Eulalia Grillo

Dalla lettura delle bozze degli accordi, gli intenti rispetto alla regionalizzazione del sistema di Istruzione appaiono più inquietanti di quanto avevamo previsto e sanciscono la volontà politica conclamata di frammentare la scuola pubblica statale e stravolgerne gli obiettivi più profondi.
Durante il Consiglio dei Ministri dello scorso 21 dicembre, senza che fosse mai stato aperto il  necessario dibattito né col mondo della scuola né con l’opinione pubblica, si è deciso di proseguire il percorso verso l’autonomia differenziata iniziato un anno fa sotto il governo Gentiloni: entro il 15 febbraio il governo chiuderà le intese con il Veneto, la Lombardia e l’Emilia Romagna, che si stanno svolgendo nel più assoluto riserbo.
Possibile, da sempre, rivendica una posizione chiarissima sull’argomento: la scuola deve essere laica e aprirsi maggiormente al pluralismo religioso; per questo auspichiamo una revisione del Concordato Stato - Chiesa e che l’ora di Insegnamento della Religione Cattolica sia superata.
La scuola pubblica statale ha radici profonde di eguaglianza e libertà, collante indispensabile tra territori e tra generazioni; occorre vigilare affinché la missione fondativa della Lega non si compia con la rottura dell’unità nazionale attraverso la disgregazione della sua istituzione più rappresentativa.
Dobbiamo salvare l’abilitazione, salvarla e difenderla con le unghie e coi denti; con essa difendiamo i diritti dati ai lavoratori perché possano trasformarsi in interessi degli studenti e non di questa o quella parte politica.
Nel mese di giugno, Loretta Bravi, assessore della Regione Marche con deleghe a lavoro, istruzione e formazione professionale, ha inviato una lettera ai dirigenti scolastici delle scuole superiori con la quale caldeggiava la partecipazione degli studenti delle classi quarte al Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini
Il Comitato Scuola di Possibile aderisce e invita ad aderire all'appello di denuncia contro la politica sull'immigrazione del governo, sottoscritto da intellettuali, docenti, scrittori artisti, attori, registi, economisti, membri della società civile.