Cara elettrice, caro elettore

Giuseppe_Civati_24_ottobe_Roma_Teatro_VittoriaCara elet­tri­ce, caro elet­to­re, quan­to devo­no dura­re que­ste inna­tu­ra­li lar­ghe inte­se? Cam­bia­mo la leg­ge elet­to­ra­le, così da resti­tui­re ai cit­ta­di­ni il dirit­to di sce­glie­re per qua­li can­di­da­ti vota­re? Abbas­sia­mo le tas­se su chi lavo­ra e pro­du­ce, final­men­te, o con­ti­nuia­mo a par­la­re di Imu, maga­ri cam­bian­do­gli il nome, per altri sei mesi?

Io e colo­ro che con me stan­no por­tan­do avan­ti que­sta cam­pa­gna l’abbiamo scrit­to nel nostro docu­men­to con­gres­sua­le, che resta aper­to ai con­tri­bu­ti e alle inte­gra­zio­ni di tut­ti: “trop­po spes­so le deci­sio­ni sono sta­te pre­se sen­za con­sul­tar­ti, sen­za coin­vol­ger­ti, sen­za rico­no­sce­re l’essenziale pro­ta­go­ni­smo e la sovra­ni­tà che ti appar­tie­ne”. È il momen­to di cambiare.

Mi sono can­di­da­to a segre­ta­rio del Par­ti­to Demo­cra­ti­co per sape­re cosa ne pen­si tu, per ridar­ti la paro­la che ti è sta­ta tol­ta, e per­ché gli elet­to­ri del Par­ti­to Demo­cra­ti­co sia­no sem­pre inter­pel­la­ti sul­le que­stio­ni di impor­tan­za capi­ta­le per la vita demo­cra­ti­ca di que­sto Pae­se. È a que­sto che ser­ve il PD, è que­sto il com­pi­to di un gran­de e moder­no par­ti­to di sini­stra e di gover­no, ed è que­sto il sen­so del­la par­te­ci­pa­zio­ne alla sua vita.

La situa­zio­ne del Pae­se è dram­ma­ti­ca, e per affron­tar­la non ci voglio­no com­pro­mes­si al ribas­so ma scel­te for­ti, rigo­ro­se ed egua­li­ta­rie. In cui la scuo­la e l’am­bien­te, la cono­scen­za e la ricer­ca stan­no insie­me, sono il pun­to di par­ten­za da met­te­re in cima ai pro­gram­mi, e non in fon­do. A chi con­ti­nua a dir­ci che non ci sono alter­na­ti­ve, rispon­dia­mo che l’alternativa sia­mo noi, e a chi per anni ha ripe­tu­to che il cam­bia­men­to era a destra, dicia­mo che la novi­tà è a sini­stra: la novi­tà non è dire cose popo­la­ri, ma far diven­ta­re popo­la­ri quel­le che sono giu­ste, e le delu­sio­ni di que­sti vent’anni non si supe­ra­no limi­tan­do­si a gesti­re l’esistente, ma rivo­lu­zio­nan­do­lo insieme.

Per que­sto la mia è una can­di­da­tu­ra di tan­ti, anche la tua, per que­sto è impor­tan­te ciò che pos­sia­mo fare insie­me, per que­sto è impor­tan­te che il PD diven­ti final­men­te un par­ti­to che è capa­ce di ascol­ta­re ciò che avvie­ne nel­la socie­tà, ma è anche orga­niz­za­to per tra­dur­re ciò che ascol­ta in gover­no del Pae­se. In cui le intel­li­gen­ze si mobi­li­ta­no, come sug­ge­ri­sce Fabri­zio Bar­ca, e le dif­fe­ren­ze si valo­riz­za­no, sen­za veni­re mor­ti­fi­ca­te come trop­po spes­so acca­de. Per que­sto la nostra è una cam­pa­gna sobria, fran­ce­sca­na, fat­ta di suo­le con­su­ma­te e poche risor­se, sen­za gran­di spon­sor alle spal­le ma con mol­ta gen­te davan­ti: per­ché è così, che sarà il nostro PD.

Que­sto con­gres­so è l’occasione: non solo per sce­glie­re un nuo­vo segre­ta­rio, ma per rin­no­va­re com­ple­ta­men­te que­sta clas­se diri­gen­te, e pren­de­re una dire­zio­ne del tut­to nuo­va. Per far­la fini­ta con la sta­gio­ne del­le lun­ghis­si­me inte­se, rifiu­ta­re i dise­gni neo­cen­tri­sti che met­to­no tut­ti d’accordo ma che nes­su­no ha mai vota­to, rico­strui­re il cen­tro­si­ni­stra e crea­re con Sel un gran­de sog­get­to poli­ti­co, fare pace con noi stes­si e col tor­to che abbia­mo fat­to ai nostri rife­ri­men­ti di sem­pre, da Pro­di a Rodo­tà: mai più pra­ti­che da 101, mai più deci­sio­ni epo­ca­li pre­se in segre­to, di not­te, sen­za ren­der con­to agli elettori.

Mol­te sono le doman­de urgen­tis­si­me che il PD dovreb­be fare ai suoi elet­to­ri: io pen­so che vada mes­so un limi­te alle lar­ghe inte­se, che sia neces­sa­rio met­te­re in sicu­rez­za i con­ti del Pae­se, cam­bia­re la leg­ge elet­to­ra­le e poi tor­na­re a vota­re all’i­ni­zio del 2014. E tu cosa ne pen­si? Te lo chie­do qui, in cal­ce a que­sto mio mes­sag­gio, ora, ancor pri­ma del voto nei cir­co­li o del­le pri­ma­rie aper­te del pros­si­mo 8 dicem­bre. Per­ché è in que­sto modo che ho cer­ca­to di inter­pre­ta­re la mia atti­vi­tà poli­ti­ca in que­sti anni, è così che ho sem­pre volu­to fos­se il nostro PD: e può esser­lo subi­to, a par­ti­re da ades­so, sen­za più per­de­re tempo.

Un salu­to caro,
Pip­po Civati

(Que­sto testo, abbi­na­to al que­stio­na­rio che tro­va­te qui, è sta­to invia­to oggi  alle casel­le di tut­to l’in­di­riz­za­rio mail in pos­ses­so del Par­ti­to Demo­cra­ti­co, come già avve­nu­to per gli altri can­di­da­ti nei gior­ni scorsi)

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