo tur­no; un pez­zo di Sini­stra Ita­lia­na (e sia det­to sen­za sar­ca­smo ma con rea­li­smo) cer­che­rà di intru­fo­lar­si pro­prio lì.

Quin­di? Quin­di il dibat­ti­to che ogni gior­no ci pro­pi­na­no sul­la nuo­va “sini­stra” è un movi­men­to (satel­li­ta­re) intor­no a posi­zio­na­men­ti legit­ti­mi ma indi­ge­ri­bi­li. Quel­lo che ser­ve for­se è pro­prio “deci­de­re il cam­po” (che è una fra­set­ta che va tan­tis­si­mo di moda). Ma con le poli­ti­che da attua­re, non con i poli­ti­ci­smi da met­ter­ci den­tro. Costrui­re poli­ti­che, più che alleanze.

AIUTACI a scrivere altri articoli come quello che hai appena letto con una donazione e con il 2x1000 nella dichiarazione dei redditi aggiungendo il codice S36 nell'apposito riquadro dedicato ai partiti politici.

Se ancora non la ricevi, puoi registrarti alla nostra newsletter.
Partecipa anche tu!

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Congresso 2024: regolamento congressuale

Il con­gres­so 2024 di Pos­si­bi­le si apre oggi 5 apri­le: dif­fon­dia­mo in alle­ga­to il rego­la­men­to con­gres­sua­le ela­bo­ra­to dal Comi­ta­to Organizzativo.

Il salario. Minimo, indispensabile. Una proposta di legge possibile.

Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sin­da­ca­ti. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popolare.

500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di italiani.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

La can­na­bis riguar­da 5 milio­ni di con­su­ma­to­ri, secon­do alcu­ni addi­rit­tu­ra 6, mol­ti dei qua­li sono con­su­ma­to­ri di lun­go cor­so che ne fan­no un uso mol­to con­sa­pe­vo­le, non peri­co­lo­so per la società.
Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto provarci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

La prio­ri­tà deve esse­re met­te­re al sicu­ro le per­so­ne e non può esse­re mes­sa in discus­sio­ne da rim­pal­li tra pae­si euro­pei. Il dirit­to d’asilo è un dirit­to che in nes­sun caso può esse­re sot­to­po­sto a “vin­co­li quan­ti­ta­ti­vi”. Ser­vo­no cor­ri­doi uma­ni­ta­ri, e cioè vie d’accesso sicu­re, lega­li, tra­spa­ren­ti attra­ver­so cui eva­cua­re più per­so­ne possibili. 

Il governo è allergico al dissenso. Ma manifestare è un diritto

In que­sto caso la leg­ge non è “ad per­so­nam” ma let­te­ral­men­te “ad pro­te­stam”: ina­spri­men­to del­le pene per chi vie­ne accu­sa­to di resi­sten­za a un pub­bli­co uffi­cia­le se sta cer­can­do di impe­di­re la rea­liz­za­zio­ne di un’opera pub­bli­ca o di un’infrastruttura strategica.

A Parigi con il Nuovo Fronte Popolare

A Pari­gi si lavo­ra per fini­re le strut­tu­re del­le Olim­pia­di men­tre ini­zia a sen­tir­si il cal­do che pre­oc­cu­pa atle­ti e scien­zia­ti: “Rings of Fire”, si