Fuori dalle balle (del referendum lombardo)

Il referendum è uno strumento che deve stare saldamente nelle mani del popolo, perché questo possa rivendicare la propria sovranità. Se diventa uno strumento nelle mani del potere, allora il fine diventa plebiscitario

[vc_row][vc_column][vc_column_text css=”.vc_custom_1508491778459{margin-top: 20px !important;}”][/vc_column_text][vc_column_text]Come abbia­mo già avu­to modo di spie­ga­re il refe­ren­dum lom­bar­do per l’au­to­no­mia è una gran far­sa, a par­ti­re dal que­si­to stes­so, col qua­le si chie­de ai lom­bar­di (e ai vene­ti) se voglio­no che la Regio­ne vada a Roma a con­trat­ta­re «ulte­rio­ri for­me e con­di­zio­ni par­ti­co­la­ri di auto­no­mia» su oltre ven­ti mate­rie, che van­no dai rap­por­ti con l’Ue all’i­stru­zio­ne, dal­l’a­li­men­ta­zio­ne alla giu­sti­zia di pace.

Si trat­ta pra­ti­ca­men­te di una dele­ga in bian­co, per con­trat­ta­re di tut­to e di più, tan­to che alla fine non si capi­sce nep­pu­re per che cosa si vada a vota­re. Potrei — ad esem­pio — esse­re d’ac­cor­do sul fat­to che la Regio­ne abbia mag­gio­ri com­pe­ten­ze sul­le «gran­di reti di tra­spor­to», così potran­no con­ti­nua­re a costrui­re gran­di auto­stra­de deser­te, o sul­la tute­la del­la salu­te, così potran­no por­ta­re a ter­mi­ne l’o­pe­ra di costru­zio­ne del­l’im­pe­ro pri­va­to del­la sani­tà lom­bar­da. Ma potrei non esse­re d’ac­cor­do su mag­gio­ri com­pe­ten­ze in altre mate­rie.

Insom­ma, non si capi­sce su cosa si stia votan­do e vie­ne il sospet­to che non l’ab­bia capi­to nem­me­no la Regio­ne, dato che ha riem­pi­to il suo sito inter­net di vere e pro­prie bal­le galat­ti­che, che — nel­la loro testa — dovreb­be­ro chia­ri­re i dub­bi, e inve­ce sono sol­tan­to dei fake, cer­ti­fi­ca­ti da un’i­sti­tu­zio­ne. E han­no tan­to il sapo­re di cam­pa­gna elet­to­ra­le anti­ci­pa­ta. Vedia­mo­ne alcu­ne.

«Già in pas­sa­to, infat­ti, il Gover­no lom­bar­do ha pro­va­to, sen­za suc­ces­so, la stra­da del­la trat­ta­ti­va con lo Sta­to […]. In par­ti­co­la­re, negli anni pas­sa­ti sono sta­te avan­za­te richie­ste al Gover­no nazio­na­le, che non han­no otte­nu­to rispo­ste sod­di­sfa­cen­ti. Per que­sto moti­vo si è deci­so di ricor­re­re alla legit­ti­ma­zio­ne popo­la­re e demo­cra­ti­ca, per poter ave­re più pote­re nego­zia­le».

Sì, il Con­si­glio regio­na­le lom­bar­do ha già espres­so que­sta indi­ca­zio­ne die­ci (die­ci!) anni fa e basta­va quel­la, nel sen­so che non è neces­sa­rio alcun refe­ren­dum, se non per cele­bra­re il decen­na­le di quel­la scel­ta al costo di 50 milio­ni di euro. Il gover­no Pro­di accet­tò le richie­ste e avviò le trat­ta­ti­ve, che furo­no bru­sca­men­te inter­rot­te quan­do al gover­no, nel 2008, ci andò la Lega! Rac­con­ta Rober­to For­mi­go­ni: «ven­ni con­vo­ca­to ad Arco­re dove, pre­sen­ti gli allo­ra mini­stri Zaia e Maro­ni, mi ven­ne posto dal pre­mier il veto su que­sto argo­men­to». Capi­te? Le rispo­ste non sod­di­sfa­cen­ti se le sono date loro, e ora voglio­no la nostra “legit­ti­ma­zio­ne popo­la­re e demo­cra­ti­ca”, come se non bastas­se aver vin­to le regio­na­li pro­met­ten­do di man­te­ne­re il 75% del­le tas­se in Lom­bar­dia.

Se vin­ce il Sì, «Regio­ne Lom­bar­dia avvie­rà il per­cor­so isti­tu­zio­na­le per otte­ne­re mag­gio­re auto­no­mia, vale a dire più com­pe­ten­ze e più risor­se, nell’ambito del cosid­det­to RESIDUO FISCALE, ovve­ro la dif­fe­ren­za tra le tas­se paga­te allo Sta­to e quan­to lo Sta­to resti­tui­sce sul ter­ri­to­rio».

Bal­le. La mate­ria fisca­le non è tra le com­pe­ten­ze ogget­to del refe­ren­dum e non può nep­pu­re esse­re ogget­to di refe­ren­dum. Bal­le al qua­dra­to.

Col voto elet­tro­ni­co si ha «la garan­zia del­la segre­tez­za e del­la sicu­rez­za del voto».

Altra bal­la. Il voto elet­tro­ni­co offre scar­se garan­zie, che si ridu­co­no ai mini­mi ter­mi­ni se pen­sia­mo che la socie­tà che gesti­rà le ope­ra­zio­ni è la più scre­di­ta­ta del mon­do.

Sic­co­me oltre ven­ti mate­rie non sono abba­stan­za e sic­co­me — soprat­tut­to — biso­gna met­ter­ci un piz­zi­co di immi­gra­ti, «La Lom­bar­dia inten­de altre­sì eser­ci­ta­re un’energica azio­ne poli­ti­ca al fine di otte­ne­re un’ancora più ampia com­pe­ten­za da decli­na­re sul pro­prio ter­ri­to­rio in mate­ria di sicu­rez­za, immi­gra­zio­ne ed ordi­ne pub­bli­co».

Fal­so. Sono com­pe­ten­ze esclu­si­ve del­lo Sta­to. Da segna­la­re che For­mi­go­ni (ci toc­ca cita­re For­mi­go­ni, pen­sa te…), nel 2007, indi­vi­duò dodi­ci mate­rie da por­ta­re al tavo­lo del­le con­trat­ta­zio­ni.

Dopo aver­ci spie­ga­to che cos’è il «RESIDUO FISCALE» (lo scri­vo­no sem­pre in maiu­sco­lo), dico­no che «A segui­to dell’esito posi­ti­vo del refe­ren­dum la Regio­ne si pro­po­ne di trat­te­ne­re alme­no la metà del RESIDUO FISCALE (vale a dire 27 miliar­di) per finan­zia­re le nuo­ve com­pe­ten­ze ogget­to di trat­ta­ti­va con il Gover­no».

Il «RESIDUO FISCALE» non c’en­tra nul­la, l’ab­bia­mo già spie­ga­to. Altra bal­la al qua­dra­to.

Come si dice a que­ste lati­tu­di­ni «föra di ball», cara Regio­ne Lom­bar­dia. Il refe­ren­dum è uno stru­men­to che deve sta­re sal­da­men­te nel­le mani del popo­lo, per­ché que­sto pos­sa riven­di­ca­re la pro­pria sovra­ni­tà, tem­po­ra­nea­men­te dele­ga­ta. Se diven­ta uno stru­men­to nel­le mani del pote­re, allo­ra il fine diven­ta ple­bi­sci­ta­rio, sna­tu­ran­do la natu­ra stes­sa del­l’i­sti­tu­to e svi­len­do l’im­por­tan­za del voto.

Non par­te­ci­pia­mo alla far­sa, lascia­mo­li alle loro bal­le.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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