Cosa fare ora. E cosa possiamo fare assieme nei prossimi mesi.

Cosa fare nelle prime ore? Attendere istruzioni da parte degli specialisti delle emergenze. Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi ci sarà ancora tantissimo da fare.

Abbia­mo pas­sa­to le ulti­me ven­ti­quat­tro ore a chie­der­ci cosa fare. A leg­ge­re sgo­men­ti gli aggior­na­men­ti di ora in ora più dram­ma­ti­ci. A chia­ma­re gli enti al lavo­ro sul posto per con­fron­tar­ci con loro. A capi­re come tro­va­re il pun­to di equi­li­brio tra il desi­de­rio di ren­der­si imme­dia­ta­men­te uti­li e la neces­si­tà di non osta­co­la­re il lavo­ro dei soc­cor­ri­to­ri.

Mi han­no con­tat­ta­to in tan­ti da ogni par­te di Ita­lia per offri­re abi­ta­zio­ni, posti let­to, beni di pri­ma neces­si­tà, sol­di, mani per sca­va­re, gio­cat­to­li per bam­bi­ni, coper­te, pigia­mi. Due anni fa sono sta­ta vit­ti­ma di allu­vio­ne e ricor­do che la valan­ga di affet­to e desi­de­rio di dare una mano nei pri­mis­si­mi tem­pi è sta­to più d’o­sta­co­lo che di aiu­to. Così come ricor­do la pes­si­ma opi­nio­ne che ave­va­mo dei poli­ti­ci che veni­va­no a fare una visi­ta di cor­te­sia men­tre era­va­mo immer­si mani e pie­di nel fan­go. Quin­di in pun­ta di pie­di ho cer­ca­to di capi­re cosa fare, che fos­se dav­ve­ro uti­le.

Le per­so­ne con cui ho par­la­to mi han­no chie­sto di ave­re pazien­za, di lascia­re lavo­ra­re chi sa occu­par­si del­le emer­gen­ze e aspet­ta­re le richie­ste uffi­cia­li per muo­ver­si. Sono già d’ac­cor­do che mi faran­no sape­re quan­do sarà pos­si­bi­le anda­re nel­le zone ter­re­mo­ta­te sen­za esse­re di osta­co­lo.

Nel frat­tem­po abbia­mo pen­sa­to che pos­sia­mo dare voce ai nostri iscrit­ti su Ago­rà, la piat­ta­for­ma di par­te­ci­pa­zio­ne di Pos­si­bi­le, in modo da comin­cia­re a rac­co­glie­re idee e pro­po­ste ed esse­re pron­ti a muo­ver­ci quan­do sarà il momen­to giu­sto. Chie­dia­mo quin­di a chi lo desi­de­ra di espri­mer­si e met­te­re le pro­prie pro­po­ste a dispo­si­zio­ne di tut­ti per con­fron­tar­ci tra noi, con­sa­pe­vo­li che que­ste popo­la­zio­ne avran­no biso­gno del­la nostra atten­zio­ne anco­ra a lun­go.

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La pri­ma pro­po­sta che ci è arri­va­ta, ela­bo­ra­ta dal comi­ta­to Pos­si­bi­le “Leo­ne Ginz­burg” di L’Aquila, è una pro­po­sta con un taglio stret­ta­men­te ope­ra­ti­vo, e la con­di­vi­dia­mo da subi­to con tut­ti voi: segui­re lo sta­to del­la rico­stru­zio­ne nei ter­ri­to­ri col­pi­ti, nel­le pros­si­me set­ti­ma­ne ma anche e soprat­tut­to nei mesi ed anni a segui­re, quan­do cioè si saran­no ormai spen­ti i riflet­to­ri del­la stam­pa ed in gene­ra­le del­l’o­pi­nio­ne pub­bli­ca: “Rico­stru­zio­ne Pos­si­bi­le”.

La pro­po­sta è rivol­ta, ini­zial­men­te, ai comi­ta­ti di Abruz­zo, Lazio, Mar­che ed Umbria che voglia­no far par­te del­l’i­ni­zia­ti­va (ed even­tua­li altri inte­res­sa­ti in tut­ta Ita­lia).

L’obiet­ti­vo è segui­re l’e­vo­lu­zio­ne del­lo sta­to del­la gestio­ne del­l’e­mer­gen­za e in segui­to, soprat­tut­to, del­la rico­stru­zio­ne.

L’idea è quel­la di iden­ti­fi­ca­re una squa­dra (tra gli iscrit­ti dei comi­ta­ti ed i par­la­men­ta­ri di Pos­si­bi­le), che si rechi con caden­za perio­di­ca (ini­zial­men­te, una vol­ta al mese; con il tem­po con caden­ze bi-tri-qua­dri­me­stra­li) nei ter­ri­to­ri col­pi­ti per segui­re l’e­vo­lu­zio­ne del­le cose: aiu­ti, nor­me pre­vi­ste, fon­di stan­zia­ti, sta­to del­la rico­stru­zio­ne socia­le ed eco­no­mi­ca (quel­la più dif­fi­ci­le) oltre che fisi­ca e mate­ria­le degli edi­fi­ci (abi­ta­zio­ni, atti­vi­tà eco­no­mi­che, edi­fi­ci stra­te­gi­ci, infra­strut­tu­re, edi­fi­ci sco­la­sti­ci, even­tual­men­te luo­ghi di cul­to) pub­bli­ci e pri­va­ti.

Vigi­lan­do, in tal modo, con l’a­iu­to del­le Isti­tu­zio­ni loca­li, ma anche asso­cia­zio­ni o comi­ta­ti loca­li non pub­bli­ci (per ave­re comun­que un “con­tro­can­to”) sul­lo sta­to di avan­za­men­to del­l’e­ma­na­zio­ne di nor­me, degli stan­zia­men­ti dei fon­di pub­bli­ci nazio­na­li e/o comu­ni­ta­ri e sul­lo sta­to di avan­za­men­to dei lavo­ri di rico­stru­zio­ne.

In que­sto modo, con l’e­spe­rien­za acqui­si­ta, si svi­lup­pe­rà un know-how che Pos­si­bi­le met­te­rà a dispo­si­zio­ne dei ter­ri­to­ri in tut­ta Ita­lia even­tual­men­te col­pi­ti da even­ti cala­mi­to­si di diver­sa natu­ra sismi­ca o idro­geo­lo­gi­ca.

Per infor­ma­zio­ni ed ade­sio­ni scri­ve­te­ci a [email protected].

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