Andrea Pertici

Il premier ha fissato un paletto sulle modifiche dell'Italicum: il ballottaggio non si tocca. E quindi non si tocca il premio di maggioranza del tutto irragionevole che assegnerà, il cuore della legge.
Come spesso accade, le parole del dibattito pubblico risultano vuote. E così mentre tutti ripetono, come un disco rotto, che il confronto sulla revisione costituzionale deve avvenire nel merito, ci si occupa, in realtà, di tutt'altro.
Per rimediare a un errore occorre farne un altro? La Costituzione deve adeguarsi alle Leggi? Noi crediamo di no.
La nuova legge elettorale, approvata tredici mesi fa ma non ancora applicabile e che nessun altro Stato – a differenza di quanto dicevano i suoi solerti sostenitori – ci ha nel frattempo copiato, sembra già destinata al tramonto.
In questi giorni il d.d.l. 2067 è in discussione presso la Commissione giustizia del Senato, dove gli emendamenti del relatore Casson hanno aperto il tradizionale scontro nella maggioranza.
L’Italia arranca nell’approvazione di una legge che sancisce una discriminazione che fino ad ora derivava dalla mancanza di una legge. Le coppie acquisteranno alcuni diritti, questo è vero, ma lo faranno dovendo accettare una situazione di minorità. Di discriminazione.
Mentre il voto dei tredici milioni che hanno votato “Sì” a questo referendum non conterà nulla, quello di dieci milioni di elettori, espresso nel 2013 a favore della coalizione di centrosinistra, ha determinato l’attribuzione del premio di maggioranza. Basti pensare che il celebre 40% dei voti ottenuto alle elezioni europee dal Pd corrisponde a undici milioni di voti.
Oggi partono le iniziative di Possibile “NOi per la Costituzione”. Uno spazio che Possibile mette a disposizione dei cittadini che vogliano informarsi sulla revisione costituzionale approvata dal Parlamento il 12 aprile 2016 e su cui tutti saremo chiamati a pronunciarci nel referendum del prossimo autunno.