Caccia, Brignone : No anticipo stagione venatoria, M5S rimangia altro impegno

“L’an­ti­ci­po del­la sta­gio­ne vena­to­ria, sta­bi­li­ta da 14 Regio­ni, è l’en­ne­si­mo strap­po che sta por­tan­do a una tota­le disat­ten­zio­ne ver­so la tute­la del­la nostra fau­na. Biso­gna arri­va­re all’annullamento degli atti che anti­ci­pa­no di due set­ti­ma­ne la sta­gio­ne del­la cac­cia, dero­gan­do la leg­ge che pre­ve­de l’i­ni­zio nel­la ter­za set­ti­ma­na di set­tem­bre. Ci aspet­tia­mo che anche il gover­no si impe­gni, visto che il Movi­men­to 5 Stel­le, nel­la sua pre­ce­den­te vita pre-pol­tro­ne, si è sem­pre schie­ra­to con­tro la cac­cia. Appe­na nel dicem­bre scor­so, i depu­ta­ti dei 5 Stel­le denun­cia­va­no in Par­la­men­to il far west e le ille­ga­li­tà sul­la cac­cia. Bene, ora han­no la pos­si­bi­li­tà di fer­mar­le”. Lo dichia­ra la segre­ta­ria di Pos­si­bi­le, Bea­tri­ce Bri­gno­ne, appog­gian­do l’i­ni­zia­ti­va annun­cia­ta dal Wwf.

“La fau­na è un bene comu­ne — aggiun­ge Bri­gno­ne — che va tute­la­to. Non può esse­re ostag­gio di una micro-cate­go­ria sem­pre più ridot­ta e del­le lob­bies del­le armi, che evi­den­te­men­te con que­sto gover­no pun­ta­no a fare gran­di affa­ri. Rite­nia­mo che i tem­pi sia­no matu­ri per rive­de­re l’intera nor­ma­ti­va, in sen­so restrit­ti­vo, e per l’abolizione dell’art. 842 del codi­ce civi­le che pre­ve­de che un cac­cia­to­re pos­sa entra­re in un fon­do pri­va­to altrui sen­za auto­riz­za­zio­ne del proprietario”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

AIUTACI a scrivere altri articoli come quello che hai appena letto con una donazione e con il 2x1000 nella dichiarazione dei redditi aggiungendo il codice S36 nell'apposito riquadro dedicato ai partiti politici.

Se ancora non la ricevi, puoi registrarti alla nostra newsletter.
Partecipa anche tu!

Ultimi articoli

Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: "La vaccinazione è un dovere morale e civico. La libertà è condizione irrinunciabile ma chi limita oggi la nostra libertà è il virus, non gli strumenti e le regole per sconfiggerlo".
Per il oltre il 5% della popolazione italiana l’accesso a scuola, lavoro, vita sociale, affettività, sessualità può essere precluso da ostacoli più o meno concreti che vanno dalle barriere architettoniche all’inadeguatezza delle norme che, anche quando presenti spesso non vengono rispettate e a quello più insidioso: la discriminazione.
Vede, caro ministro, per noi il punto fondamentale è proprio questo: la qualità delle intese sul clima, ormai, non la fanno tanto i contenuti quanto le tempistiche per raggiungere gli obiettivi.