Ma Civati sbaglia: la fiducia sul Rosatellum è un atto degno. Degno di loro

Gli stessi parlamentari eletti e divenuti maggioranza in virtù di una legge incostituzionale, approvarono un’altra legge elettorale con la forza dei numeri, prima di vedersela, come la precedente, cassata dalla Consulta.

[vc_row][vc_column][vc_column_text css=”.vc_custom_1507640315121{margin-top: 20px !important;}”]«Dopo la riu­nio­ne di mag­gio­ran­za ho tele­fo­na­to al pre­mier Pao­lo Gen­ti­lo­ni rife­ren­do che la valu­ta­zio­ne del­la mag­gio­ran­za sareb­be che è oppor­tu­na la fidu­cia per­ché il testo è frut­to di un fati­co­so equi­li­brio tra mag­gio­ran­za e oppo­si­zio­ne e sot­to­por­lo ai voti segre­ti met­te­reb­be in dif­fi­col­tà il com­ples­so del testo». Così il capo­grup­po Pd alla Came­ra, Etto­re Rosa­to.

Le paro­le del depu­ta­to che dà il nome alla pro­po­sta di leg­ge elet­to­ra­le sono un con­cen­tra­to di con­fu­sio­ne. Dice che il testo è il frut­to di un fati­co­so equi­li­brio fra mag­gio­ran­za e mino­ran­za, però dimen­ti­ca di dire che la par­te più gros­sa di que­sta, il M5S, non è ricom­pre­so nel pat­to, anzi, pare volu­ta­men­te esclu­so. Inol­tre, quel­lo stes­so equi­li­brio fra chi sostie­ne il gover­no e chi, alme­no a paro­le, vi si oppo­ne, lo si vuol far pas­sa­re con un atto d’imperio dei soli pri­mi, a meno di non imma­gi­na­re che pure i secon­di voti­no la fidu­cia, smet­ten­do così, anche nel­la for­ma, di esse­re oppo­si­zio­ne. Infi­ne, chie­de la que­stio­ne di fidu­cia alla Came­ra, dove il par­ti­to del cui grup­po è egli stes­so pre­si­den­te è mag­gio­ran­za pra­ti­ca­men­te da solo, temen­do il voto segre­to, nei fat­ti, dan­do per scon­ta­to che nem­me­no i suoi la vote­reb­be­ro, sen­za il ricat­to del­la cadu­ta del Gover­no. Nul­la di nuo­vo, ver­reb­be da dire: la fidu­cia sul­la leg­ge elet­to­ra­le l’abbiamo già vista. E non sto par­lan­do del Ven­ten­nio o degli albo­ri del­la Repub­bli­ca, sto par­lan­do di un paio di anni fa, quan­do gli stes­si par­la­men­ta­ri elet­ti e dive­nu­ti mag­gio­ran­za in vir­tù di una leg­ge inco­sti­tu­zio­na­le, ne appro­va­ro­no un’altra con la for­za dei nume­ri, pri­ma di veder­se­la, come la pre­ce­den­te, cas­sa­ta dal­la Con­sul­ta.

Ecco per­ché Civa­ti sba­glia nel defi­ni­re la richie­sta e la pro­ba­bi­le con­ces­sio­ne del voto di fidu­cia sul Rosa­tel­lum «una ver­go­gna, un atto inde­gno». Dopo­tut­to, lo ammet­te lo stes­so segre­ta­rio di Pos­si­bi­le, quan­do spie­ga che, così facen­do, Gen­ti­lo­ni fareb­be «come Ren­zi con l’Ita­li­cum; met­te­re la fidu­cia su una leg­ge elet­to­ra­le con evi­den­ti pro­fi­li di inco­sti­tu­zio­na­li­tà».

No, Pip­po: la fidu­cia sul­la leg­ge elet­to­ra­le è pur­trop­po un atto degno. Degno di loro, ovvia­men­te.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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