L’invito-proposta a Pier Luigi e a tutte e tutti voi

Solo partendo dalle 'cose' si restituisce dignità alla parola sinistra, dandole significati nuovi senza tradirla. Solo con un metodo rigoroso si danno risposte puntuali alla cittadinanza, rappresentandola il più compiutamente possibile. Solo con un profilo alto si dà valore alla Repubblica.

[vc_row][vc_column][vc_column_text css=”.vc_custom_1493028056955{margin-top: 20px !important;}”][/vc_column_text][vc_column_text]Caro Pier Lui­gi,

la ragio­ne del nostro invi­to-pro­po­sta è mol­to sem­pli­ce: come abbia­mo sin­te­tiz­za­to nel­lo slo­gan «da Boc­cia al Che Gue­va­ra», che fa segno anche alla dia­spo­ra del Pd (che pro­se­gui­rà, a nostro avvi­so, a par­ti­re dal Pri­mo Mag­gio, data poli­ti­ca­men­te mol­to sim­bo­li­ca), cre­dia­mo che solo una pro­po­sta auto­no­ma rispet­to al qua­dro poli­ti­co attua­le — in quel­lo spa­zio che né il Pd né i 5s occu­pa­no e inten­do­no occu­pa­re -, e uni­ta­ria rispet­to alle mol­te sog­get­ti­vi­tà in cam­po, pos­sa esse­re riso­lu­ti­va.

Auto­no­mia e uni­tà basa­te però non solo sul­le rela­zio­ni ma su un chia­ro pro­get­to di gover­no, costrui­to intor­no a poche e defi­ni­te idee cen­tra­li. Un pro­get­to in cui tut­to ‘tor­ni’ tra le paro­le, le cose e i nume­ri con cui accom­pa­gnar­le. Sen­za reto­ri­ca né dema­go­gia, ma con con­vin­zio­ne e liber­tà di pen­sie­ro. Sen­za con­di­zio­na­men­ti, né ingan­ni.

Oltre a ciò, un pro­get­to che non riguar­di solo il ceto poli­ti­co, ma la socie­tà civi­lis­si­ma che si è mobi­li­ta­ta per l’am­bien­te, il lavo­ro, la Costi­tu­zio­ne e anco­ra più in gene­ra­le le mil­le com­pe­ten­ze che la socie­tà sa offri­re e che la poli­ti­ca non sa rap­pre­sen­ta­re.

Sen­za par­la­re di «quo­te», le stes­se liste elet­to­ra­li a nostro avvi­so devo­no esse­re con­di­vi­se alla pari tra chi fa poli­ti­ca e ha una espe­rien­za ammi­ni­stra­ti­va e chi in Par­la­men­to inten­de por­ta­re istan­ze non anco­ra con­si­de­ra­te (come dice­va Key­nes in quel famo­so pas­so il gover­no non deve fare meglio o peg­gio le cose dei gover­ni pre­ce­den­ti, ma pro­va­re a fare ciò che i gover­ni pre­ce­den­ti non han­no con­si­de­ra­to e fat­to).

Dai con­te­nu­ti del­le nostre ini­zia­ti­ve si può evin­ce­re ciò che ci sta più a cuo­re:

#pri­ma­del­di­lu­vio per una tran­si­zio­ne ener­ge­ti­ca che ci ren­da libe­ri da dit­ta­to­ri e sceic­chi in cam­po ener­ge­ti­co, che adot­ti gli stru­men­ti finan­zia­ri ade­gua­ti per il sal­to ver­so un nuo­vo para­dig­ma pro­dut­ti­vo e del­la mobi­li­tà. Per dare lavo­ro, con­su­ma­re meglio e ridur­re l’im­pat­to per le futu­re gene­ra­zio­ni. Per que­sto con Green Ita­lia lan­ce­re­mo pre­sto una LIP su auto­pro­du­zio­ne, ridu­zio­ne del­la buro­cra­zia e Car­bon Tax (a inva­rian­za di get­ti­to).

#appar­tie­neal­po­po­lo per una rifor­ma in sen­so demo­cra­ti­co, dopo la fol­le idea di divi­de­re la poli­ti­ca e il pae­se sul­la Costi­tu­zio­ne.

Il ritor­no alle garan­zie per il lavo­ro (vedi alla voce arti­co­lo 18), a un vero con­trat­to uni­co (non al con­trat­to-truc­co del Jobs Act), alla giu­sta retri­bu­zio­ne, attra­ver­so un sala­rio mini­mo ora­rio per tut­ti (e tut­te, per­ché è dal­la pari­tà sala­ria­le che si deve ripar­ti­re): per­ché sala­ri fa rima con pre­ca­ri.

Una stra­te­gia non solo con­tro la pover­tà ma a favo­re di una nuo­va poli­ti­ca di inclu­sio­ne socia­le e di libe­ra­zio­ne del­le per­so­ne, attra­ver­so l’in­tro­du­zio­ne di un red­di­to mini­mo e di una nuo­va orga­niz­za­zio­ne dei ser­vi­zi per il lavo­ro in tut­ta Ita­lia, assi­cu­ra­ti dal­la Repub­bli­ca.

#con­tro­i­pri­vi­le­gi e le «pri­vi­leg­gi» fat­te per difen­de­re il pote­re e la sua tra­ma, per ridur­re le disu­gua­glian­ze tra le cosid­det­te éli­tes e i cit­ta­di­ni.

Una pro­po­sta per una Ice con­tro i para­di­si fisca­li anche all’in­ter­no del­la UE e la tas­sa­zio­ne dei gran­di grup­pi mul­ti­na­zio­na­li elu­si­vi.

Una rifor­ma in sen­so pro­gres­si­vo del­la tas­sa­zio­ne, il recu­pe­ro del­l’e­va­sio­ne del­l’I­va (e non solo), l’ir­ro­bu­sti­men­to del­la tas­sa di suc­ces­sio­ne per finan­zia­re la scuo­la e la ricer­ca (per la qua­le sia­mo anco­ra ulti­mi in tut­te le clas­si­fi­che), insom­ma il nostro futu­ro.

La lega­liz­za­zio­ne del­la can­na­bis, con le moda­li­tà che sta adot­tan­do il gover­no cana­de­se.

Una poli­ti­ca del­l’im­mi­gra­zio­ne basa­ta sul­l’acco­glien­za fat­ta bene degli Sprar e su un nuo­vo impe­gno per la pace a livel­lo inter­na­zio­na­le, per la tra­sfor­ma­zio­ne del­l’I­ta­lia in una gran­de piat­ta­for­ma di pace e coo­pe­ra­zio­ne, con una revi­sio­ne del­le spe­se mili­ta­ri (che cre­sco­no anco­ra e più che in altri pae­si, secon­do gli ulti­mi rap­por­ti inter­na­zio­na­li).

Per fare que­sto abbia­mo dato vita a una Costi­tuen­te del­le idee, a cui ti invi­tia­mo, per con­fron­tar­ci sui risul­ta­ti del nostro lavo­ro, per con­di­vi­der­li e pre­ci­sar­li con il lavo­ro tuo e di altri grup­pi che inten­da­no par­te­ci­pa­re.

Solo par­ten­do dal­le ‘cose’ si resti­tui­sce digni­tà alla paro­la sini­stra, dan­do­le signi­fi­ca­ti nuo­vi sen­za tra­dir­la. Solo con un meto­do rigo­ro­so si dan­no rispo­ste pun­tua­li alla cit­ta­di­nan­za, rap­pre­sen­tan­do­la il più com­piu­ta­men­te pos­si­bi­le. Solo con un pro­fi­lo alto si dà valo­re alla Repub­bli­ca.

A mer­co­le­dì.

Civati/Bersani — Pre­pa­ria­mo gior­ni miglio­ri. Mer­co­le­dì 26 apri­le, Roma.

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