L’Ulivo e il Salice Piangente

Nei momen­ti di sta­gna­zio­ne poli­ti­ca ritor­na sem­pre di moda gio­ca­re all’Uli­vo che fu. Un pas­sa­tem­po tra­di­zio­na­le che sem­bra ingo­lo­si­re non poco i quo­ti­dia­ni scar­ni che, in que­sti tem­po Gen­ti­lo­ni, devo­no accon­ten­tar­si dei dopo­scì di Sal­vi­ni o dei gril­li­ni da Davos per riem­pi­re gli spa­zi. E così basta che Pro­di ci dica che “l’e­spe­rien­za del­l’U­li­vo non è irri­pe­ti­bi­le” per dare com­bu­sti­bi­le all’al­tro che chie­de una sini­stra uni­ta con­tro i fasci­smi e il popu­li­smo e tut­to il soli­to resto, lo stes­so bro­do su cui Pisa­pia ha issa­to le vele.

Ma atten­zio­ne: gli stes­si incen­dia­ri teo­ri­ci del tut­ti insie­me sono gli stes­si che doma­ni scri­ve­ran­no di una sini­stra inca­pa­ce di disin­ca­gliar­si dal­l’eter­no dibat­ti­to sul rap­por­to con il Par­ti­to Demo­cra­ti­co e saran­no sem­pre loro a dir­ci che a sini­stra si discu­te trop­po di allean­ze e trop­po poco di con­te­nu­ti. Inne­sta­no il cir­co­lo vizio­so, lo con­dan­na­no, lo rim­pian­go­no, lo rein­ne­sta­no, lo ricon­dan­na­no e via così.

E fa nien­te se qual­cu­no ogni tan­to, som­mes­sa­men­te, pro­va a fare nota­re che quel­li era­no tem­pi in cui il cen­tro­si­ni­stra era di cen­tro­si­ni­stra dav­ve­ro e com­bat­te­va pro­prio per que­sto una visio­ne del mon­do così vici­na al cen­tro­si­ni­stra di oggi: sot­to­li­nea­re le dif­fe­ren­ze (soprat­tut­to quan­do non sono loro a far­lo) è un atteg­gia­men­to bol­la­to come schiz­zi­no­se­ria e fine del discorso.

Per­ché se l’U­li­vo che rim­pian­gia­mo è una coa­li­zio­ne che tie­ne a cuo­re i dirit­ti del lavo­ro, il supe­ra­men­to del­le dise­gua­glian­ze, un’Euro­pa dei popo­li, una rea­le pro­gres­si­vi­tà fisca­le, la lot­ta alla pover­tà, lo scio­gli­men­to dei lac­ci con le ban­che capa­ce di gua­da­gna­re la mag­gio­ran­za del Pae­se, beh, allo­ra il pro­get­to è di tut­ti, ma pro­prio tut­ti, da que­ste par­ti. Sen­za biso­gno di par­ti­co­la­ri sofismi.

Altri­men­ti l’U­li­vo è solo un Sali­ce. Piangente.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

AIUTACI a scrivere altri articoli come quello che hai appena letto con una donazione e con il 2x1000 nella dichiarazione dei redditi aggiungendo il codice S36 nell'apposito riquadro dedicato ai partiti politici.

Se ancora non la ricevi, puoi registrarti alla nostra newsletter.
Partecipa anche tu!

Ultimi articoli

La cannabis riguarda 5 milioni di consumatori, secondo alcuni addirittura 6, molti dei quali sono consumatori di lungo corso che ne fanno un uso molto consapevole, non pericoloso per la società. Preparate lo SPID! Sarà una campagna brevissima, difficile, per cui servirà tutto il vostro aiuto. Ma si può fare. Ed è giusto provarci.
La crisi delle precipitazioni, così come l’aumento di fenomeni temporaleschi più violenti in termini di quantità di acqua e tempi più ristretti e l’innalzamento della quota dello zero termico ci devono spingere, se non costringere, a cambiare radicalmente il nostro approccio al sistema “montagna”. E questo impone anche un cambio drastico nella gestione del territorio anche dal punto di vista delle infrastrutture viabilistiche e sciistiche.
Come illustrato da Legambiente, le spiagge libere in Toscana e in particolare di quelle delle province di Lucca e Massa Carrara sono praticamente assenti: così nella regione (come in altre parti d'Italia) si consuma una grave privazione di un bene pubblico e un forte stress ambientale.