Castituzione

La campagna per il Sì gioca su improbabili collage con improbabili personaggi. Ma dov'è Berlusconi? E perché non c'è Bersani? Dove è finito Walter Tocci? E' più facile prendersela con Dini e le sue legioni.

Bru­net­ta
D’A­le­ma
De Mita
Dini
Gril­lo
Mon­ti
Zagre­bel­sky

Han­no tol­to Rodo­tà e Civa­ti, rispet­to alla pre­ce­den­te car­to­li­na.

Per­ché non c’è Ber­lu­sco­ni?

E per­ché non ci sono i gio­va­ni ‘lea­der’ del­la poli­ti­ca ita­lia­na che vota­no no?

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Ana­liz­zia­mo il capo­la­vo­ro. A par­te Gril­lo, che è capo del par­ti­to prin­ci­pa­le in Ita­lia insie­me al Pd, e Bru­net­ta (come se Alfa­no Loren­zin Lupi Ver­di­ni e un bot­to di ber­lu­sco­nia­ni non votas­se­ro sì), gli altri sono espo­nen­ti del cen­tro­si­ni­stra e in ogni caso del­la mag­gio­ran­za che sostie­ne il gover­no. A comin­cia­re da Mon­ti, che ini­zial­men­te ha vota­to sì, e che quan­do era pre­mier gode­va del­l’ap­prez­za­men­to di Ren­zi, che ne con­di­vi­de­va l’a­gen­da.

De Mita appar­te­ne­va allo stes­so par­ti­to a cui ade­ri­va Ren­zi. E pur essen­do sin­da­co (qua­si novan­ten­ne) è fuo­ri da ogni equi­li­brio poli­ti­co attua­le da anni. Dini più o meno lo stes­so: non fos­se per la pro­pa­gan­da di Ren­zi, mol­ti avreb­be­ro fat­to fati­ca a ricor­dar­si di lui. Per­so­nal­men­te era­no anni che non lo sen­ti­vo cita­to, ora cam­peg­gia su tut­te le pagi­ne social dei soste­ni­to­ri del sì.

Per­ché non c’è Ber­sa­ni, che sie­de in Par­la­men­to? Per­ché non c’è Toc­ci? Per­ché non ci sono altri che fan­no poli­ti­ca oggi, non negli anni Ottan­ta?

E per­ché non ci sono altri lea­der come Ber­lu­sco­ni o il capo del­la Lega? Per­ché quel­li i voti ce li han­no. Meglio pren­der­se­la con Dini e con le sue legio­ni.

Per­ché, quin­di? Per­ché è un truc­co. Pes­si­mo. A cui si può rispon­de­re come ha fat­to il Fat­to oggi, ren­den­do pan per focac­cia.

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