Si dovrebbe fare (una Costituente delle idee)

Non ipotesi, proposte di legge. Non comizi, analisi. Non provocazioni, spiegazioni. Un lavoro che poi proseguirà, in Parlamento, in un think tank, in un percorso attraverso le nostre comunità: metà elaborazione, metà mobilitazione. Sulla base di proposte di legge, precise e articolate, messe a disposizione dell'opinione pubblica, prima di diventare un programma elettorale.

Si dovreb­be fare un pro­get­to che par­ta dal­le que­stio­ni, dai pro­ble­mi rea­li, dal­le real issues come San­ders.

Si dovreb­be apri­re un pen­sa­to­io in cui rac­co­glie­re le miglio­ri teste del mon­do pro­gres­si­sta.

Si dovreb­be par­la­re di robo­ti­ca come fa Hamon, di red­di­to mini­mo con i con­ti cor­ret­ti e i ser­vi­zi neces­sa­ri, di lavo­ro e di red­di­to, insom­ma, in una stra­te­gia poli­ti­ca equi­li­bra­ta.

Si dovreb­be­ro affron­ta­re i cam­bia­men­ti cli­ma­ti­ci, che non lo fa nes­su­no e rischia­mo gros­so, anche pre­fe­ria­mo fare fin­ta di nien­te.

Si dovreb­be par­la­re di eva­sio­ne fisca­le, soprat­tut­to del­le mul­ti­na­zio­na­li parec­chio elu­si­ve e del­la ric­chez­za nasco­sta del­le nazio­ni, nei para­di­si esclu­si­vi che insi­sto­no anche all’in­ter­no del­la Ue.

Si dovreb­be par­la­re di vou­cher, di logi­sti­ca, di dirit­ti e garan­zie mini­me.

Si dovreb­be aggre­di­re la dif­fe­ren­za retri­bu­ti­va tra uomi­ni e don­ne.

Si dovreb­be assu­me­re un pro­fi­lo lai­co, sen­za ecce­zio­ni.

Si dovreb­be spie­ga­re come fun­zio­na l’ac­co­glien­za, come affron­ta­re l’im­mi­gra­zio­ne, come modi­fi­ca­re nor­me del­la destra che la sini­stra ha con­ser­va­to e da ulti­mo rilan­cia­to.

Si dovreb­be­ro indi­vi­dua­re stru­men­ti nor­ma­ti­vi che ridu­ca­no l’in­fluen­za del­la mafia.

Si dovreb­be lega­liz­za­re la can­na­bis.

Ecco, ci vedia­mo dal 24 al 26 feb­bra­io (a par­ti­re dal­le 16 del 24 feb­bra­io).

Non ipo­te­si, pro­po­ste di leg­ge.

Non comi­zi, ana­li­si.

Non pro­vo­ca­zio­ni, spie­ga­zio­ni.

Un lavo­ro che poi pro­se­gui­rà, in Par­la­men­to, in un think tank, in un per­cor­so attra­ver­so le nostre comu­ni­tà: metà ela­bo­ra­zio­ne, metà mobi­li­ta­zio­ne.

Sul­la base di pro­po­ste di leg­ge, pre­ci­se e arti­co­la­te, mes­se a dispo­si­zio­ne del­l’o­pi­nio­ne pub­bli­ca, pri­ma di diven­ta­re un pro­gram­ma elet­to­ra­le.

Accom­pa­gnan­do infi­ne tut­to que­sto da una più ampia rifles­sio­ne cul­tu­ra­le su ciò che sia­mo e sia­mo diven­ta­ti. E per pre­pa­ra­re gior­ni miglio­ri.

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500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

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