Costruire muri è stupido

Innalzare muri non è solamente una risposta illusoria (spesso a problematiche anch'esse illusorie), ma genera dinamiche che sfuggono al controllo delle autorità statali. Una risposta che sembra tanto muscolare, ma che rischia di essere tanto cretina.

E così Donald Trump sem­bra voler man­te­ne­re le pro­mes­se fat­te duran­te la cam­pa­gna elet­to­ra­le, a par­ti­re dal­la costru­zio­ne (che in real­tà con­si­ste­reb­be in un allun­ga­men­to e un raf­for­za­men­to) del muro al con­fi­ne con il Mes­si­co e dal­la stret­ta rispet­to all’acco­glien­za dei rifu­gia­ti.

Per quan­to riguar­da il raf­for­za­men­to del muro, il pro­get­to dovreb­be con­si­ste­re nel pro­lun­ga­men­to dei muri esi­sten­ti di mil­le miglia, nel ren­der­li più pro­fon­di e più pre­si­dia­ti. Il costo sti­ma­to dal­l’am­mi­ni­stra­zio­ne è di 10 miliar­di di dol­la­ri, ma altre fon­ti indi­pen­den­ti par­la­no di 25 miliar­di. Un inve­sti­men­to ingen­te che Trump sostie­ne sarà finan­zia­to dal Mes­si­co. Il gover­no mes­si­ca­no ha ovvia­men­te smen­ti­to, attac­can­do dura­men­te il pre­si­den­te degli Sta­ti Uni­ti, can­cel­lan­do la visi­ta pro­gram­ma­ta per set­ti­ma­na pros­si­ma duran­te la qua­le il pre­si­den­te Pena Nie­to avreb­be dovu­to incon­tra­re Trump e met­ten­do in dub­bio anche la coo­pe­ra­zio­ne com­mer­cia­le tra i due pae­si. «Respin­go e con­dan­no la deci­sio­ne degli Sta­ti uni­ti di con­ti­nua­re la costru­zio­ne del muro che da anni, inve­ce di unir­ci, ci divi­de», ha dichia­ra­to Pena Nie­to in un video su Twit­ter. «Il Mes­si­co non cre­de ai muri. L’ho già det­to più vol­te: il Mes­si­co non paghe­rà alcun muro», ha aggiun­to, annun­cian­do di aver chie­sto a cin­quan­ta per­so­na­li­tà mes­si­ca­ne pre­sen­ti negli Sta­ti Uni­ti di tra­sfor­mar­si in «auten­ti­ci difen­so­ri dei dirit­ti dei migran­ti mes­si­ca­ni». Trump, però, pare non sco­rag­giar­si, ipo­tiz­zan­do di poter ope­ra­re pre­lie­vi for­zo­si sul­le rimes­se invia­te in Mes­si­co dagli Sta­ti Uni­ti.

Insom­ma, è guer­ra aper­ta, ed è una guer­ra fol­le. In pri­mo luo­go per­ché gli arre­sti di migran­ti mes­si­ca­ni pri­vi di docu­men­ti è ai mini­mi sto­ri­ci, così come è in dimi­nu­zio­ne il nume­ro di mes­si­ca­ni resi­den­ti in manie­ra ille­ga­le negli Sta­ti Uni­ti. Trump pro­ba­bil­men­te è rima­sto a una quin­di­ci­na di anni fa.

 

In secon­do luo­go ci tro­via­mo di fron­te a una guer­ra fol­le per­ché la costru­zio­ne di muri non assi­cu­ra la chiu­su­ra del­le rot­te migra­to­rie. L’e­spe­rien­za ci inse­gna, inve­ce, che la costru­zio­ne di muri ha alme­no due con­se­guen­ze nega­ti­ve. La pri­ma la stia­mo veden­do in que­sti gior­ni lun­go la rot­ta bal­ca­ni­ca, in Gre­cia e Ser­bia: al di là dei muri si ammas­sa­no le per­so­ne, spes­so in con­di­zio­ni asso­lu­ta­men­te pre­ca­rie, a vol­te get­tan­do le basi a vere e pro­prie cri­si uma­ni­ta­rie che esplo­do­no nel momen­to in cui le con­di­zio­ni peg­gio­ra­no. La secon­da è crea­re del­le zone gri­gie, gover­na­te da asso­cia­zio­ni cri­mi­na­li, che eser­ci­ta­no la vio­len­za, che con­trol­la­no il mer­ca­to di alcu­ni beni (pen­sa­te al mer­ca­to dei giub­bi­ni sal­va­gen­te tra Tur­chia e Gre­cia), che assi­cu­ra­no il pas­sag­gio del con­fi­ne die­tro paga­men­to e spes­so col taci­to accor­do del­le auto­ri­tà di poli­zia, che crea­no e gesti­sco­no traf­fi­ci di esse­ri uma­ni.

La costru­zio­ne del recin­to al con­fi­ne dell’Ungheria e l’aumento dei con­trol­li in Austria e Ger­ma­nia sta aven­do «il risul­ta­to non volu­to di con­se­gna­re que­sta indu­stria nel­le mani di grup­pi che fan­no attra­ver­sa­re di nasco­sto i con­fi­ni», ha mes­so in guar­dia Wil van Gemert, vice­di­ret­to­re ope­ra­ti­vo dell’Europol.

Il 17 gen­na­io 2016 […] l’Europol, la poli­zia con­ti­nen­ta­le dell’UE, ha dif­fu­so un dato: nel 2015 i traf­fi­can­ti di esse­ri uma­ni han­no inta­sca­to una cifra che oscil­la tra i 3 e i 6 miliar­di per far arri­va­re ille­gal­men­te oltre un milio­ne di per­so­ne in Euro­pa. Ogni migran­te ha spe­so tra i 3 e i 6 mila dol­la­ri. La rete dei traf­fi­can­ti è este­sa dall’Africa sub­sa­ha­ria­na alla Scan­di­na­via. (Mas­si­mo Fran­co, L’assedio, 2016)

In defi­ni­ti­va, innal­za­re muri non è sola­men­te una rispo­sta illu­so­ria (spes­so a pro­ble­ma­ti­che anch’es­se illu­so­rie), ma gene­ra dina­mi­che che sfug­go­no al con­trol­lo del­le auto­ri­tà sta­ta­li. Una rispo­sta che sem­bra tan­to musco­la­re, ma che rischia di esse­re tan­to stu­pi­da.

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