«Felice Romano, segretario nazionale del Siulp, il più grande sindacato di polizia, ha detto parole molto importanti e di buon senso sulla legalizzazione della cannabis. Parole che si aggiungono ad altri autorevoli pareri a favore della legalizzazione come quello di Cantone e della Direzione Nazionale Antimafia. Come ha sottolineato Romano, dati alla mano, il proibizionismo non ha prodotto alcun effetto contro l’uso delle droghe leggere, influendo in maniera negativa invece sull’ingresso dei giovani nelle organizzazioni criminali e sull’utilizzo e la circolazione di droghe pesanti. Abbandoniamo i “falsi moralismi” come chiede Romano e approcciamoci alla discussione sulla proposta di legge, che tornerà in Commissine nei prossimi giorni, in maniera laica, scientifica e ragionata. Gli uomini e le risorse messi in campo per sanzionare e scoraggiare l’uso della cannabis potrebbero servire su altri fronti. Potremmo decongestionare il sistema giudiziario, potremmo strappare a rischi enormi centinaia di giovani che acquistano marijuana sul mercato illegale, senza certezze sulle sostanze contenute. Partiamo dai dati e non dagli slogan». Lo dichiara in una nota il deputato e segretario di Possibile Pippo Civati .

Dopo il NO, le idee. Il fronte progressista si unisca sulle cose da fare
Quello che l’Italia chiede, e che noi dobbiamo saper ascoltare, è un confronto serio sui contenuti, che coinvolga tutte le forze che vogliono costruire un’alternativa al governo Meloni. Un confronto che abbia al centro la Costituzione, che ancora una volta si è rivelata la bussola intorno a cui il Paese sa ritrovarsi. Perché la Costituzione non è solo il testo che abbiamo difeso al referendum, è l’orizzonte di un Paese più giusto che non abbiamo ancora costruito.








