Le sparate salviniane, le furbizie pentastellate, il populismo newdemocrat… e la realtà.

Parlare dei migranti e farlo con rigore e serietà significa dunque parlare certamente di diritti e discriminazioni, accoglienza e integrazione ma sempre più significa anche parlare di noi stessi.
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Non è un caso che il dibattito politico intrecci quotidianamente il tema delle migrazioni, perché i migranti sono contemporaneamente nuova umanità che ci sfida culturalmente, tasselli fondamentali di una società sempre più meticcia, fattori imprescindibili di tenuta demografica, parte sempre più significativa del tessuto economico, sostegno essenziale al nostro sistema di protezione sociale.

Parlare dei migranti e farlo con rigore e serietà significa dunque parlare certamente di diritti e discriminazioni, accoglienza e integrazione ma sempre più significa anche parlare di noi stessi. Nella “Relazione Annuale” presentata stamane a Montecitorio, il presidente dell’Inps Tito Boeri delinea le direttrici lungo le quali contributi, previdenza e assistenza devono muoversi nei prossimi anni, se si vuole evitare il tracollo. A cominciare da un “consistente impiego degli immigrati: chiudere loro le porte ci costerebbe la perdita secca di 38 miliardi per i prossimi 22 anni, una manovra aggiuntiva annuale” (cit. Repubblica).
Boeri, da economista, spiega molto bene che chiudendo le frontiere agli immigrati “rischiamo di distruggere il nostro sistema di protezione sociale“, perché i lavoratori che arrivano in Italia sono sempre più giovani, la quota degli under 25 è passata dal 27,5% del 1996 al 35% del 2015, e pertanto si tratta di 150.000 contribuenti in più l’anno, che bilanciano in parte il calo delle nascite.
Come noto, simili valutazioni e dati non sono i più trattati da politici e media, perché è più redditizio lucrare consenso su stereotipi e paure, sulla costruzione a tavolino di capri espiatori sociali.
Noi andiamo in direzione ostinata e contraria: vogliamo portare dati, cifre, stimolare il ragionamento e la ricerca di soluzioni positive, senza avvelenare un dibattito politico fatto di antagonismi opportunistici, prese di posizione strumentali, scorciatoie propagandistiche.
Facciamolo insieme!
A cominciare dai tavoli di approfondimento del nostro Politicamp a Reggio Emilia sabato 15 luglio.
Ecco il link per partecipare.

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