Gestazione per altri, Civati: Serve un confronto ampio. Testo dei Radicali può essere uno strumento

Il dibattito sulla gestazione per altri (il così detto 'utero in affitto') non può subire accelerazioni legate esclusivamente all'onda emotiva di questi giorni. E' un argomento troppo delicato che ha bisogno di un'ampia discussione e non di strumentalizzazioni.

Il dibat­ti­to sul­la gesta­zio­ne per altri (il così det­to ‘ute­ro in affit­to’) non può subi­re acce­le­ra­zio­ni lega­te esclu­si­va­men­te all’on­da emo­ti­va di que­sti gior­ni. E’ un argo­men­to trop­po deli­ca­to che ha biso­gno di un’am­pia discus­sio­ne e non di stru­men­ta­liz­za­zio­ni. Per que­sto Pos­si­bi­le non può depo­si­ta­re una leg­ge a sca­to­la chiu­sa e chie­de­rà ai suoi iscrit­ti di apri­re un con­fron­to sul­la piat­ta­for­ma del par­ti­to. Il testo pre­sen­ta­to oggi dal­l’As­so­cia­zio­ne Luca Coscio­ni alla Came­ra rap­pre­sen­ta indub­bia­men­te una base di discus­sio­ne, ma ci sono dei pun­ti che vor­rem­mo valu­ta­re in manie­ra più appro­fon­di­ta sul­la nostra piat­ta­for­ma demo­cra­ti­ca, per tro­va­re solu­zio­ni con­di­vi­se.

Non abbia­mo alcun tabù, come abbia­mo già dimo­stra­to su altri temi deli­ca­ti qua­li il fine vita o il matri­mo­nio tra per­so­ne del­lo stes­so ses­so e sia­mo pron­ti a discu­ter­ne, a valu­ta­re le diver­se situa­zio­ni, con­vin­ti che un approc­cio cri­mi­na­liz­zan­te in sen­so gene­ri­co non abbia alcun sen­so sui temi eti­ci. Ma biso­gna tener in con­to l’a­spet­to del­la liber­tà indi­vi­dua­le e tut­ta una serie di con­di­zio­ni neces­sa­rie alla tute­la del­la per­so­na e alla rego­la­men­ta­zio­ne del­la gesta­zio­ne per altri che devo­no esse­re capil­la­ri e non lascia­re spa­zio a distor­sio­ni. Lo dichia­ra in una nota il depu­ta­to di Pos­si­bi­le Pip­po Civa­ti a mar­gi­ne del­la con­fe­ren­za stam­pa in cor­so alla Came­ra per la pre­sen­ta­zio­ne del­la pro­po­sta di leg­ge sul­la Gesta­zio­ne per altri alla qua­le han­no par­te­ci­pa­to le depu­ta­te Bea­tri­ce Bri­gno­ne di Pos­si­bi­le e Mara Muc­ci del grup­po Misto.

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