Decreto Scuola: ancora toppe e nessuna certezza

L’avvio dell’anno scolastico è una macchina complessa che richiede mesi di preparazione per partire puntuale, non si può continuare ad agire con provvedimenti-toppa, dopo ormai due mesi dall’inizio dell’emergenza epidemiologica, ma occorre individuare sin da ora una strategia chiara che metta le amministrazioni periferiche e le scuole nelle condizioni di predisporre l’avvio delle lezioni con attenzione alla sicurezza sanitaria ma anche all’emergenza educativa, soprattutto nei confronti delle alunne e degli alunni che la didattica a distanza ha lasciato indietro.

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Abbiamo let­to il D.L. n.22, da ieri in G.U., “Misu­re urgen­ti sul­la rego­la­re con­clu­sio­ne e l’or­di­na­to avvio del­l’an­no sco­la­sti­co e sul­lo svol­gi­men­to degli esa­mi di Sta­to spe­ran­do di tro­var­vi rispo­ste alle mol­te doman­de che ci sia­mo fat­ti nei gior­ni scor­si rela­ti­va­men­te alla con­clu­sio­ne dell’anno sco­la­sti­co 2019/20 e all’avvio del pros­si­mo. Pur­trop­po le rispo­ste non ci sono, per mol­ti aspet­ti si annun­cia solo l’invio di Ordi­nan­ze Mini­ste­ria­li suc­ces­si­ve, cosa incre­di­bi­le con­si­de­ra­to che sia­mo già a Pasqua. A ben guar­da­re, in alcu­ni casi il decre­to con­fon­de ancor di più le idee e lascia il per­so­na­le del­la scuo­la in pre­da a mol­ti inter­ro­ga­ti­vi. Se infat­ti da un lato com­pa­re l’obbligo per le scuo­le di assi­cu­ra­re la didat­ti­ca a distan­za (DAD), non vi è l’obbligo per gli alun­ni di fre­quen­ta­re le lezio­ni e tut­to è lascia­to al buon sen­so di stu­den­ti e fami­glie, oltre che alle rac­co­man­da­zio­ni del­la scuo­la. La mini­stra sa bene, gra­zie a un moni­to­rag­gio avvia­to dal Mini­ste­ro dell’Istruzione, che più di 1,6 milio­ni di alun­ni e alun­ne non sono sta­ti rag­giun­ti dal­la DAD nono­stan­te gli sfor­zi di inse­gnan­ti e diri­gen­ti, però non dice cosa inten­de fare per rag­giun­ger­li, per­ché stan­zia­re fon­di per l’acquisto di dispo­si­ti­vi infor­ma­ti­ci è evi­den­te­men­te una misu­ra uti­le ma non suf­fi­cien­te. Ci sono fami­glie che stan­no viven­do l’emergenza epi­de­mio­lo­gi­ca in casa o con paren­ti in ospe­da­le, altre che han­no per­so il lavo­ro e sono in gra­vis­si­ma cri­si al limi­te del sosten­ta­men­to, altre anco­ra che maga­ri han­no gli stru­men­ti ma una con­nes­sio­ne alla rete scar­sa o inse­si­sten­te o anco­ra real­tà sco­la­sti­che peri­fe­ri­che in cui già in con­di­zio­ni nor­ma­li il tas­so del­la disper­sio­ne sco­la­sti­ca sfio­ra il 30%. La man­can­za di indi­ca­zio­ni mini­ste­ria­li alle fami­glie lascia alle scuo­le l’onere di deci­de­re que­stio­ni impor­tan­tis­si­me come la valu­ta­zio­ne che, fat­ta sal­va l’autonomia sco­la­sti­ca, in nes­sun modo può esse­re effet­tua­ta sen­za linee gui­da chia­re e omo­ge­nee per tut­to il ter­ri­to­rio nazio­na­le. Le doman­de che in que­sti gior­ni ser­peg­gia­no nei col­le­gi docen­ti sono sem­pre le stes­se: pos­so fir­ma­re il regi­stro elet­tro­ni­co? Devo segna­re assen­te l’alunno se non si con­net­te alle video­le­zio­ni? Se sì, il geni­to­re deve giu­sti­fi­ca­re l’assenza? Se no, come cer­ti­fi­co, ai fini valu­ta­ti­vi, la par­te­ci­pa­zio­ne alle lezio­ni? Insom­ma, è scuo­la a tut­ti gli effet­ti solo per il per­so­na­le? Sono doman­de di vita quo­ti­dia­na per un inse­gnan­te, ed è urgen­te che il mini­ste­ro dia indi­ca­zio­ni chia­re per con­sen­ti­re alle scuo­le di lavo­ra­re con sere­ni­tà, sen­za la pau­ra di incor­re­re in una piog­gia di ricor­si. C’è poi, nel decre­to, una tota­le man­can­za di visio­ne per il futu­ro del­la scuo­la per l’anno pros­si­mo: benis­si­mo un perio­do di recupero/potenziamento a ini­zio anno sco­la­sti­co, ma con qua­li inse­gnan­ti e con qua­li moda­li­tà?  L’avvio dell’anno sco­la­sti­co è una mac­chi­na com­ples­sa che richie­de mesi di pre­pa­ra­zio­ne per par­ti­re pun­tua­le, non si può con­ti­nua­re ad agi­re con prov­ve­di­men­ti-top­pa, dopo ormai due mesi dall’inizio dell’emergenza epi­de­mio­lo­gi­ca, ma occor­re indi­vi­dua­re sin da ora una stra­te­gia chia­ra che met­ta le ammi­ni­stra­zio­ni peri­fe­ri­che e le scuo­le nel­le con­di­zio­ni di pre­di­spor­re l’avvio del­le lezio­ni con atten­zio­ne alla sicu­rez­za sani­ta­ria ma anche all’emergenza edu­ca­ti­va, soprat­tut­to nei con­fron­ti del­le alun­ne e degli alun­ni che la didat­ti­ca a distan­za ha lascia­to indietro.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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