Una «E» per la scuola

La mia «E», in particolare sul tema della Scuola, per fissare alcuni punti imprescindibili di una proposta di sinistra.

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Tra le mol­te assem­blee di Libe­ri e Ugua­li che si sono svol­te in que­sto fine set­ti­ma­na, a Roma si è tenu­ta quel­la sui sape­ri: Scuo­la, Uni­ver­si­tà, Ricer­ca e Cul­tu­ra. Pro­ve­rò anch’io a decli­na­re la mia «E», in par­ti­co­la­re sul tema del­la Scuo­la, per fis­sa­re alcu­ni pun­ti impre­scin­di­bi­li di una pro­po­sta di sini­stra.

E come Eli­mi­na­re le leg­gi ingiu­ste e dan­no­se che gra­va­no su Scuo­la e Uni­ver­si­tà, con par­ti­co­la­re riguar­do alla cosid­det­ta “Buo­na Scuo­la” che ha intro­dot­to un pro­get­to azien­da­li­sti­co di scuo­la por­tan­do a com­pi­men­to quan­to ini­zia­to dai gover­ni di cen­tro­de­stra. Ma va supe­ra­ta anche la Leg­ge 240/10 che si è abbat­tu­ta sull’Università, la Leg­ge Gel­mi­ni, col suo assur­do siste­ma di valu­ta­zio­ne che, lun­gi dal pre­mia­re il meri­to, avvan­tag­gia chi è lega­to ai “baro­ni” o chi è dispo­sto a segui­re le ten­den­ze di mas­sa e incen­ti­va la quan­ti­tà del­le pub­bli­ca­zio­ni, più che la loro qua­li­tà.

E come Esal­ta­zio­ne del pen­sie­ro cri­ti­co come prin­ci­pa­le obiet­ti­vo del siste­ma di istru­zio­ne pub­bli­co che deve per­se­gui­re lo svi­lup­po del­le mol­te­pli­ci intel­li­gen­ze e cam­bia­re il mon­do dei sape­ri fin dal­la scuo­la dell’infanzia.

E come Egua­li­ta­ria e inclu­si­va, la Scuo­la del­la Costi­tu­zio­ne, sen­za con­fi­ni di cen­so, di etnia, di ses­so e di reli­gio­ne.

E come Esse­re irre­mo­vi­bi­li rispet­to all’urgenza di ricom­por­re la frat­tu­ra che si è crea­ta tra i cicli di istru­zio­ne, di inter­ve­ni­re sul­le cau­se di abban­do­no e disper­sio­ne sco­la­sti­ca che lascia­no per stra­da oltre il 17% di stu­den­ti duran­te il per­cor­so sco­la­sti­co e cir­ca il 40 % nel pas­sag­gio tra scuo­la e uni­ver­si­tà.

E come Espe­rien­za for­ma­ti­va, per una Scuo­la che, attra­ver­so i sape­ri disci­pli­na­ri, for­mi sog­get­ti com­pe­ten­ti, in gra­do di affron­ta­re la real­tà, la vita, il mon­do, il futu­ro coscien­ti dei pro­pri dirit­ti e del­la pro­pria digni­tà, capa­ci di un pen­sie­ro cri­ti­co e non pas­si­vi ingra­nag­gi adde­stra­ti a diven­ta­re ser­vi obbe­dien­ti del siste­ma, come la 107 con l’alternanza scuo­la-lavo­ro e con  la strut­tu­ra ver­ti­ci­sti­ca che ha impo­sto alla scuo­la vor­reb­be.

E come Elar­gi­re il tem­po scuo­la neces­sa­rio e fisio­lo­gi­co per lo stu­dio, sen­za ope­ra­re tagli linea­ri che ledo­no il dirit­to alla rifles­sio­ne e al pro­ces­so di con­sa­pe­vo­lez­za.

E come Edu­ca­zio­ne non alla com­pe­ti­zio­ne ma alla col­la­bo­ra­zio­ne che raf­for­za le men­ti, anche incen­ti­van­do for­me di appren­di­men­to come l’«educazione alla pari» tra stu­den­ti.

E come Ero­ga­re le risor­se neces­sa­rie per rimuo­ve­re gli osta­co­li, per garan­ti­re la gra­tui­tà del­lo stu­dio a par­ti­re dal­le scuo­le d’infanzia, una pro­gres­si­vi­tà dei costi dei ser­vi­zi di tra­spor­to e men­sa, ambien­ti con­for­te­vo­li e sicu­ri in cui far cre­sce­re ragaz­zi e ragaz­ze.

E come Empa­tia affin­ché si rista­bi­li­sca un’unità di inten­ti e una con­di­vi­sio­ne di meto­di tra scuo­la, fami­glie e socie­tà tut­ta.

E come Ecco­mi. Ci sono anch’io. Ecco­ci, per il mon­do del­la Scuola.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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