Sea Watch, Maestri: Leggi razziali non più in vigore, Salvini se ne faccia una ragione

Se non oggi, quan­do? Quan­do par­la­re di quel­lo che sta acca­den­do in mare, da mesi, anni, nel segno del­la disu­ma­ni­tà? Nel­la Gior­na­ta del­la Memo­ria biso­gna denun­cia­re che quel­lo che sta acca­den­do con la Sea Watch e un gior­no que­sto scem­pio disu­ma­no fini­rà sui libri di sto­ria. I nomi dei Sal­vi­ni e dei Toni­nel­li saran­no ricor­da­ti come quel­li che impar­ti­va­no gli ordi­ni, con­tro la Costi­tu­zio­ne e le Con­ven­zio­ni inter­na­zio­na­li, men­tre il nome dei Di Maio reste­rà lega­to alla schie­ra di chi dava un col­po al cer­chio e uno alla bot­te. E nel frat­tem­po le per­so­ne mori­va­no”. Lo dichia­ra Andrea Mae­stri del­la segre­te­ria nazio­na­le di Pos­si­bi­le, com­men­tan­do la situa­zio­ne del­la Sea Watch e legan­do­lo alla cele­bra­zio­ne del 27 gennaio.

“Ecco pro­prio oggi — aggiun­ge Mae­stri — ricor­do a Sal­vi­ni, a Toni­nel­li, e a tut­ti quel­li che reg­go­no la coda a que­sta allean­za di gover­no, che le leg­gi raz­zia­li non sono più in vigo­re. Al mini­stro del­l’In­ter­no va riba­di­to che quel­le pagi­ne nere del­la sto­ria non si ripe­te­ran­no. Nono­stan­te i ten­ta­ti­vi, ripe­tu­ti, di scri­ve­re e attua­re nor­me discri­mi­na­to­rie che vio­la­no dirit­ti san­ci­ti da Trat­ta­ti inter­na­zio­na­li e dal­la Costi­tu­zio­ne italiana”.

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