Dopo avere preso a calci per due giorni il Tar Lazio, correggono la legge

Approfittando della discussione sulla “manovrina” viene inserito un emendamento per rimediare al pasticcio Renzi-Franceschini

[vc_row][vc_column][vc_column_text css=”.vc_custom_1495886300164{margin-top: 20px !important;}”][/vc_column_text][vc_column_text]Ma non era solo l’ennesimo capi­to­lo del­la famo­sa “con­giu­ra dei Tar” con­tro il cam­bia­men­to (tan­to da spin­ge­re il sem­pre misu­ra­to Ren­zi a rim­pian­ger­ne una “rifor­ma”… tipo: “via i Tar!”)? Non era un’interpretazione quan­to­me­no biz­zar­ra del Tar Lazio quel­la per cui al con­cor­so per la dire­zio­ne dei musei non pote­va­no acce­de­re gli stra­nie­ri? In effet­ti il dub­bio pote­va esser­ci e era sta­to sol­le­va­to da più par­ti, anche se – come spie­ga­va­mo ieri – que­sto non supe­ra­va i moti­vi di ille­git­ti­mi­tà del­la deci­sio­ne del giu­di­ce amministrativo.

Ora, però, appro­fit­tan­do del­la discus­sio­ne sul­la “mano­vri­na” vie­ne inse­ri­to un emen­da­men­to (sul­la cui coe­ren­za rispet­to al testo si potreb­be ben discu­te­re), in base al qua­le «l’articolo 14, com­ma 2‑bis, del decre­to leg­ge 11 mag­gio 2014, n. 83, con­ver­ti­to, con modi­fi­ca­zio­ni, dal­la leg­ge 31 luglio 2016 [in real­tà 2014, ndr], n. 106, e suc­ces­si­ve modi­fi­ca­ziof­ni, si inter­pre­ta nel sen­so che alla pro­ce­du­ra di sele­zio­ne pub­bli­ca inter­na­zio­na­le ivi pre­vi­sta non si appli­ca­no i limi­ti di acces­so di cui all’art. 38 del decre­to legi­sla­ti­vo 31 mar­zo 2001, n. 165, e suc­ces­si­ve modificazioni».

Ver­reb­be da dire: “excu­sa­tio non peti­ta, accu­sa­tio mani­fe­sta”. Infat­ti, que­sto con­fer­ma che la sen­ten­za del Tar Lazio non è un “attac­co al pote­re” come l’avevano descrit­ta Fran­ce­schi­ni e Ren­zi, ma sem­pli­ce­men­te una deci­sio­ne assun­ta in base al prin­ci­pio di lega­li­tà, secon­do un’interpretazione del­la leg­ge che l’emendamento pre­sen­ta­to con­fer­ma che era quan­to­me­no ben pos­si­bi­le. E evi­den­te­men­te c’era più che qual­che dub­bio che il Con­si­glio di Sta­to si orien­tas­se diver­sa­men­te dal Tar Lazio, se il legi­sla­to­re è intervenuto.

Riman­go­no insu­pe­ra­ti, natu­ral­men­te, gli altri vizi rile­va­ti dal Tar Lazio.

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

AIUTACI a scrivere altri articoli come quello che hai appena letto con una donazione e con il 2x1000 nella dichiarazione dei redditi aggiungendo il codice S36 nell'apposito riquadro dedicato ai partiti politici.

Se ancora non la ricevi, puoi registrarti alla nostra newsletter.
Partecipa anche tu!

Ultimi articoli

L’unica soluzione possibile è ampliare gli organici, di giudici e cancellieri, senza toppe messe male come gli assistenti mal pagati dell’Ufficio del Giudice oppure il ricorso sistematico a magistrati precari, che hanno funzioni e doveri uguali ai togati, eccetto che per compensi e diritti.
Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: "La vaccinazione è un dovere morale e civico. La libertà è condizione irrinunciabile ma chi limita oggi la nostra libertà è il virus, non gli strumenti e le regole per sconfiggerlo".
Per il oltre il 5% della popolazione italiana l’accesso a scuola, lavoro, vita sociale, affettività, sessualità può essere precluso da ostacoli più o meno concreti che vanno dalle barriere architettoniche all’inadeguatezza delle norme che, anche quando presenti spesso non vengono rispettate e a quello più insidioso: la discriminazione.