Vietato distribuire pasti ai migranti: a Trieste l’ennesima vergogna istituzionale

Quello che sta accadendo in piazza Libertà è una vergogna politica e istituzionale: si pretende di nascondere la sofferenza e si colpisce chi se ne prende cura. Imporre alle reti solidali di operare soltanto dalle 18 alle 20 e vietarne l’attività sabato e domenica significa subordinare l’assistenza alle esigenze dello svago e del commercio.

A Trie­ste, in nome del deco­ro, si lascia­no le per­so­ne in stra­da e si osta­co­la chi por­ta loro cibo, vesti­ti e cure. Quel­lo che sta acca­den­do in piaz­za Liber­tà è una ver­go­gna poli­ti­ca e isti­tu­zio­na­le: si pre­ten­de di nascon­de­re la sof­fe­ren­za e si col­pi­sce chi se ne pren­de cura.

Impor­re alle reti soli­da­li di ope­ra­re sol­tan­to dal­le 18 alle 20 e vie­tar­ne l’attività saba­to e dome­ni­ca signi­fi­ca subor­di­na­re l’assistenza alle esi­gen­ze del­lo sva­go e del com­mer­cio. Le per­so­ne arri­va­te dal­la rot­ta bal­ca­ni­ca, spes­so stre­ma­te e feri­te, diven­ta­no un distur­bo da allon­ta­na­re. In que­sta gerar­chia, la tran­quil­li­tà di chi con­su­ma vale più dei dirit­ti di chi non ha nul­la.

Intan­to, chi cer­ca pro­te­zio­ne resta bloc­ca­to tra rin­vii nel­le pro­ce­du­re di asi­lo e man­can­za di acco­glien­za. Le isti­tu­zio­ni pro­du­co­no abban­do­no, poi ne trat­ta­no le con­se­guen­ze come un pro­ble­ma di ordi­ne pub­bli­co. E osta­co­la­no chi inter­vie­ne per garan­ti­re un pasto, una medi­ca­zio­ne, un soste­gno.

È una poli­ti­ca raz­zi­sta e clas­si­sta, con cui la destra cer­ca con­sen­so sul­la pel­le del­le per­so­ne migran­ti. Lo spa­zio pub­bli­co sem­bra riser­va­to a chi può spen­de­re, men­tre chi non ha nul­la deve spa­ri­re dal­la vista. Si par­la di “deco­ro” per non par­la­re del­le respon­sa­bi­li­tà di chi gover­na e lascia le per­so­ne sen­za aiu­to.

Chi ha deci­so que­sti divie­ti e chi li sostie­ne deve dar­ne con­to pub­bli­ca­men­te. Si chie­de di toglie­re le restri­zio­ni all’assistenza, garan­ti­re un’accoglienza digni­to­sa e per­met­te­re a chi cer­ca pro­te­zio­ne di pre­sen­ta­re doman­da di asi­lo sen­za con­ti­nui rin­vii. I sol­di pub­bli­ci devo­no ser­vi­re per case, salu­te e ser­vi­zi, non per recin­ta­re le piaz­ze. Pie­na soli­da­rie­tà a Linea d’Ombra, ai For­nel­li resi­sten­ti e a tut­te le per­so­ne che con­ti­nua­no a esser­ci.

Il vero scan­da­lo è pen­sa­re che una per­so­na pove­ra rovi­ni il deco­ro di una piaz­za, men­tre lasciar­la dor­mi­re per stra­da va bene. Una cit­tà che impe­di­sce di aiu­ta­re chi sta male per­de la pro­pria uma­ni­tà. Non pos­sia­mo accet­tar­lo.

Fac­chin Ales­sia — Por­ta­vo­ce Trie­ste e Gori­zia Pos­si­bi­le — Comi­ta­to Fran­co Basa­glia

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