Beatrice Brignone

Segretaria di Possibile

Ambientalisti non ci si improvvisa

Che la cri­si cli­ma­ti­ca sia que­stio­ne cen­tra­le e urgen­te lo ripe­tia­mo ogni gior­no e non può che esse­re accol­ta con favo­re la pro­spet­ti­va di un Mini­ste­ro per la Tran­si­zio­ne Eco­lo­gi­ca come già isti­tui­to in altri Pae­si. Ci augu­ria­mo che, oltre l’evidente mos­sa tat­ti­ca per man­te­ne­re gli equi­li­bri di mag­gio­ran­za, ci sia la rea­le volon­tà di affron­ta­re la questione

C’è un altro modo di fare politica

Fat­to cer­ta­men­te di pas­sio­ne e alle­gria, ma anche di stu­dio, di impe­gno, di visio­ne e pro­get­tua­li­tà. In cui la comu­ni­ca­zio­ne vie­ne usa­ta per vei­co­la­re con­te­nu­ti, non per caval­ca­re ver­so il bas­so rab­bie e pau­re con lo slo­gan più efficace.

Ciascuno di noi conta, molto più del voto di un senatore

In que­sto momen­to in cui sareb­be com­pren­si­bi­le cede­re alle sire­ne che caval­ca­no rab­bia e scon­for­to, noi sia­mo con­vin­ti che la giu­sta rispo­sta sia l’impegno nel­la costru­zio­ne di un Pae­se più giu­sto e di una clas­se poli­ti­ca che abbia com­pe­ten­ze, stru­men­ti e visione.

Cambiare un pezzo di mondo, il nostro

E se non andre­mo da nes­su­na par­te, come com­men­ta­no i cini­ci e gli stra­te­ghi “con le pal­le”, avre­mo comun­que viag­gia­to attra­ver­so bat­ta­glie che tut­ti a paro­le con­di­vi­do­no ma che nes­su­no pra­ti­ca. Avre­mo visto sce­na­ri e pae­sag­gi sco­no­sciu­ti, avre­mo cer­ca­to di cam­bia­re un pez­zo di mon­do, il nostro.

“Non vi lasceremo soli”, viaggio nelle zone rosse del cratere delle Marche

“Non vi lasce­re­mo soli”. Dice­va­no. E inve­ce quel­le zone ros­se, coper­te di mace­rie, dimen­ti­ca­te un secon­do dopo la fine del­le pas­se­rel­le e del­le pro­mes­se al ven­to, sole sono sta­te lascia­te subi­to. Sono cam­bia­ti gover­ni di ogni sfu­ma­tu­ra di colo­re, si sono alter­na­ti com­mis­sa­ri di ogni pro­ve­nien­za, si sono spre­ca­ti fiu­mi di paro­le e di “…e ai ter­re­mo­ta­ti chi ci pensa?”.

“Non vi lasceremo soli”, viaggio nelle zone rosse del cratere delle Marche

“Non vi lasce­re­mo soli”. Dice­va­no. E inve­ce quel­le zone ros­se, coper­te di mace­rie, dimen­ti­ca­te un secon­do dopo la fine del­le pas­se­rel­le e del­le pro­mes­se al ven­to, sole sono sta­te lascia­te subi­to. Sono cam­bia­ti gover­ni di ogni sfu­ma­tu­ra di colo­re, si sono alter­na­ti com­mis­sa­ri di ogni pro­ve­nien­za, si sono spre­ca­ti fiu­mi di paro­le e di “…e ai ter­re­mo­ta­ti chi ci pensa?”.