Civati a Pisapia: «una lista unita, autonoma e credibile è la scelta giusta»

"Una lista unita, autonoma e credibile" che raccolga tutte le anime del centrosinistra che non si riconoscono nel Pd di Matteo Renzi "è possibile": ora "manca solo l'ultimo miglio. L'obiettivo di tutti è costruire una realtà unita, tra riforma e discontinuità".

[vc_row][vc_column][vc_column_text css=”.vc_custom_1498242115385{margin-top: 20px !important;}”][/vc_column_text][vc_column_text]“Una lista uni­ta, auto­no­ma e cre­di­bi­le” che rac­col­ga tut­te le ani­me del cen­tro­si­ni­stra che non si rico­no­sco­no nel Pd di Mat­teo Ren­zi “è pos­si­bi­le”: ora “man­ca solo l’ul­ti­mo miglio. L’o­biet­ti­vo di tut­ti è costrui­re una real­tà uni­ta, tra rifor­ma e discon­ti­nui­tà”.

Pip­po Civa­ti, lea­der di ‘Pos­si­bi­le’, spie­ga all’Adn­Kro­nos che se il fau­to­re di Cam­po Pro­gres­si­sta, Giu­lia­no Pisa­pia, “è d’ac­cor­do su valo­ri e pro­gram­ma, fac­cia­mo una lista uni­ca”. Civa­ti tie­ne a ricor­da­re che Pisa­pia “era par­ti­to, subi­to dopo il refe­ren­dum, con uno sche­ma che par­la­va soprat­tut­to al Pd. Io ero abba­stan­za arrab­bia­to. Nel frat­tem­po però ha cam­bia­to posi­zio­ne. Ha una posi­zio­ne mol­to simi­le alla mia, non mas­si­ma­li­sta, che giu­di­ca un bene esse­re uni­ti”. D’al­tro can­to, evi­den­zia, “nes­su­no capi­reb­be una lista Ber­sa­ni, una lista Civa­ti, una lista Pisa­pia. Se c’è chia­rez­za sul pro­fi­lo di pro­gram­ma si può fare. Deve esse­re pro­fi­lo pro­gram­ma­ti­co fina­liz­za­to a gover­na­re: non vote­rei qual­co­sa che non è pen­sa­to per gover­na­re”.

Insom­ma, per Civa­ti ser­ve “una lista uni­ta, auto­no­ma e cre­di­bi­le. Poi tut­to può esse­re discus­so. Sareb­be un tale sogno fare una pro­po­sta uni­ta­ria, glo­ba­le quan­do oggi sem­bra di sta­re a guar­da­re una serie Tv su ‘Come ci si muo­ve a sini­stra’”.

E la posi­zio­ne di Mas­si­mo D’A­le­ma? “E’ d’ac­cor­do” tie­ne a pre­ci­sa­re Civa­ti. L’in­vi­to è comun­que a “evi­ta­re di par­la­re male di quel­lo a fian­co: cer­te frec­cia­ti­ne ce le pos­sia­mo rispar­mia­re”. Per quan­to riguar­da il Pd di Ren­zi, “si dice — fa pre­sen­te Civa­ti — che l’ac­cor­do con Ber­lu­sco­ni esi­sta dav­ve­ro. Qui la con­si­de­ra­zio­ne è mol­to sem­pli­ce: se Ren­zi apre a sini­stra, deve fare auto­cri­ti­ca, e anche mol­to gene­ro­sa. In più, in un siste­ma tede­sco l’al­lean­za con Ber­lu­sco­ni gli con­sen­ti­reb­be di gover­na­re”. Inve­ce, “in un cen­tro­si­ni­stra, non è det­to. Cer­ta­men­te Ren­zi ha una base elet­to­ra­le mol­to for­te e c’è un tema di pro­por­zio­ni, rispet­to ai movi­men­ti” la cui base elet­to­ra­le è anco­ra pic­co­la “che non dob­bia­mo dimenticare”.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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