La “panchina lunga” che può cambiare la politica

Così stiamo procedendo noi, di Possibile, cercando quella «panchina lunga» che finora è mancata. Che non è composta solo da addetti ai lavori, né soltanto da attivisti, né esclusivamente da iscritti a questo o a quel partito, ma anche da semplici cittadini, che hanno maturato una competenza, che conoscono il proprio lavoro, che possono discutere con i primi della complessità che ci troviamo ad affrontare, senza semplificarla in slogan e scorciatoie, senza strizzatine d'occhio, senza bonus tipo lotteria Italia, ma con un disegno complessivo. Mettendo a confronto esperienze diverse, affrontando le questione con i numeri e con i dati, entrando in quel famoso merito di cui tutti parlano molto e 'praticano' poco.

C’è un pas­sag­gio di Michael Wal­zer ripre­so oggi da Repub­bli­ca che mi ha col­pi­to par­ti­co­lar­men­te.

WhatsApp Image 2017-01-15 at 17.43.41

Così stia­mo pro­ce­den­do anche noi, di Pos­si­bi­le, cer­can­do quel­la «pan­chi­na lun­ga» che fino­ra è man­ca­ta. Che non è com­po­sta solo da addet­ti ai lavo­ri, né sol­tan­to da atti­vi­sti, né esclu­si­va­men­te da iscrit­ti a que­sto o a quel par­ti­to, ma anche da sem­pli­ci cit­ta­di­ni, che han­no matu­ra­to una com­pe­ten­za, che cono­sco­no il pro­prio lavo­ro, che pos­so­no discu­te­re con i pri­mi del­la com­ples­si­tà che ci tro­via­mo ad affron­ta­re, sen­za sem­pli­fi­car­la in slo­gan e scor­cia­to­ie, sen­za striz­za­ti­ne d’oc­chio, sen­za bonus tipo lot­te­ria Ita­lia, ma con un dise­gno com­ples­si­vo. Met­ten­do a con­fron­to espe­rien­ze diver­se, affron­tan­do le que­stio­ne con i nume­ri e con i dati, entran­do in quel famo­so meri­to di cui tut­ti par­la­no mol­to e ‘pra­ti­ca­no’ poco.

Non è sol­tan­to un appel­lo alla socie­tà civi­le, civi­liss­ma che si è mobi­li­ta­ta nel­le gran­di occa­sio­ni, che ha un rifles­so imme­dia­to alla par­te­ci­pa­zio­ne e alla pas­sio­ne per la poli­ti­ca, nono­stan­te mil­le delu­sio­ni. È un appel­lo alla socie­tà nel suo com­ples­so, sul­la base di un rife­ri­men­to chia­ro ai valo­ri.

Fac­cia­mo un esem­pio che riguar­da la que­stio­ne più dif­fi­ci­le e deli­ca­ta: del­l’im­mi­gra­zio­ne par­la­no mol­to i feno­me­ni che dif­fon­do­no raz­zi­smo e xeno­fo­bia a pie­ne mani. Altri stan­no in silen­zio, per pau­ra di per­de­re voti. Altri anco­ra non ne san­no poi mol­to, l’im­por­tan­te è dare l’i­dea di esse­re in gra­do di inter­ve­ni­re.

Noi abbia­mo pen­sa­to di con­vo­ca­re per­so­ne come Ste­fa­no Cato­ne, Mar­co Omiz­zo­lo e Leo­nar­do Pal­mi­sa­no, per citar­ne solo tre che spes­so tro­va­te sul­le pagi­ne di Pos­si­bi­le, e costrui­re insie­me un pac­chet­to di pro­po­ste e di ana­li­si che pos­sa­no ser­vi­re a tut­ti. Pri­ma del cam­po pro­gres­si­sta, di cui tut­ti par­la­no, ci vuo­le un cer­to alle­na­men­to. Ci voglio­no ‘riti­ri’ di appro­fon­di­men­to e gran­di cor­se sul ter­re­no del­le nostre comu­ni­tà.

Lo stes­so abbia­mo fat­to per la cam­pa­gna refe­ren­da­ria, anzi, per il per­cor­so del­le ‘rifor­me’, anche quan­do tut­ti ne par­la­va­no come di un fat­to ine­lut­ta­bi­le, salu­ta­to dal con­sen­so una­ni­me del­le gen­ti. Lo stes­so abbia­mo fat­to con i vou­cher, quan­do a par­lar­ne era­no in pochi, qua­si nes­su­no. E potrem­mo rac­con­tar­ve­ne tan­te, di sto­rie così, in tut­to il Pae­se.

Que­sta è la nostra idea, ver­so le pros­si­me ele­zio­ni poli­ti­che: una este­sa e dif­fu­sa mobi­li­ta­zio­ne, par­te­ci­pa­ta e con­di­vi­sa, che attra­ver­si la socie­tà ita­lia­na. Cer­to, per noi è faci­le: non abbia­mo posi­zio­ni di pote­re da difen­de­re, non abbia­mo com­pro­mes­si e pat­ti (naza­re­ni, gen­ti­lo­ni o di altro tipo) da rispet­ta­re, né ci sia­mo pre­si impe­gni diver­si da quel­li che leg­ge­te ogni gior­no. Sia­mo così, non c’è un dop­pio fon­do, non ci sono retro­sce­na, c’è solo l’im­pe­gno a fare le cose per bene, a difen­de­re valo­ri anti­chi (che non invec­chia­no) con stru­men­ti nuo­vi (che non li tra­di­sca­no).

Per que­sto vi chie­dia­mo di par­te­ci­pa­re, a pie­no tito­lo, alla pari, sen­za sog­ge­zio­ne ver­so altri, che que­sto pro­ble­ma del­la «cul­tu­ra poli­ti­ca» di una «clas­se diri­gen­te» se lo pon­go­no solo mol­to par­zial­men­te, quan­do pos­so­no.

Noi ci sia­mo. Se ci sare­te anche voi, sarà pro­prio una gran­de sfi­da.

Una sfi­da che nes­su­no si aspet­ta, che nes­su­no ritie­ne fon­da­men­ta­le, che qua­si tut­ti sot­to­va­lu­ta­no: ma anche que­sto sem­bra fati­co­so, ma non è che un van­tag­gio.

[ISCRIVETEVI A POSSIBILE O PARTECIPATE, RIMANENDO IN CONTATTO]

[email protected]

AIUTACI a scrivere altri articoli come quello che hai appena letto con una donazione e con il 2x1000 nella dichiarazione dei redditi aggiungendo il codice S36 nell'apposito riquadro dedicato ai partiti politici.

Se ancora non la ricevi, puoi registrarti alla nostra newsletter.
Partecipa anche tu!

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Dopo il NO, le idee. Il fronte progressista si unisca sulle cose da fare

Quel­lo che l’I­ta­lia chie­de, e che noi dob­bia­mo saper ascol­ta­re, è un con­fron­to serio sui con­te­nu­ti, che coin­vol­ga tut­te le for­ze che voglio­no costrui­re un’al­ter­na­ti­va al gover­no Melo­ni. Un con­fron­to che abbia al cen­tro la Costi­tu­zio­ne, che anco­ra una vol­ta si è rive­la­ta la bus­so­la intor­no a cui il Pae­se sa ritro­var­si. Per­ché la Costi­tu­zio­ne non è solo il testo che abbia­mo dife­so al refe­ren­dum, è l’o­riz­zon­te di un Pae­se più giu­sto che non abbia­mo anco­ra costrui­to.

Congresso 2024: regolamento congressuale

Il con­gres­so 2024 di Pos­si­bi­le si apre oggi 5 apri­le: dif­fon­dia­mo in alle­ga­to il rego­la­men­to con­gres­sua­le ela­bo­ra­to dal Comi­ta­to Orga­niz­za­ti­vo.

Il salario. Minimo, indispensabile. Una proposta di legge possibile.

Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sin­da­ca­ti. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popo­la­re.

500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di ita­lia­ni.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

La can­na­bis riguar­da 5 milio­ni di con­su­ma­to­ri, secon­do alcu­ni addi­rit­tu­ra 6, mol­ti dei qua­li sono con­su­ma­to­ri di lun­go cor­so che ne fan­no un uso mol­to con­sa­pe­vo­le, non peri­co­lo­so per la socie­tà.
Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto pro­var­ci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

La prio­ri­tà deve esse­re met­te­re al sicu­ro le per­so­ne e non può esse­re mes­sa in discus­sio­ne da rim­pal­li tra pae­si euro­pei. Il dirit­to d’asilo è un dirit­to che in nes­sun caso può esse­re sot­to­po­sto a “vin­co­li quan­ti­ta­ti­vi”. Ser­vo­no cor­ri­doi uma­ni­ta­ri, e cioè vie d’accesso sicu­re, lega­li, tra­spa­ren­ti attra­ver­so cui eva­cua­re più per­so­ne pos­si­bi­li.

Marche, Angeloni-Cavalieri (Possibile): quote di genere in giunta regionale, appello condiviso a consiglieri e consigliere regionali

I com­po­nen­ti del­la giun­ta ven­go­no scel­ti diret­ta­men­te dal Pre­si­den­te, sen­za vin­co­li elet­to­ra­li. Non c’è nes­sun osta­co­lo tec­ni­co alla pari­tà. C’è sol­tan­to la man­can­za di volon­tà poli­ti­ca e que­sto ren­de anco­ra più rile­van­te l’obiettivo di una nor­ma chia­ra e ambi­zio­sa.
Ecco per­ché chie­dia­mo di ria­pri­re la discus­sio­ne e che la soglia mini­ma per la com­po­si­zio­ne del­la giun­ta ven­ga ripor­ta­ta ad alme­no il 40%. Non accet­tia­mo com­pro­mes­si al ribas­so pre­sen­ta­ti come atti di respon­sa­bi­li­tà. Una leg­ge che con­so­li­da la mar­gi­na­liz­za­zio­ne del­le don­ne nel­le isti­tu­zio­ni non è un pas­so avan­ti. È una tute­la del siste­ma di pote­re esi­sten­te appan­nag­gio maschi­le.

Il DDL caccia è un attacco senza precedenti alla fauna e alla natura

Cosa ha fat­to di male il mon­do del­l’a­vi­fau­na per meri­ta­re l’o­dio da par­te del Mini­stro Lol­lo­bri­gi­da e del gover­no?
Sia­mo in parec­chi a chie­der­ce­lo, soprat­tut­to per­ché si fa fati­ca a com­pren­de­re la ratio di una leg­ge, il DDL 1552, che è una vera e pro­pria assur­di­tà da un pun­to di vista scien­ti­fi­co, giu­ri­di­co e nor­ma­ti­vo.

Druetti-Marro: ministro Nordio, le carceri che non rieducano creano ulteriore insicurezza 

Un pre­si­dio a Roma per riba­di­re l’ov­vio: se le car­ce­ri non rie­du­ca­no, ma disu­ma­niz­za­no ed emar­gi­na­no ulte­rior­men­te le per­so­ne dete­nu­te, a cosa ser­vo­no se non a crea­re ulte­rio­re insi­cu­rez­za e con­di­zio­ni inso­ste­ni­bi­li per dete­nu­ti e per­so­na­le car­ce­ra­rio?