Un sì a Porto Selvaggio per la democrazia energetica

Perché le comunità siano autonome dal punto di vista energetico, perché le persone siano libere e si riconoscano nelle istituzioni repubblicane. Contro l'astensione, per la partecipazione delle persone.

Il refe­ren­dum è una bufa­la, dice Ren­zi, ma è anche una pro­vo­la, una von­go­la, un albe­ro, un cam­po, un cie­lo lim­pi­do, una occa­sio­ne per fer­mar­si a pen­sa­re, per riflet­te­re sul nostro model­lo eco­no­mi­co, sul futu­ro, sui nostri figli. Ver­so una demo­cra­zia ener­ge­ti­ca. Lo ha det­to Civa­ti inter­ve­nen­do a Por­to Sel­vag­gio, nel par­co natu­ra­le dedi­ca­to a Rena­ta Fon­te.

Civa­ti ha osser­va­to che “il movi­men­to che vie­ne dal Sud, darà una spin­ta al cam­bia­men­to dome­ni­ca e nei mesi a segui­re. Per­ché le comu­ni­tà sia­no auto­no­me dal pun­to di vista ener­ge­ti­co, per­ché le per­so­ne sia­no libe­re e si rico­no­sca­no nel­le isti­tu­zio­ni repubblicane.

Con­tro l’a­sten­sio­ne, per la par­te­ci­pa­zio­ne del­le per­so­ne”.

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