Roma, Civati: “Raggi prende i soldi per i rifugiati, ma ne lascia quasi 800 per strada”

“Dal pri­mo luglio nel­la Capi­ta­le ci sono 786 rifu­gia­ti lascia­ti per stra­da, nel­le piaz­ze e nei par­chi, nono­stan­te i finan­zia­men­ti del mini­ste­ro dell’Interno garan­ti­ti con il Siste­ma di pro­te­zio­ne per richie­den­ti asi­lo e rifu­gia­ti ”. È quan­to dichia­ra il depu­ta­to e segre­ta­rio di Pos­si­bi­le, Pip­po Civa­ti. “I nume­ri — aggiun­ge Civa­ti — par­la­no chia­ro. Roma Capi­ta­le si è pro­po­sta e ha otte­nu­to 2.774 posti d’accoglienza attra­ver­so lo Sprar. Ma di que­sti la giun­ta gui­da­ta da Vir­gi­nia Rag­gi è riu­sci­ta ad affi­dar­ne attra­ver­so pro­ce­du­ra pub­bli­ca sol­tan­to 1.988. Man­ca­no così all’appello 786 posti acco­glien­za. Al di fuo­ri dei nume­ri signi­fi­ca che que­ste per­so­ne sono abban­do­na­te al loro desti­no. E dire che que­sti cen­tri sono finan­zia­ti dal Vimi­na­le con oltre 84 milio­ni di euro, sen­za chie­de­re alcun esbor­so al Campidoglio”.“Del resto — con­clu­de il lea­der di Pos­si­bi­le — a tre anni dall’avvio dell’inchiesta Mafia Capi­ta­le, a Roma il siste­ma non è cam­bia­to di mol­to: con­ti­nua una sor­ta di mono­po­lio nell’accoglienza di richie­den­ti asi­lo e rifu­gia­ti. Non c’è che dire: men­tre il Pd si abban­do­na alle paro­le d’ordine del­la destra, sull’accoglienza dei migran­ti, il Movi­men­to 5 Stel­le a Roma non fa meglio. Il tut­to tra­du­ci­bi­le con un infal­li­bi­le pro­ver­bio: se Ate­ne pian­ge, Spar­ta non ride.”

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Congresso 2024: regolamento congressuale

Il con­gres­so 2024 di Pos­si­bi­le si apre oggi 5 apri­le: dif­fon­dia­mo in alle­ga­to il rego­la­men­to con­gres­sua­le ela­bo­ra­to dal Comi­ta­to Orga­niz­za­ti­vo.

Il salario. Minimo, indispensabile. Una proposta di legge possibile.

Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sin­da­ca­ti. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popo­la­re.

500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di ita­lia­ni.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

La can­na­bis riguar­da 5 milio­ni di con­su­ma­to­ri, secon­do alcu­ni addi­rit­tu­ra 6, mol­ti dei qua­li sono con­su­ma­to­ri di lun­go cor­so che ne fan­no un uso mol­to con­sa­pe­vo­le, non peri­co­lo­so per la socie­tà.
Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto pro­var­ci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

La prio­ri­tà deve esse­re met­te­re al sicu­ro le per­so­ne e non può esse­re mes­sa in discus­sio­ne da rim­pal­li tra pae­si euro­pei. Il dirit­to d’asilo è un dirit­to che in nes­sun caso può esse­re sot­to­po­sto a “vin­co­li quan­ti­ta­ti­vi”. Ser­vo­no cor­ri­doi uma­ni­ta­ri, e cioè vie d’accesso sicu­re, lega­li, tra­spa­ren­ti attra­ver­so cui eva­cua­re più per­so­ne pos­si­bi­li.

Calabria: la disperazione sanitaria

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Voto fuorisede: un diritto non può costare

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Gli spazi sociali sono un presidio di socialità sana in un mondo malato, la città li difenderà dagli attacchi della destra

Negli ulti­mi gior­ni la destra ha sca­te­na­to una guer­ra nei con­fron­ti di un pez­zo del­la nostra cit­tà. Già da alcu­ni mesi era chia­ra l’intenzione di Fra­tel­li d’Italia di por­ta­re sul ter­re­no del­la nostra cit­tà lo scon­tro nato nei mesi scor­si a Mila­no col Leon­ca­val­lo e a Tori­no con Aska­ta­su­na.