“Chi ha evocato e celebrato in queste ore l’onda lunga dell’astensionismo dovrebbe riflettere: sapevamo che il quorum era un obiettivo difficile da raggiungere e siamo stati cauti in tutte le nostre dichiarazioni, ma per chi crede nella democrazia oltre 15 milioni di elettori (mentre scriviamo) sono un grande risultato. Era un quesito tecnico che è stato strumentalizzato soprattutto dal Governo, ma milioni di italiani hanno comunque reputato che non fosse ‘inutile’ e si sono mobilitati per raggiungere il quorum. Se si fosse accorpato alle Amministrative, come avevamo chiesto, il risultato sarebbe stato certamente diverso. In alcune regioni, come l’Emilia Romagna, la percentuale di chi ha votato è più alta di quanti votarono per il Presidente della Regione. E anche questi sono segnali dei quali il Governo deve tener conto. Noi siamo felici di avere partecipato a questa campagna in tutta Italia e non ci fermeremo perché a noi interessa il merito della questione. Un grazie alle associazioni e agli attivisti che hanno reso possibile questo risultato. Andiamo avanti: in Italia ora il dibattito sulle politiche energetiche deve andare avanti”: così il deputato di Possibile Pippo Civati.

Dopo il NO, le idee. Il fronte progressista si unisca sulle cose da fare
Quello che l’Italia chiede, e che noi dobbiamo saper ascoltare, è un confronto serio sui contenuti, che coinvolga tutte le forze che vogliono costruire un’alternativa al governo Meloni. Un confronto che abbia al centro la Costituzione, che ancora una volta si è rivelata la bussola intorno a cui il Paese sa ritrovarsi. Perché la Costituzione non è solo il testo che abbiamo difeso al referendum, è l’orizzonte di un Paese più giusto che non abbiamo ancora costruito.









