Camorra, Civati: Grave il coinvolgimento di Graziano. Il Pd in questi anni ha sottovalutato il fenomeno, enorme responsabilità morale

ROMA, 26 APR – “In un momen­to tan­to deli­ca­to per Napo­li e la Cam­pa­nia, con una nuo­va guer­ra di camor­ra in atto che sta lascian­do per le stra­de mor­ti e un dif­fu­so sen­so di impo­ten­za tra i cit­ta­di­ni, appa­re assai gra­ve l’en­ne­si­ma inchie­sta che col­le­ga il mon­do degli appal­ti, il clan dei casa­le­si ed espo­nen­ti di spic­co del­la poli­ti­ca loca­le. La pre­sun­zio­ne d’in­no­cen­za è dove­ro­sa, ma non si può non rile­va­re la gra­vi­tà del coin­vol­gi­men­to del pre­si­den­te del Pd cam­pa­no Ste­fa­no Gra­zia­no nel­l’in­chie­sta coor­di­na­ta dal­la Dire­zio­ne distret­tua­le anti­ma­fia di Napo­li”. Lo dice l’esponente di Pos­si­bi­le Pip­po Civa­ti.

“In que­sti anni la Cam­pa­nia trop­pe vol­te è sta­ta tea­tro di inchie­ste che han­no get­ta­to pesan­ti ombre sul mon­do del­la poli­ti­ca. E se ci sono del­le respon­sa­bi­li­tà mora­li, anche se non pena­li, sono pur­trop­po da impu­ta­re ad un par­ti­to di Gover­no, il Pd, che in que­sti anni ha sot­to­va­lu­ta­to il feno­me­no ‘cam­bian­do ver­so’ solo sul­la car­ta.

I richia­mi del­la Com­mis­sio­ne par­la­men­ta­re anti­ma­fia, che pri­ma del­le ele­zio­ni regio­na­li ave­va posto l’ac­cen­to sul caso Cam­pa­nia, sono rima­sti ina­scol­ta­ti, quan­do non sono diven­ta­ti il ter­re­no di scon­tro per ingag­gia­re una guer­ra tra isti­tu­zio­ni fat­ta di slo­gan e popu­li­smo. E oggi rac­co­glia­mo i frut­ti avve­le­na­ti di anni di stru­men­ta­liz­za­zio­ni e sot­to­va­lu­ta­zio­ne del prin­ci­pa­le pro­ble­ma del Sud e di quel­la Regio­ne. Non si scon­fig­ge la camor­ra se non si spez­za­no le cate­ne pesan­tis­si­me che lega­no il mon­do cri­mi­na­le e quel­lo isti­tu­zio­na­le e del­la pub­bli­ca ammi­ni­stra­zio­ne. Il con­cor­so ester­no ormai va impu­ta­to anche a chi si vol­ta dal­l’al­tra par­te.”

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Congresso 2024: regolamento congressuale

Il con­gres­so 2024 di Pos­si­bi­le si apre oggi 5 apri­le: dif­fon­dia­mo in alle­ga­to il rego­la­men­to con­gres­sua­le ela­bo­ra­to dal Comi­ta­to Orga­niz­za­ti­vo.

Il salario. Minimo, indispensabile. Una proposta di legge possibile.

Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sin­da­ca­ti. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popo­la­re.

500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di ita­lia­ni.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

La can­na­bis riguar­da 5 milio­ni di con­su­ma­to­ri, secon­do alcu­ni addi­rit­tu­ra 6, mol­ti dei qua­li sono con­su­ma­to­ri di lun­go cor­so che ne fan­no un uso mol­to con­sa­pe­vo­le, non peri­co­lo­so per la socie­tà.
Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto pro­var­ci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

La prio­ri­tà deve esse­re met­te­re al sicu­ro le per­so­ne e non può esse­re mes­sa in discus­sio­ne da rim­pal­li tra pae­si euro­pei. Il dirit­to d’asilo è un dirit­to che in nes­sun caso può esse­re sot­to­po­sto a “vin­co­li quan­ti­ta­ti­vi”. Ser­vo­no cor­ri­doi uma­ni­ta­ri, e cioè vie d’accesso sicu­re, lega­li, tra­spa­ren­ti attra­ver­so cui eva­cua­re più per­so­ne pos­si­bi­li.

Marche, Angeloni-Cavalieri (Possibile): quote di genere in giunta regionale, appello condiviso a consiglieri e consigliere regionali

I com­po­nen­ti del­la giun­ta ven­go­no scel­ti diret­ta­men­te dal Pre­si­den­te, sen­za vin­co­li elet­to­ra­li. Non c’è nes­sun osta­co­lo tec­ni­co alla pari­tà. C’è sol­tan­to la man­can­za di volon­tà poli­ti­ca e que­sto ren­de anco­ra più rile­van­te l’obiettivo di una nor­ma chia­ra e ambi­zio­sa.
Ecco per­ché chie­dia­mo di ria­pri­re la discus­sio­ne e che la soglia mini­ma per la com­po­si­zio­ne del­la giun­ta ven­ga ripor­ta­ta ad alme­no il 40%. Non accet­tia­mo com­pro­mes­si al ribas­so pre­sen­ta­ti come atti di respon­sa­bi­li­tà. Una leg­ge che con­so­li­da la mar­gi­na­liz­za­zio­ne del­le don­ne nel­le isti­tu­zio­ni non è un pas­so avan­ti. È una tute­la del siste­ma di pote­re esi­sten­te appan­nag­gio maschi­le.

Il DDL caccia è un attacco senza precedenti alla fauna e alla natura

Cosa ha fat­to di male il mon­do del­l’a­vi­fau­na per meri­ta­re l’o­dio da par­te del Mini­stro Lol­lo­bri­gi­da e del gover­no?
Sia­mo in parec­chi a chie­der­ce­lo, soprat­tut­to per­ché si fa fati­ca a com­pren­de­re la ratio di una leg­ge, il DDL 1552, che è una vera e pro­pria assur­di­tà da un pun­to di vista scien­ti­fi­co, giu­ri­di­co e nor­ma­ti­vo.

Druetti-Marro: ministro Nordio, le carceri che non rieducano creano ulteriore insicurezza 

Un pre­si­dio a Roma per riba­di­re l’ov­vio: se le car­ce­ri non rie­du­ca­no, ma disu­ma­niz­za­no ed emar­gi­na­no ulte­rior­men­te le per­so­ne dete­nu­te, a cosa ser­vo­no se non a crea­re ulte­rio­re insi­cu­rez­za e con­di­zio­ni inso­ste­ni­bi­li per dete­nu­ti e per­so­na­le car­ce­ra­rio?