Perché Decisamente NO

Deci­sa­men­te NO è il tito­lo dell’ebook mes­so a dispo­si­zio­ne da Pos­si­bi­le per rac­co­glie­re gli inter­ven­ti che Pip­po Civa­ti ed io, con la col­la­bo­ra­zio­ne di esper­ti ed espo­nen­ti del par­ti­to, abbia­mo svol­to, in que­sti (oltre) tre anni, sul­le rifor­me. Qua­si minu­to per minu­to. Per­ché il nostro inte­res­se per le rifor­me costi­tu­zio­na­li si è acce­so da subi­to, da quan­do sono diven­ta­te – con la rie­le­zio­ne di Napo­li­ta­no e la for­ma­zio­ne del Gover­no Let­ta – l’architrave del­le lar­ghe inte­se. Attra­ver­so le diver­se tap­pe (descrit­te una per una ne “La Costi­tu­zio­ne spez­za­ta”, Lin­dau 2016 ) che han­no con­dot­to, dopo le pri­ma­rie del Pd e l’arrivo al Gover­no del nuo­vo segre­ta­rio, alla pre­sen­ta­zio­ne di una rifor­ma dell’Esecutivo.

È una rifor­ma che nasce come “di par­te” e arri­va a con­clu­sio­ne nel­lo stes­so modo (anzi per­den­do anche l’unico par­ti­to di oppo­si­zio­ne ini­zial­men­te coin­vol­to), vota­ta dal 56–57% dei par­la­men­ta­ri (che rap­pre­sen­ta­no una mino­ran­za di elettori).

Una rifor­ma “di par­te” rispet­to alla qua­le si è rifiu­ta­to il con­tri­bu­to di chi vole­va alme­no miglio­rar­la, evi­tan­do gli erro­ri e le dif­fi­col­tà di fun­zio­na­men­to che rico­no­sco­no anche mol­ti soste­ni­to­ri del Sì. Sia­mo rima­sti ina­scol­ta­ti, sin dall’inizio, ma abbia­mo con­ti­nua­to a dare indi­ca­zio­ni, pro­po­nen­do sem­pre un’alternativa. Un’alternativa che per noi è fat­ta dal­le rifor­me pun­tua­li, capa­ci di risol­ve­re gli spe­ci­fi­ci pro­ble­mi posti dall’attuale testo costi­tu­zio­na­le (tut­te indi­ca­te ne “La Costi­tu­zio­ne spez­za­ta” e nel docu­men­to sot­to­scrit­to con Pasqui­no, Viro­li e Zac­ca­ria, alle­ga­to a que­sto ebook). Per­ché i pro­ble­mi di fun­zio­na­men­to del Pae­se non sono dovu­ti alla Costi­tu­zio­ne (se non, appun­to, in mini­ma par­te) ma al cat­ti­vo fun­zio­na­men­to del­la PA e del­la giu­sti­zia, agli scar­si inve­sti­men­ti sull’istruzione, l’università e la ricer­ca, alla scar­sa atten­zio­ne per il con­tra­sto alla cor­ru­zio­ne e all’assenza di nor­me effi­ca­ci per pre­ve­ni­re il con­flit­to di inte­res­si, alla man­ca­ta pre­vi­sio­ne di chia­re rego­le per una con­cor­ren­za rea­le e lea­le. Tut­te que­stio­ni sul­le qua­li ci invi­ta­no a inter­ve­ni­re anche le famo­se isti­tu­zio­ni inter­na­zio­na­li, spes­so cita­te in modo appros­si­ma­ti­vo nel mal­de­stro ten­ta­ti­vo di un loro pro­cu­ra­to endor­se­ment rispet­to a una rifor­ma costi­tu­zio­na­le che inve­ce ha un sapo­re tut­to inter­no, mol­to pro­vin­cia­le. Tut­to incen­tra­to non sul­le capa­ci­tà di gover­no del Pae­se, ma sul­la sal­vez­za o meno del Gover­no in cari­ca, che ha un oriz­zon­te per defi­ni­zio­ne limitato.

Ecco, dal lun­go per­cor­so descrit­to negli inter­ven­ti rac­col­ti in “Deci­sa­men­te NO” cia­scu­no vedrà come non abbia­mo mai con­fu­so le cri­ti­che alle poli­ti­che del Gover­no con quel­le sul­le scel­te ope­ra­te rispet­to alla modi­fi­ca del­la Costi­tu­zio­ne, con­sa­pe­vo­li che la Costi­tu­zio­ne sta – e deve rima­ne­re – al di sopra. È una leg­ge – dice la Cor­te Supre­ma degli Sta­ti Uni­ti – per il tem­po di pace e per il tem­po di guer­ra e non può lega­re il pro­prio desti­no alle sor­ti con­tin­gen­ti dell’Esecutivo di turno.

Que­sta posi­zio­ne e l’esame atten­to dei testi lun­go tut­to il per­cor­so par­la­men­ta­re ci ha por­ta­ti ad ela­bo­ra­re una posi­zio­ne chia­ra, pri­va di equi­li­bri­smi, pri­va di quel­le esi­ta­zio­ni e quei rin­vii che han­no carat­te­riz­za­to mol­ti e che con­ti­nua­no a esse­re espres­si da alcu­ni. Come se sul­la Costi­tu­zio­ne si potes­se esse­re indif­fe­ren­ti o atten­di­sti, come se la Costi­tu­zio­ne potes­se dipen­de­re da altre cose. Maga­ri dal­la leg­ge elet­to­ra­le. Che essen­do una leg­ge ordi­na­ria potreb­be esse­re cam­bia­ta oggi e ricam­bia­ta doma­ni, a pre­scin­de­re dal testo costi­tu­zio­na­le. A noi l’Ita­li­cum non pia­ce per nul­la e non è mai pia­ciu­to (la nostra pro­po­sta par­ti­va dal Mat­ta­rel­lum), ma la rifor­ma costi­tu­zio­na­le rima­ne una cat­ti­va rifor­ma a pre­scin­de­re da quello.

Ecco per­ché non abbia­mo dub­bi: nel meri­to, e for­ti del­le nostre pro­po­ste, vote­re­mo deci­sa­men­te NO.

 

AIUTACI a scrivere altri articoli come quello che hai appena letto con una donazione e con il 2x1000 nella dichiarazione dei redditi aggiungendo il codice S36 nell'apposito riquadro dedicato ai partiti politici.

Se ancora non la ricevi, puoi registrarti alla nostra newsletter.
Partecipa anche tu!

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Congresso 2024: regolamento congressuale

Il con­gres­so 2024 di Pos­si­bi­le si apre oggi 5 apri­le: dif­fon­dia­mo in alle­ga­to il rego­la­men­to con­gres­sua­le ela­bo­ra­to dal Comi­ta­to Organizzativo.

Il salario. Minimo, indispensabile. Una proposta di legge possibile.

Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sin­da­ca­ti. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popolare.

500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di italiani.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

La can­na­bis riguar­da 5 milio­ni di con­su­ma­to­ri, secon­do alcu­ni addi­rit­tu­ra 6, mol­ti dei qua­li sono con­su­ma­to­ri di lun­go cor­so che ne fan­no un uso mol­to con­sa­pe­vo­le, non peri­co­lo­so per la società.
Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto provarci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

La prio­ri­tà deve esse­re met­te­re al sicu­ro le per­so­ne e non può esse­re mes­sa in discus­sio­ne da rim­pal­li tra pae­si euro­pei. Il dirit­to d’asilo è un dirit­to che in nes­sun caso può esse­re sot­to­po­sto a “vin­co­li quan­ti­ta­ti­vi”. Ser­vo­no cor­ri­doi uma­ni­ta­ri, e cioè vie d’accesso sicu­re, lega­li, tra­spa­ren­ti attra­ver­so cui eva­cua­re più per­so­ne possibili. 

Nasce il coordinamento dei comitati di Possibile del sud

 Oggi a Napo­li sono sce­se in piaz­za le asso­cia­zio­ni riu­ni­te ne La via mae­stra, per sol­le­va­re l’al­lar­me sul disa­stro­so pro­get­to dell’autonomia dif­fe­ren­zia­ta e l’attenzione sui

17 maggio, non c’è nulla da festeggiare

Crea­re un cli­ma di sospet­to, dif­fi­den­za e pau­ra ha l’effetto deva­stan­te di sfo­cia­re in odio che si tra­du­ce in vio­len­za, spes­so fisi­ca, a sca­pi­to di per­so­ne che vor­reb­be­ro solo vive­re la pro­pria vita come tut­te le altre sen­za nega­re nul­la nessuno.

All’odio rispondiamo con l’Orgoglio

È sem­pre più un qua­dro allar­man­te quel­lo che ci si pro­spet­ta in occa­sio­ne del 17 mag­gio di fron­te alla pub­bli­ca­zio­ne del­la Rain­bow Map di ILGA-Euro­pe. L’Italia sci­vo­la anco­ra più in bas­so rispet­to al 2023 acqui­sen­do un mise­ro 25%.