“La calendarizzazione in aula per il prossimo 25 luglio della proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis ha riscosso già i primi successi nelle ‘alte sfere’ governative della nazione. Il Ministro Costa e tutto Ncd già straparlano di patria, famiglia e tossicodipendenze. Il premier ignaro evidentemente non li ha informati, visto che qualche giorno fa ha dichiarato che la legalizzazione della cannabis non era all’ordine del giorno. Quindi forse è anche comprensibile il disappunto del Ministro agli Affari regionali con delega alla famiglia. Ma a questo punto è lecito chiedersi cosa farà il Pd: si andrà avanti sulla strada della legalizzazione, come chiedono i parlamentari più progressisti o si procederà per compromessi, ostruzionismo e ritardi come il Governo è abituato a fare quando si trova a dover gestire il disappunto degli alleati di destra e dei parlamentari moderati al proprio interno che tengono loro bordone?”: lo dichiara in una nota il parlamentare di Possibile Pippo Civati.

Dopo il NO, le idee. Il fronte progressista si unisca sulle cose da fare
Quello che l’Italia chiede, e che noi dobbiamo saper ascoltare, è un confronto serio sui contenuti, che coinvolga tutte le forze che vogliono costruire un’alternativa al governo Meloni. Un confronto che abbia al centro la Costituzione, che ancora una volta si è rivelata la bussola intorno a cui il Paese sa ritrovarsi. Perché la Costituzione non è solo il testo che abbiamo difeso al referendum, è l’orizzonte di un Paese più giusto che non abbiamo ancora costruito.








