Pubblichiamo l’intervento di Francesca Druetti tenuto il 20 luglio 2026 alla Conferenza Stampa organizzata alla Camera dei Deputati da Riccardo Magi contro la riforma di legge elettorale voluta da Meloni.
“Grazie al professore Enrico Grosso per aver argomentato e articolato le ragioni di preoccupazione per questa norma che va ad aggiungersi a una legge elettorale che già ci trova molto negativi.
Gli emendamenti, anche quelli che avevano intenti migliorativi, ci sono sembrati in questi giorni più che altro un modo di spruzzare un po’ di profumo su un’operazione molto maleodorante. Un’operazione che ha tra l’altro dimostrato che la maggioranza di governo è arrivata al voto con una serie di regolamenti di conti e di spaccature al suo interno che è davvero indecoroso aver portato in un campo così importante come la legge elettorale, che ricordiamolo non è un tema secondario, ma definisce le regole della nostra democrazia.
Siamo di fronte a una fase in cui convincere le persone che il loro voto vale, che la loro voce conta in fase di consultazione elettorale è difficilissimo, per la distanza che sentono tra le urgenze gravissime che il paese di trova ad affrontare e quello di cui per la maggior parte il dibattito pubblico si occupa. Infatti l’astensionismo è un tema drammatico, almeno per chi come noi se ne preoccupa.
E questa legge elettorale cosa fa? Si pone al lato opposto dello spettro, si occupa solo di una supposta crisi di stabilità. Infatti lo chiamano “stabilicum”, di partecipazione non c’è traccia. Il modo in cui si possono presentare le liste, la mancanza della firma digitale, lo spazio strettissimo per i fuorisede, il premio di maggioranza… e ora anche questa fantastica idea di fare letteralmente sparire i voti.
Questo è un problema democratico serio e palese, che davvero non capisco come si possa giustificare, se non con l’audacia arrogante di chi vuole ritagliarsi le regole di tutti solo su se stesso e di quando parla di volontà popolare ha in mente una cosa ben diversa, e cioè la propria volontà di manipolare le persone, e quando non ci riescono, di manipolare le regole del gioco.
Quindi rinnovo a Riccardo e ai presenti la nostra disponibilità a non mollare di fronte a questo obbrobrio giuridico e costituzionale e anzi, di continuare a metterci di traverso perché la posta in gioco è troppo alta.”










