unioni civili

L’Italia arranca nell’approvazione di una legge che sancisce una discriminazione che fino ad ora derivava dalla mancanza di una legge. Le coppie acquisteranno alcuni diritti, questo è vero, ma lo faranno dovendo accettare una situazione di minorità. Di discriminazione.
Quel tempo erano le prime settimane del febbraio 2016, finché il maxiemendamento al disegno di legge "Cirinnà" sulle unioni civili non spazzò via la stepchild adoption (adozione del figliastro) e l'obbligo di fedeltà.
La risposta breve è: perché la nuova legge sulle unioni civili introduce un istituto giuridico che sancisce per legge una discriminazione che finora era "solamente" nei fatti.
Abbiamo camminato insieme per anni con sulle labbra il grido "i diritti quando non sono di tutti si chiamano privilegi". L'abbiamo gridato ai Pride infinite volte rivolgendoci alle persone eterosessuali e a tutti coloro che avremmo voluto avere al fianco. Senza se, senza ma, senza però.
Possibile si mette a disposizione delle famiglie arcobaleno fin da subito con un progetto ambizioso: uno “Step Lawyers” diffuso su tutto il territorio nazionale per dare assistenza legale per il riconoscimento dei diritti dei bambini di fronte alla legge.
Possibile che ha per simbolo il segno aritmetico dell’uguale non voterà una legge che moltiplica le discriminazioni, sottrae tutele ai bambini e divide le famiglie: da una parte quelle con tutti i diritti, dall’altra quelle con qualche diritto in meno. L’intervento di Andrea Maestri alla Camera sulla regolamentazione delle Unioni civili.
In Italia la maternità surrogata è vietata, noi chiediamo invece che la discussione sulla sua pratica sia aperta e che parta da dati non ideologici ma oggettivi.